WESAK 2010- di Rubén Cedeño - Caracas 8.5.2010
Il giorno della Luna Piena del mese del Vaishakha, che in cingalese si traduce come "Wesak", si celebra la nascita, illuminazione, ascensione e visita annuale alla Terra del Signor Siddharta Gautama Buddha, che è attualmente il “Signore del Mondo”, a capo della “Gerarchia Spirituale di Shamballa”.
Questo fatto è celebrato in tutto il mondo ovunque si pratichi il Buddhadharma e nelle sedi di migliaia di gruppi spirituali. Dal 1970, nel nome del Signor Gautama, sono invitati tutti i gruppi metafisici a celebrare questo Festival e prima di essi sollecitai personalmente Conny Méndez che assisteva al mio fianco alla celebrazione ed ella accettò, dando la sua benedizione e consentimento a questo tipo di festival nella Metafisica. I Maestri Ascesi, da quando subentrò la “Nuova Era” hanno segnalato come giorno di questo Festival la “Luna Piena di Maggio”, altri gruppi hanno designato come data di questo “Festival” la “Luna Piena del Toro”, che a volte cade in Aprile ed altre volte a Maggio.
I praticanti del Buddhadharma nel mondo intero, in consenso unanime, recentemente si sono accordati per celebrarlo nella “Luna Piena di Maggio”, decisione alla quale si affiancano tutti i gruppi di Metafisica. Quest'anno del 2010 si celebrerà il 27 di Maggio. Anticamente il Signor Gautama appariva in quella data nella Valle del Wesak sull'Himalaya, ed esistono molti bei racconti a questo proposito. Da quando il Signor Gautama passò ad essere “Signore del Mondo”, cominciò a scendere in questo giorno in tutti i luoghi dove si realizza questo Festival ovunque ci sia il più umile gruppo o tempio dedicato al Suo Essere. Sempre durante questo giorno si celebra un'attività a cui si assiste vestiti di bianco, che generalmente si realizza durante la notte, dove si fa un servizio al Signor Gautama, si parla della sua Vita , del Suo Insegnamento e si cantano le sue canzoni.
IERI SERA di Rubén Cedeño, Tucumán (Argentine) -10 aprile 2010
Ieri sera, presso la città di Tucumán in Argentina, dopo la conferenza di Metafisica che abbiamo fatto davanti a 700 persone, siamo andati a mangiare in un elegante ristorante con una dozzina di noi. Fra i miei commensali, alla mia destra, in diagonale e di fronte, c'erano tre insegnanti di Metafisica, che erano per me tra i più insigni: un famoso travestito, una Signora venuta da un bordello e un ex-drogato.
IL TRAVESTITO
Il travestito mi ha raccontato come lavorava con i suoi altri compagni travestiti in un famoso parco della città. Mentre praticavano delle prestazioni sessuali a dei loro clienti, essi frugavano nella tasca dei loro pantaloni, li derubavano del loro portafogli e scomparivano correndo presso un canale a cielo aperto. Luogo che personalmente ho scoperto. Mi raccontò come, dopo avere cominciato i suoi studi di Metafisica ed avendo compreso la Legge del Karma, lei e i suoi compagni avevano messo fine alle loro pratiche. Mi spiegò come altre volte evitarono di uscire durante il giorno e di come smisero di partecipare alla vita mondana della città e di come attraverso i metafisici riuscirono ad integrarsi nella società. Attualmente questo travestito è immensamente rispettato dai suoi compagni, e di come molte persone assistono a queste conferenze pur sapendo ciò che ha fatto in città in precedenza. La forza e la convinzione del Travestito li ha portati a realizzare dei servizi (Ndr es. accensione candele, preghiere, ..) durante i nostri congressi internazionali.
LA SIGNORA La “Signora” mi ha detto come lei avesse trasformato il suo bordello situato in una via dove ne gestiva più di tre e di come avesse consacrato una di queste abitazioni ad una sala dove dare conferenze di Metafisica. Visitai questa sala l'indomani e constatai ciò con meraviglia assieme a tutti coloro che si trovavano là. Vidi sulla porta del bordello la locandina invitante alle conferenze che lei dava. Credo di non avere mai provato prima una tale emozione, vedendo una locandina in un luogo altrettanto degno. L'immagine della presenza "Io Sono" e dell'Arcangelo Michele decorava l'interno del luogo. Lei mi raccontò di come le prostitute rubavano astutamente i clienti quando si trovavano in intimità e di come questi urlassero in mezzo ala strada di essere stati derubati e di come lei dovesse correre, dopo le prestazioni sessuali, in mezzo alla strada per trattenere le loro grida. Mi raccontò di come poi le stesse le offrissero la metà dei soldi e di come lei dava loro l'insegnamento della legge di Causa ed Effetto e della Coscienza di Prosperità dicendo loro ; «Non è rubando che otterrai più soldi». La reputazione delle lezioni in questa sala si è estesa in tutto il quartiere ed un numero sempre crescente di lavoratori sessuali accorrono per ricevere l'insegnamento della Legge Divina. Le parole mi mancano per descrivere la purezza, l’innocenza e la bellezza irradiate da questa "Signora", che ammirammo e per la quale calorosamente provammo affetto.
L’EX-DROGATO
L'ex-drogato mi spiegò come, dopo avere fatto esperienza di tutte le droghe possibili ed immaginabili, la Metafisica ed un'associazione di "Narcotisti Anonimi» l'avessero aiutato ad uscire da uno stato aberrante e di come il primo giorno in cui ricevette la prima carezza ed il primo bacio puro e sincero in quella sala, cominciò la sua riabilitazione. Attualmente dirige dei gruppi di recupero presso i «Narcotisti Anonimi» con grande successo. La bellezza e la purezza di questo giovane uomo, la chiarezza dei suoi occhi quando parlava, erano di una forza incredibile, che riduceva tutta la tavola al silenzio. Io gli spiegavo che la creazione dei«Narcotisti Anonimi » era stata ispirata agli insegnamenti di Emmet Fox, nostro nonno Metafisico.
UNA SERATA GRANDIOSA
Ieri sera è stata una grande serata. Là le parole degli scritti metafisici, le citazioni talvolta assurde e smodate di frasi di maestri erano di troppo, i teoremi esoterici dimoravano senza valore. Si vedeva come le accuse, le critiche e le calunnie fatte da certe persone contro il nostro lavoro svanivano come fumo nel cielo. Mi resi conto una volta di più che era quello il disegno della mia vita: donare lezioni di Metafisica in tutto il mondo. Molte volte ho incontrato dei casi come questi ma quello di quella sera fu troppo evidente: il fatto stesso che ne avessi tre davanti in un colpo solo. Là, in quelle tre persone si trovava riassunta la ragione di essere della mia vita. Mi ricordai di alcune conferenze che diedi a « Gallicantus » a Gerusalemme, dove si trova il palazzo di Caifa e dove Gesù passò la notte prigioniero prima della sua crocifissione. Là è stata costruita una chiesa che ho chiamato dei « Tre Condannati», perchè è stata consacrata a « Jesus Prigioniero », « Maria-Maddalena » e «Dimas, il buon ladrone ». Là, ho detto sempre : Questa è la mia Chiesa anche se urta la sensibilità di coloro che mi stanno ascoltando. Dopo avere sentito la storia dei miei tre commensali ieri sera e quella dei tre condannati della Chiesa di Gerusalemme, poco importa di chi ci accusa, di chi ci calunnia,di chi si prende gioco di noi, se noi siamo sviluppati nella felicità e nella pienezza senza pari della coscienza di Dio, più null'altro ha importanza. Anche se ci continuano ad attaccare la grazia di Dio nella vita dei miei tre commensali e in quella di migliaia di esseri che beneficiano delle nostre conferenze, annulla tutto il resto.
PIZZICA. HILARION, LA MUSICOTERAPIA
di Raul Micieli - Barletta 07/04/2008
La Puglia è una regione al sud d’Italia, esattamente in quella parte conosciuta come il tacco dello stivale. È una regione speciale piena di segreti e misteri, lì comparse l’Arcangelo Michele per la prima volta nella storia dell’occidente, è la terra dove il nostro Amato Padre Pio ha vissuto. La capitale della regione è Bari ed è dove si trova il corpo di San Nicola (Babbo Natale), come potete vedere questa terra è piena de sorprese, Magia e Misteri, e come se questo non bastasse, aspettate a leggere quel che viene di seguito.
Da un tempo che vengo a Bari per impartire conferenze, ma questo weekend mi è capitata l’opportunità di fare una conferenza anche a Barletta, una città localizzata a mezz’ora di Bari, ero stato invitato ad impartire una conferenza preso un negozio che porta il nome di “Hilarion”, quando conobbe il nome del negozio, mi demandai interiormente, se il Maestro Hilarion aveva a che fare con il nome? Dunque lo domandai alla proprietaria del negozio, lei mi commentò che aveva scelto il nome dopo avere sentito del Maestro e subito si era sentita identificata con Lui.
San Paolo il discepolo di Gesù durante uno di suoi viaggi verso Roma, sbarco da queste terre, in un luogo chiamato Santa Maria di Leuca, poi proseguì verso un paesino chiamato Galatina e secondo la legenda in questo posto lo accoglie un religioso. San Paolo come ringraziamento diede al religioso e a tutta la sua discendenza il dono di guarire nel Nome di Nostro Signore Gesù il Cristo, a tutte le persone che avevano state morse da ragno, serpente, scorpione o qualunque animale velenoso, facendo soltanto il segno della Croce e offrendo loro acqua da un pozzo che tutt’oggi è possibile visitare.
Come voi sapete San Paolo fu una rincarnazione del Maestro Hilarion, direttore del Raggio Verde della Salute, la Guarigione e la Musica.
La musica tipica di questa regione è la Pizzica.
Pizzica vuole dire: morso di ragno o tarantola.
È simile ad una Tarantella. La Pizzica era la musica popolare, del popolo. La Tarantella era la musica della corte e dei nobili.
Durante la raccolta quando una persona veniva morsa da un ragno, serpente o animale velenoso, che normalmente erano donne, si facevano venire le ballerine di Pizzica per farli ballare intorno alla persona ferita fino alla sua guarigione, si disse che il ritmo della Pizzica produce guarigione, perché è una musica terapeutica.
Le ballerine ballavano e osservavano come si movessi la persona in cura, se si trascinava significava che era stata morsa da un serpente, se invece si arrampicava sopra i muri, il morso era di tarantola; il ballo della guarigione poteva durare qualche minuto, delle ore, dei giorni, mesi oppure anni. Se il ferito, dopo tanto ballo non si riprendeva, allora lo si portava fino al pozzo benedetto da San Paolo, facendolo vomitare lì dopo di avere bevuto l’acqua con il vomito, non solo suo, ma di tutti coloro che avevano vomitato prima di lui, e con questa cura finale, guariva.
Si racconta pero che mentre i malati erano in trance dal veleno, graffiavano il ritratto di San Paolo, oggi si può ancora vedere il ritratto con i segni dei graffi fatti dalle persone.
Esistono tre tipi di Pizzica.
Pizzica di corteggio (feste) Pizzica di scherma (duelli) Pizzica Tarantata (guarittrice)
Il Padrono della Pizzica è San Paolo, è un’aria allegra, piena de vita. Come sappiamo la gioia e la vita sono virtù del Raggio Verde.
Tutte le Pizzicche si cantano in dialetto pugliese. Esiste una composizione chiamata la Pizzica di Santu Paulu, E il suo testo dice cosi:
Santo Paolo mio di Galatina Fai la grazia a questa signorina.
Santo Paolo mio di Galatina Fai la grazia quanto prima.
L’ultima Pizzica Tarantata (guaritrice) si ballò nel 1980, ove si fece l’ultima guarigione, su una donna che visse quasi 90 anni, disincarnò nel 2006.
Ringrazio l’Amato Maestro Hilarion per questa opportunità di conoscerlo un po’ di più
CROCIFISSO di RUBEN CEDEÑO- dal Libro "Crocifissione"
Il massimo símbolo del Cattolicesimo è il crocifisso, sebbene sembri che Gesù non fu crocifisso esattamente come lo si rappresenta. I crocifissi che conosciamo attualmente non rappresentano ciò che Gesù visse bensì sono il prodotto della immaginazione dei pittori e degli scultori; ma non possiamo negare la bellezza di taluni di essi, la cui contemplazione dona piacere.
MESSAGGIO
Il crocifisso racchiude la totalità del messaggio di Gesù. Tutti i crocifissi sono un esempio di rinuncia, umiltà, non attaccamento, negazione della personalità che devono seguire gli esseri umani in qualsiasi religione. Essendo ciò che era, Gesù fu crocifisso crudelmente in mezzo a molta umiliazione, dolore fisico, tradimento, abbandono da parte dei suoi amici, conoscenti e discepoli e fu capace di perdonare tutti e soprattutto offrire al Regno dei Cieli uno dei suoi compagni crocifissi, un ladro. Questo fece Gesù sulla croce e ciò gustifica e dà desiderio di avere un crocifisso e ricordare questo atto tanto umano e trascendentale e sembra che, quando ci fanno cose sgradevoli, che generalmente sono meno rispetto a quelle che fecero a Gesù, noi montiamo in collera e non abbiamo l'attitudine al perdono come l'ebbe Lui. L'unicità del sacrificio è qualcosa di grandioso giacchè è la nostra unica realtà. Un crocifisso è motivo di riflessione, meditazione e molta interiorizzazione e cambio di condotta. Se meditassimo nella abitudine di Gesù sulla croce, il miracolo si realizzerebbe, giacchè questo è la perfetta preghiera e la migliore lampada ai suoi piedi. In ogni caso quando preghiamo un crocifisso o accendiamo una candela, stiamo mettendo la nostra attenzione in esso e questo fa sì che qualcosa di Gesù si attivi dentro di noi. Si riceve molto consiglio, illuminazione, saggezza e forza per continuare, quando vediamo nel Crocifisso l'esempio da seguire nella nostra vita.
PAROLE DI J. KRISHNAMURTI
ESTRATTO in 6 pagine
Insegnante A: Krishnaji, mi domandavo in che modo un insegnante possa educare; un insegnante che già comprenda che la natura dell’educazione è totale responsabilità della vita dello studente e della vita della comunità, e che comprenda che posto ha la propria specifica istruzione nell’intero schema delle cose. Come deve procedere per far nascere nello studente una comprensione che non sia solo delle materie scolastiche, ma che sia una comprensione più profonda, una comprensione globale?
Krishnamurti: Come considera lei la relazione tra lo studente e l’educatore? Non stiamo parlando di una relazione superficiale, stiamo parlando di una relazione tra gli studenti e gli insegnanti che vivono in una comunità.
Insegnante B: Per quasi tutti gli insegnanti la cura degli studenti va ben oltre l’insegnamento della materia scolastica.
Insegnante C: Alcuni sì, ma è molto difficile quando nella classe ci sono trenta studenti, e gli insegnanti li vedono tre volte alla settimana.
K: E’ questo che voglio dire. In una comune scuola, la relazione è veramente molto scarsa. Ci sono regole, regolamenti, devi fare questo, non devi fare quello ... e tutto finisce li.
C: Ma sicuramente le regole devono esserci.
K: Oh, si, dobbiamo avere delle regole, non dico questo. Ma stiamo parlando della relazione tra l’insegnante e lo studente in una comune scuola pubblica, e diciamo che significa molto poco.
Insegnante D: Questo è fonte di molta insoddisfazione per gli insegnanti che lavorano nelle scuole pubbliche di oggi. Vorrebbero avere più contatto con le persone con cui lavorano, ma non possono, date le circostanze.
K: Mi domando se sia possibile in una comune scuola pubblica. Una relazione del tipo di cui stiamo parlando, nel senso di sentirsi responsabili per gli studenti non solo accademicamente ma moralmente, socialmente, per il loro comportamento, per il loro modo di pensare e cosi via: una responsabilità totale.
Insegnante E: Alcuni miei amici insegnanti ce la mettono davvero tutta a stabilire una relazione con gli studenti, ma trovano sempre dei limiti nella scuola.
K:. L’educazione moderna si preoccupa solo di impartire informazioni, di trasmettere una certa quantità di conoscenza e avviare a una carriera.
B: Krishnaji, stiamo parlando dell’educazione, ma non abbiamo una chiara idea di che cosa significhi.
K: Penso che sia chiaro: prima di tutto gli studenti hanno bisogno di un’istruzione accademica e di disciplina, giusto? E noi desideriamo che gli studenti abbiano una coscienza sociale, una coscienza di quello che accade nel mondo, moralmente, e del loro comportamento, di come parlano. E’ questo che io considero educazione: educare l’intero essere umano.
Penso che qui entri in campo la questione di essere allo stesso livello. Quello che l’insegnante dice non viene trasmesso da una posizione superiore allo studente, ma piuttosto l’insegnante indica qualcosa senza l’implicazione di una superiorità psicologica.
K: E qui bisogna dire che lo studente arriva a scuola condizionato, e anche l’insegnante lo è, tutti e due sono condizionati dalla propria cultura.. E in genere si aiutano gli studenti a conformarsi, o ad adattarsi a un condizionamento più largo o più stretto. Non direste che è così?
B: Direi, come quasi tutti gli insegnanti, che ci si interessa all’educazione morale con una visione molto più larga. Se poi lo si possa fare o no è un’altra questione.
K: L’idea e il fatto sono due cose diverse. Di che cosa stiamo parlando, della scuola in generale, o di una scuola come questa di Brockwood, dove quello che ci interessa è l’educazione totale dello studente, e perciò anche di noi stessi?
D: Tutti noi abbiamo deciso di insegnare qui piuttosto che in una scuola ordinaria. Perciò dobbiamo veramente parlare di questa scuola.
K: Cominciamo da questa scuola, va bene? Che cosa stiamo cercando di fare? Parliamo apertamente, con franchezza, se possiamo. Che cosa stiamo cercando di fare qui come comunità: l’insegnante in relazione con lo studente, lo studente in relazione con la comunità e con l’insegnante; insieme, che cosa stiamo cercando di fare?
In qualsiasi scuola è necessario indicare delle cose agli altri. Quello che importa è se siamo capaci di indicare le cose in modo che per l’altro abbiano senso, che ne veda il punto.
K: No, la domanda è: “Che cosa stiamo cercando di fare”? Lei ha risposto a questa domanda? Abbiamo questa scuola, l’abbiamo avuta per un certo numero di anni, che cosa stiamo cercando di fare lei e tutti noi insieme?
C: Penso che quello che stiamo veramente cercando di fare è di vivere insieme piuttosto che separatamente.
K: E’ questo che state facendo qui?
C: Fa parte di quello che cerchiamo di fare.
K: Signore, che cosa stiamo facendo qui, non solo provandoci, ma facendolo realmente? “Cercare” di fare diventa vago e indefinito.
B: Guardiamo il modo in cui viviamo nella relazione.
Direi che lavoriamo a una comprensione comune, non a una comprensione personale.
K: Mi lasciate molto vago su tutto questo. Signore, ci interessano solo le attività presenti della vita, dell’insegnamento delle materie accademiche, o ci interessa anche che cosa accadrà agli studenti quando lasciano questa scuola? Ci interessa che cosa sarà la loro vita? Verranno assorbiti nella massa, nella media? Gli studenti come guardano la vita ora? E noi come guardiamo la vita? Come aiutiamo gli studenti o noi stessi a capire quello che accade ora? Coltiviamo la mente, il cervello, la capacità di pensare razionalmente, in modo sano e con un senso di affetto?
Potrebbero essere presi in trappola, dopo essere stati qui.
K: Io vorrei impedirlo. Se avessi mandato qui un figlio o una figlia chiederei: “Vi prego, aiutateli a non cadere in trappola”.
Naturalmente alcuni non cadranno in trappola, ma altri sì.
K:Io vorrei che i miei figli non cadessero nella trappola di questa corsa al successo. Ci assicuriamo veramente che abbiano la qualità dell’intelligenza? Non l’intelligenza delle idee, ma quella che li aiuterà a schivare il pericolo, a tenersi lontani dalle lotte umane. Lo stiamo facendo?
E: Certamente ci proviamo, ma non sempre ci riesce.
Non credo che possiamo portarlo avanti in modo infallibile..
D: Ci proviamo, ma non lo sappiamo, cerchiamo di scoprirlo.
K: Io lascio qui mio figlio o mia figlia – io non ho figli, ma mettiamo che io li lasci qui. E vi dico: vi prego, signori e signore, voi siete responsabili di fare in modo che i miei figli non vengano trascinati nella macchina sociale, non diventino dei mediocri cittadini senza intelligenza. Che cosa farete? Insieme, in una comunità, che cosa farete? Voi non rispondete alla mia domanda.
B: Noi non possiamo aiutare gli studenti se noi stessi siamo mediocri e privi di intelligenza.
K: Allora aspetterete finché diventerete intelligenti prima di diventare insegnanti?
B: Non possiamo, siamo qui ed ora.
K: Sarebbe troppo stupido dire “aspetterò finché sarò a posto e poi verrò a insegnare” Allora la mia relazione con lo studente è questa: io sono condizionato, e anche lo studente lo è, quindi siamo allo stesso livello; eccetto quando insegnate la matematica o la storia o una lingua, quella è un’altra faccenda.
Siamo allo stesso livello psicologicamente.
K: Allora come ci aiuteremo l’un l’altro a non essere mediocri?
B: Possiamo fermarci su questo, Krishnaji? Perché quello che lei sta dicendo è una cosa tremenda. Psicologicamente siamo allo stesso livello dello studente.
K: Assolutamente. Io sento cosi.
C: Penso che qualche volta diventi difficile, perché essendo più anziani qualche volta si sente di avere in certo senso più esperienza.
K: Su che cosa? Sul sesso, sul bere, sul fumare? Su che cosa?
Ci sono anche altre cose. Potrei essere stato in guerra, potrei essere stato un obiettore di coscienza, e per questo essere stato in prigione.
K: Questa e un’altra cosa, è una cosa diversa. Sto solo dicendo che siamo allo stesso livello dello studente: come cominceremo a liberarci da quello che la società e noi stessi ci siamo imposti? Questo è il problema, vero?
K: Lo studente è condizionato da suo padre, da sua madre, dai suoi amici, dalla società in cui vive, dai libri che legge, dalla televisione, è condizionato da tutto questo. E l’insegnante è condizionato in un altro modo ma tutti e due sono condizionati. In che modo ci aiuteremo a vicenda – se mi permettete questa parola – a decondizionarci?
I condizionamenti sono tutti uguali?
K: No, no. E’ una buona domanda, fermiamoci qui. C’è un fattore comune nel condizionamento? Qual è il fattore comune in tutti gli esseri umani condizionati? E’ il clima? E’ il cibo, la letteratura, la televisione, la religione, la superstizione? Tutto questo ci fa quello che siamo. Qual è il fattore comune a tutti?
Allora lei dice che solo la forma è diversa.
K: Si, è cosi. Ma il movimento è lo stesso. Perciò siamo d’accordo che l’insegnante e lo studente sono tutti e due condizionati a modo loro, e il fattore centrale è esserne liberi per diventare esseri umani e non etichette.
Allora il movimento di cui lei parla è un movimento psicologico, che è comune a tutti. Penso che forse dovremmo fermarci su questo per un minuto.
K: E ovvio. Dopotutto, il fattore comune che hanno un inglese, un tedesco, un russo, un indiano, un americano, il fattore comune è che hanno tutti è un enorme senso di ambizione. Ed è un fattore comune la paura, è un fattore comune l’inseguire il piacere, sono fattori comuni il dolore, la lotta, l’ansia, la sofferenza, la mancanza di amore: sono tutti fattori comuni a tutti noi.
B: Allora, lei ora sta dicendo che sia l’insegnante che lo studente sono nella stessa barca, sono esattamente la stessa cosa. Ma l’espressione del condizionamento potrebbe essere diversa.
K: Oh, sì. Qualcuno può esprimerlo andando in chiesa, qualcuno andando nella sua stanza a piangere. Non ha importanza come lo si esprime. Il fattore comune è che siamo tutti soggetti agli stessi fenomeni. Ora, sia l’insegnante che lo studente hanno questo fattore in comune. Siete d’accordo?
Siamo d’accordo.
K: Non acconsentite tanto facilmente. Se tutti e due lo vediamo, allora possiamo fare qualcosa insieme.
B: Ma perché è cosi importante nell’educazione il fatto che tutti e due possiamo avere paura, anche se di cose diverse?
K: Perché la paura, sia dell’insegnante che dello studente, che cosa fa? Menoma l’essere umano, ottunde la mente, mette il caos nella nostra vita. Se siamo tutti d’accordo che la paura è un fattore comune a tutti noi, come ci aiuteremo per liberarcene? E’ questa la funzione dell’educatore.
C: Ma sicuramente bisogna prima esserne liberi.
K: Ah, no, no! Vedete il pericolo di questo? Qualcuno è nato in India, con la cultura, la religione, il clima, la malnutrizione che ci sono li, e qui avete l’opposto, il clima meraviglioso, buon cibo, servizi igienici. Ma voi, come esseri umani, e lui come essere umano, passate attraverso miserie, guerre, privazioni, un tremendo senso di colpa, depressione, lo sapete. E se siete degli insegnanti, la vostra funzione è di dire: “Lavoriamoci su, non rimaniamo prigionieri di tutto questo”.
C: Penso che in certo senso non sia possibile liberarsene.
K: Questa e un’ammissione terribile. Se lei dice che non è possibile, allora è prigioniero di tutto questo.
C: Ma se questo è tutto quello che conosco, come posso liberarmene?
K: Se lei conosce solo la paura, non vorrebbe liberarsene? Lei è consapevole della paura, e non vorrebbe esserne fuori?
C: Sì.
K: E’ quello che vuole anche lo studente. Ha paura degli esami, ha paura di una dozzina di cose, dell’opinione degli altri; lei può darsi di no, ma la paura è comune a tutti. Lui la esprime in un modo e noi in un altro.
B: Allora stiamo dicendo che dobbiamo aiutare lo studente a liberarsi della paura e dell’ansia.
K: E’ la nostra responsabilità come gruppo di insegnanti.
Dobbiamo capire la natura della paura.
K: Sì, signore, è questo che intendo.
C: Non è solo per lo studente, ma per tutti e due, siamo sulla stessa barca. Cosi lo studente potrebbe aiutare noi quanto noi aiutiamo lui.
K: E’ qui dove voglio arrivare. E’ questa l’educazione? O è aiutare lo studente a diventare solo un cittadino mediocre, astuto, furbo, ambizioso, avido, invidioso, in competizione con gli altri? Sapete com’è la società moderna, ci si uccide l’un l’altro.
B: Ma noi abbiamo a che fare con tutte le pressioni della società moderna. Sia l’insegnante che lo studente vogliono essere liberi da tutte le cose che rendono la vita difficile, e poi c’è la pressione di guadagnarsi da vivere e degli esami.
K: No, qui per il momento non c’è la pressione di guadagnarsi da vivere.
Per il momento la cosa è tenuta in sospeso, ma molto presto lo studente scopre per esempio che gli esami sono un mezzo per avere un certificato, che è un mezzo per ...
K: Allora, potremmo scoprire un metodo, un modo per non avere gli esami? O trattare gli esami come se non fossero niente? Senza livello “A”, livello “O”, e tutta quella faccenda?
C: Ma io so che è l’unico modo per avere un diploma e trovare un lavoro.
K: Ma potremmo trovare un modo per non aver paura degli esami. Per tutto il trimestre, o per un paio di trimestri potreste osservare lo studente e dirgli;”Questo va bene abbastanza, sei a posto”, cosi da rimuovere la paura di quei bestiali esami. Osservate lo studente durante l’anno, e potete dirgli: “Guarda, studia un po’ di più.” Lo incoraggiate, cosi quando l’orrore finale arriva lo studente non lo trova un orrore. Possiamo farlo?
E: E’ ovvio che gli esami sono necessari a un certo stadio; se si deve costruire un ponte, o se si vuole diventare medici, l’esame fa chiarezza sia a se stessi che agli altri.
K: Sì, ma è possibile aiutare lo studente a non averne paura?
C: Credo che si tratti solo di paura, non solo di paura degli esami. Penso che sia una cosa molto più profonda, non solo paura dell’esame, ma paura del futuro.
K: E questo che cosa significa? Paura di non avere successo.
C: Sì, penso che questo sia più forte di qualsiasi insegnamento si possa dare.
K: Quindi tutti noi adoriamo la dea del successo. Perché è diventata una cosa cosi importante nella vita?”
C: Penso che sia legata all’idea della propria realizzazione.
B: Che cos’è che fa venire in testa quest’idea?
K: La nostra cultura è questo. Un uomo che non ha successo è considerato inferiore, è trattato con disprezzo.
B: Perciò ora noi ci mettiamo contro tutta la cultura e la società.
K: Contro tutta la corrente di questo mondo moderno.
B: Non parliamo di una rivoluzione nel senso che generalmente si dà a questa parola, cioè distruggere il sistema, distruggere la società, sbarazzarsi degli esami o altre cose del genere.
K: No, non mi sbarazzo degli esami. Cerchiamo di aiutare lo studente a capire che significato ha il successo, che cosa vi è implicato, e se vuole dare tutta la sua vita all’idea di diventare qualcuno nel mondo.
E: E questo vale per i genitori come per i figli. I genitori possono dire:”Se non passi gli esami non puoi stare un’altro anno a Brockwood”.
K: E’ cosi. Allora noi, in quanto educatori, possiamo affrontare l’argomento con lo studente e dirgli di vederne il pericolo?
B: Il desiderio di essere qualcuno ha una radice così profonda, Krishnaji.
K: Lo so, signore, è il nostro condizionamento.
C: Intendo dire che anche gli educatori ce l’hanno.
K: Naturalmente.
C: Perciò dobbiamo cominciare a vederlo in noi stessi, non possiamo solo dirlo agli studenti.
K: Possiamo avere un dialogo con gli studenti, e nel corso del dialogo me ne libero, e aiuto lo studente a liberarsi di questa dea! Ho osservato in tutto il mondo questo straordinario fenomeno del successo: sii qualcuno nel mondo.
Stiamo suggerendo che nel nostro dialogo noi scopriremo qualcosa che ha molto più valore?
K: Naturalmente. Non state forse rovesciando tutto il modo di pensare di se stessi? Ora pensiamo: ”Quando sarò grande devo essere un uomo d’affari, un dirigente, e se non ci riesco devo diventare il capo di una fabbrica, o il direttore di un negozio”. E tutto così.
E’anche una cosa confusa, perché chi vuole queste cose è ambizioso, ma nello stesso tempo, in un angolino della mente, sente che gli piacerebbe avere una vita libera, avere meno preoccupazioni, ma si sente prigioniero.
K: Intendo che si sta sempre paragonando A con B, e da qui comincia l’idea del successo. Allora possiamo noi, come educatori, discutere su questo, o avere un dialogo veramente serio e indicare agli studenti che cosa vi è implicato?
C: Mi preoccupa quando lei dice di indicarlo agli studenti, perché …
K: Indicarlo nel senso che lo faccio anch’io, lo indico anche a me stesso, non dico di indicarlo solo agli altri. Nel corso del dialogo sono consapevole che anch’io inseguo la dea!
D: Lo studente e l’insegnante sono allo stesso livello, psicologicamente. Ma se tutti e due ce ne rendiamo conto, questo crea una certa atmosfera.
K: Crea una certa qualità, una certa intensità. Vedete, stiamo tutti e due sulla stessa barca, e questo ci dà uno strano senso di responsabilità Non sono io che io remo mentre tu stai fermo. O tu che remi e io guardo il cielo! Possiamo educarli in questo modo? E’ possibile?
C: Abbiamo accennato a indicarlo, ma non abbiamo realmente parlato a come lavorarci di fatto.
K: Propongo di fare un dialogo su questo, ora. Io sono il suo studente, come tratterà la faccenda con me? Come farete, tutti voi cinque, che sarete i miei educatori e insegnanti, come mi spiegherete la questione? Come mi indicherete le conseguenze?
C: Dovremmo prima scoprire che cosa intendiamo per successo.
K: E’ molto semplice. Significa essere qualcuno finanziariamente, avere un’automobile più grande, una casa più grande. Significa avere denaro, e se non hai denaro sei qualcuno se hai una enorme conoscenza e erudizione. Se qualcuno è un chirurgo, o un primo ministro o anche solo un comune impiegato, vuole essere qualcuno.
C: Forse dovremmo scoprire che cosa c’è dietro il voler essere qualcuno.
K: Lo chiedo a voi: che cosa pensate ci sia dietro? Siete voi che insegnate a me! Voi mi state aiutando a capirlo. Perche in tutto il mondo gli uomini hanno reso questa dea così importante?
D: Mi sembra che dentro di noi ci sia un desiderio.
K: Osservi, signore, approfondisca. Io sono il suo studente, non mi dia solo parole. Perché gli uomini lo hanno fatto lungo tutta la storia? Non è così solo adesso.
Sembra connesso con la sopravvivenza. Gli uomini sono sopravvissuti a livello fisico, poi a mano a mano la società è diventata più sofisticata, più evoluta e allora gli uomini sentono di voler sopravvivere anche al livello psicologico.
K: E ciascuno si preoccupa solo della sua sopravvivenza. E’ ovvio. Io voglio sopravvivere ad ogni costo, e la mia sopravvivenza è intesa come successo, denaro, posizione. E tu la tua sopravvivenza la intendi in un altro modo ma tutti e due desideriamo sopravvivere individualmente. La famiglia, poi le famiglie vicine e poi la nazione. L’istinto tribale è molto forte in tutti noi.
C: Ed è rinforzato da quello che facciamo e da come veniamo educati.
D: E noi assumiamo che dato che abbiamo bisogno della sicurezza fisica, similmente abbiamo bisogno della sicurezza psicologica. Non lo mettiamo mai in questione.
K: Non mettiamo mai in questione la sicurezza psicologica, e questo mette in pericolo la sicurezza fisica. Allora, mettendoci allo stesso livello, nello stesso momento, possiamo trasmettere tutto questo allo studente e a noi stessi, non verbalmente, non solo con le parole, ma in profondità?
Non solo nella discussione, ma nell’azione, nei giochi, in tutto quello che si fa.
K: Significa, signore, che mi interessa molto scoprire perché adoro questa dea, che ha tante sfaccettature. E’ per la sicurezza? Per la sicurezza individuale e poi per la famiglia e cosi via? O c’è qualcosa di più? Sicuramente c’è molto di più che la sopravvivenza fisica e anche psicologica, molto di più vi è implicato. L’uomo non è che questo? Il prete che vuole diventare vescovo, il vescovo che vuole diventare papa e cosi via? E’ tutto qui? E’ questo che abbiamo fatto diventare la nostra vita.
B: Finora, Krishnaji, non abbiamo parlato per niente di tutta una serie di cose: della bellezza, dell’amore, dell’affetto.
K: Ho evitato di proposito questi argomenti, perché fino a che io adoro quella strana dea non posso avere nient’altro. E’ ovvio che non posso amare se mi preoccupo solo di me stesso. Non posso vedere la bellezza se adoro questa dea. Vede, signore, è proprio semplice. Il pittore vuole essere qualcuno, il musicista anche ... E’ proprio semplice. Sembra di dover scalare una tremenda montagna, ma non è cosi. Se vediamo la verità di questo, diventa molto semplice. Possiamo continuare questo dialogo venerdì nel pomeriggio? Va bene?
Sì, certamente, molto bene.
FINE
J. Krishnamurti, secondo discorso con gli insegnanti a Rishi Valley, 7 dicembre 1985 ESTRATTO in 6 pagine
Krishnamurti: Che cosa fareste voi, se aveste qui un figlio o una figlia: come vorreste educarli perché possano vivere una vita olistica? Per “olistico” intendo intero, sano, non a pezzi, non frammentato. Per quasi tutti, ora, la vita è frammentata. Come li aiutereste o come li educhereste?
HP: Signore, prima dobbiamo essere olistici noi.
K: Questo è ovvio, signore. Ma prima di tutto, voi qui siete educatori, e includo anche me, se me lo permettete. Mi trovo qui a Rishi Valley, il posto mi piace, la sua bellezza, i fiori, le ombre sulle colline. Io sono uno degli educatori e i genitori mi mandano uno dei loro figli e io voglio fare in modo che fin dal principio, mentre sono qui, vivano una vita integra – integra significa buona. Buona non nel senso comune di questa parola, la parola “buono” ha un significato speciale, oltre a quello tradizionale di quando diciamo “è un buon ragazzo”, “è un buon marito”, dove “buono” ha un significato molto limitato nel senso verbale. Ma ha un senso molto più grande quando mettete in relazione la bontà con l’integrità. “Buono” ha la qualità di essere estremamente generosi; “buono” ha il senso di non voler far male a nessuno coscientemente; potreste farlo inconsapevolmente, ma tutto il vostro atteggiamento verso la vita è di non fare del male consapevolmente, di non essere scortesi consapevolmente. “Buono” nel senso di una cosa corretta sempre e non solo per il momento, e che non dipende dalle circostanze. Se è una cosa corretta ora sarà corretta tra cento anni o tra dieci giorni. La correttezza connessa con la bontà non dipende dall’ambiente, dalle circostanze, dalle pressioni. Da quella bontà nasce l’azione corretta. Non so se seguite quello che sto dicendo. La bontà e il modo di vivere olistico vanno insieme. Se io sono qui uno degli insegnanti, uno degli educatori, e qualcuno manda suo figlio in questa scuola, in che modo mi curerò che il ragazzo cresca nella bontà, in maniera olistica? Questa è la mia domanda. E’ un problema individuale o è il problema di tutto l’insieme della scuola? E’ una cosa che deve coinvolgere tutti, deve essere un’azione collettiva. Signori, nella parola “olistico” non è implicato essere ortodossi e organizzati e tutte quelle stupide cose che non hanno senso, ma vi è implicata una qualità religiosa, di cui parleremo se ce n’è il tempo. Allora, io che vivo qui come educatore, farò nascere questo?
T: Signore, per prima cosa devo aiutare il ragazzo a sentirsi sicuro nella relazione. Mi sembra che se il ragazzo non si sente sicuro nella relazione con me e con questo posto, non può nascere niente.
RH: Signore, devo prima scoprire se è veramente questo che voglio.
KJ: Non sarebbe necessario, se dobbiamo lavorare qui insieme, non tanto dire che cosa intendo io o che cosa intendi tu, ma scoprire se c’è qualcosa che sia valido per tutti noi?
K: Signore, lei ed io, per esempio, comprendiamo che cosa significa una vita integra, olistica, anche se solo verbalmente, razionalmente? O è solo una teoria?
RH: Signore, forse la comprendiamo solo per contrasto, perché vediamo che in noi c’è frammentazione.
K: Se vediamo la frammentazione in noi, allora si presenta il problema di come sbarazzarsene, di come essere integri. Io non voglio problemi. Non voglio farne un problema, perché allora sto già frammentando.
RH: Ma rimane il fatto che siamo frammentati.
K: E’ questo il punto. Ora aspetti un minuto. So di essere in frammenti; tutto il processo del pensiero è in frammenti. E so che non devo farne un problema perché il problema è un altro frammento.
RH: Ma signore, quando vedo di essere frammentato, non è in se stesso un problema?
K: E’ qui dove voglio arrivare. Cioè: Vedo di essere frammentato. Dico una cosa, ne faccio un’altra. Penso una cosa e contraddico quello che penso, ci sono vari tipi di frammentazione. E vedo anche chiaramente che non ne devo fare un problema.
RH: Forse non lo vedo chiaramente.
K: Aspetti un minuto. Segua quello che sto dicendo, se non le dispiace. Sono consapevole di essere frammentato, di essere a pezzi, in vari modi. Voglio e non voglio in decine di modi. Se ne faccio un problema, e dico a me stesso che non devo essere frammentato, quello che dico nasce dalla frammentazione. E qualcosa che nasce dalla frammentazione è un’altra forma di frammentazione. Perciò non devo farne un problema. Ma il cervello è abituato a risolvere problemi, devo essere consapevole di questo ciclo. Allora che devo fare?
HP: Quando dice che non ne devo fare un problema …
K: No, non ho detto … Semplicemente non ne farò un problema. Vedo il fatto che se ne faccio un problema, è un’altra frammentazione. Lo vedo, non dico: “Voglio sbarazzarmene” o “Voglio fare qualcosa”. Vedo solo il fatto che se dico “non devo”, questo diventa un’altra frammentazione. Allora che farò?
HP: C’è qualcosa da fare, signore, in questo caso? Per come la vedo io, non c’è niente da fare, solo stare a vedere o osservare.
K: Solo un minuto, signore. Non giunga ancora a questa conclusione. Queste sono parole. Lei non si mette in quella posizione, lei è già arrivato a una conclusione. Una conclusione è un’altra frammentazione. Quando dite: “Posso osservare”, è già una conclusione. Mettiamo che io abbia questo problema: un modo di vivere olistico, che implichi la qualità di una mente religiosa – poi parleremo anche della religione – la qualità di una vera e profonda bontà, senza dualità. Il mio cervello pensa dualisticamente. E’ sempre in opposizione, nel senso che voglio fare qualcosa eppure non dovrei farla; dovrei, ma non mi piace, Prende sempre posizioni opposte. E’ questa essenzialmente la frammentazione. Allora che cosa mi resta da fare? Non ditemi che cosa dovrei fare, non accetto niente da voi, sono molto scettico per natura.
HP: Lei fa questa domanda: “Che cosa devo fare?”. Quando si osserva, non sorge alcuna domanda.
K: Aspetti, signore, lo sta facendo? Se non lo sta facendo e dice: “Devo provarci”, lei è in contraddizione, perciò c’è dualità, frammentazione, e da qui niente bontà. La parola “olistico” include la bontà. Un senso religioso … un cervello religioso. Che cosa intendiamo per religione? Ne parleremo tra poco. Ma ora vi chiedo: che cosa farete, quale sarà la vostra azione, il vostro atteggiamento? Volete educare lo studente in questa bontà? La scuola ha una certa reputazione, un certo lustro, c’è coinvolgimento. E in questa valle c’è una certa atmosfera. E io mando a voi mio figlio, sperando che lo aiuterete a crescere in un modo di vivere olistico.
T: Penso, se posso spiegarlo, che nell’attimo in cui postulo uno stato di vita olistico, sono in contraddizione con quello che sono.
K: Naturalmente, signore, lo capisco. Cerchiamo di indagare la questione, non cerchiamo di dettare leggi. Voglio scoprire in che modo posso aiutare lo studente, anche se io posso non essere olistico. Non dite che per insegnare dovete essere prima olistici. Allora è finita, allora ci vorrà un’eternità, e il ragazzo sarà già all’università … Se dite:”Devo prima …” allora siete bloccati, vi siete sbarrati la strada. Signore, non dirò niente, non so che cosa fare, realmente non so che cosa fare con lo studente che viene qui, con un padre che vuole che entri nell’esercito o negli affari, o diventi avvocato. Ho la tremenda opposizione della società; il padre e la madre, vogliono che lui trovi un buon lavoro. Tutto qui. Come faccio a far nascere questa cosa? Io non lo so.
KJ: Krishnaji, osservo la frammentazione nel ragazzo, in me e nel mondo.
K: E questo che cosa significa?? Io sono in frammenti e il ragazzo è in frammenti. E allora qual è la relazione tra il ragazzo e me?
KJ: Impariamo insieme.
K: Non usi delle frasi troppo alla svelta. Qual è la mia relazione con lo studente che è frammentato come me?
RH: Io non sono diverso da lui.
K: Ma lei è diverso da lui, naturalmente, lei insegna la matematica che lui non conosce. Non dica di non essere diverso la lui.
KJ: Ci può essere una relazione se io sono frammentato?
K: La prego, signore, risponda alla mia domanda. Lei è frammentato, io sono il suo studente, e anch’io sono frammentato. Allora che faccio? Non c’è alcuna relazione o siamo allo stesso livello?: Qual è la relazione tra questi due frammenti?
T: Può essere solo una relazione frammentata, se possiamo chiamarla così.
K:. Sì, allora qual è la mia vera relazione con lei che è frammentato come me?
T: Sembra che non ce ne sia alcuna.
K: E’ così. Come può un frammento avere una relazione?
T: Perché no?
K: Lei fa sul serio questa domanda?
T: Sì, la faccio veramente.
K: Bene. Risponda lei. (risate) Sta ascoltando quello che dico? Lui mi fa una domanda, e si aspetta che io risponda, ma io dico che non rispondo, perché la risposta è nella domanda stessa. Allora, possiamo guardare la domanda e aspettare che fiorisca? Gli faccio una domanda, e lui non risponde, perché dice: “Non lo so”, o “lo so, ma non ha significato”, perché la mia domanda è molto, molto seria. Lasciamo che la domanda stessa fiorisca, non rispondiamo. La domanda stessa contiene la risposta, se la lasciamo fiorire, se la lasciamo stare, se non rispondiamo immediatamente. Perché la vostra risposta è già condizionata, è già personale. Allora lasciate in pace la domanda. Se la domanda è profonda, ha un significato, ha vitalità, allora la stessa domanda si apre. Io l’ho fatto, non è un’assurdità. Torniamo allo studente, che è venuto per stare qui per quattro mesi, che cosa farò? Di che gli parlerò? Vorrei che lei approfondisse. Sto cercando di dire che se la domanda ha profondità, se la domanda è vitale – vitale perché lei la fa dopo una grande ricerca interiore e esteriore, e poi fa la domanda – lasci che la domanda stessa fiorisca. Fiorirà se lei la lascia in pace.
G: Signore, se sono un educatore e insegnante, e un ragazzo viene da me, e io sono frammentato e anche lui lo è, è una “non relazione”, non c’è relazione.
K: E’ sicuro che non ci sia? O lo sta solo dicendo?
G: Sono sicuro che non c’è relazione in uno stato frammentario, e penso che qualsiasi risposta io dessi al ragazzo, allo studente, sarebbe una risposta frammentata.
K: Sì. Ora si fermi qui: allora che cosa farà? Capisce? L’affermazione che qualsiasi relazione io abbia con lo studente sarà sempre frammentata, è una realtà o è solo un’affermazione verbale?
G: A me sembra una realtà.
K: E’ reale nel senso in cui è reale questo microfono? Il microfono non è un’illusione, ma la “parola” microfono non è il microfono. La parola non è la cosa.
RH: Lei sta dicendo che la comprensione concettuale …
K: … non è comprensione. Quando dico “la porta”, intendo la porta, che è il fatto.
RH: Allora lei usa le parole in maniera molto diversa.
K: No. Non so.
RH: Quando lei dice “fate una domanda e lasciatela stare …”
K: Guardiamo che cosa accade alla domanda.
RH: Ma, signore, questo significa che, quando facciamo una domanda, lei implica di non fare domande concettuali …
K: Proprio così. Non solo delle domande riflessive, ma lei non ha notato come una domanda possa avere vitalità? Dunque torniamo daccapo. Voi scantonate continuamente. Che cosa devo fare? Ditemelo.
G: Vorrei aggiungere solo una piccola cosa: è un’illusione che io possa dare un’educazione olistica?
K: Lo scopriremo, signore, lo scopriremo lei ed io, se è possibile farlo o no. La prima affermazione è che noi siamo tutti e due frammentati. Restiamo su questo, non muovetevi da questo. E io non so che cosa devo fare. E’ chiaro? Che cosa significa per lei “non lo so”? Io non so che cosa devo fare, allora devo indagare. Quando dico “non so”, intendo che veramente non lo so? O aspetto che qualcuno me lo dica, così che lo saprò? Quale delle due?
G: Al momento, la seconda.
K: Sì, signore. C’è uno stato della mente in cui la mente dice “realmente non lo so”? Capite la mia domanda? Realmente non lo so. Non aspetto che qualcuno risponda, non cerco nella memoria, non mi aspetto che qualcuno me lo dica. Se no mi trovo nello stato di aspettare una risposta. Ma nessuno mi può rispondere, perché siamo tutti frammentati. Perciò osservo, guardo, ascolto la domanda. Non so che cosa devo fare. Poi chiedo a me stesso: “Qual è lo stato della mente che dice non lo so?” O state aspettando di saperlo?
T: Aspettando di saperlo.
K: Aspettate di saperlo, perciò il vostro cervello non sta dicendo ‘non lo so’.
AM: Penso che il cervello non dica ‘non lo so’. Il cervello non dice mai ‘non lo so’.
K: E’ proprio così. Questa è la prima cosa, il cervello non lo riconosce mai, non rimane nello stato di ‘non sapere’. Se vi chiedo: “Che cos’è Iswara”? Voi rispondete prontamente, perché ne avete letto, o perché ci credete o non ci credete, Iswara per voi è un simbolo. Ma se chiedete: “Qual è l’elemento che ha creato tutto questo?” Ora non approfondirò, è una questione tremendamente interessante: “Che cos’è la vita, l’inizio della vita? Che cos’è la vita nel seme che seminate? La vita umana: qual è l’origine di questa vita? Questo ci porta fuori argomento. Allora, io non so come trattare il ragazzo o me stesso. Ogni azione, ogni movimento del pensiero nascono sempre dalla frammentazione. Perciò realmente non lo so. Che cos’è l’amore? Non ha niente a che fare con la pietà, con la simpatia e tutto il resto. Che cos’è l’amore? Non lo sappiamo. Lo stato di “non sapere” è amore? Questo conduce così lontano e tanto in profondità che io non so se volete continuare. Allora, non so che cosa fare con quel ragazzo o quella ragazza, perché siamo tutti frammentati. Gli posso insegnare la matematica, la geografia, la biologia, la chimica, la psicologia, qualsiasi cosa, ma questo è niente. E’ necessaria un’indagine molto più profonda, davvero molto più profonda. Avevo chiesto: che cos’è che è completamente olistico? Certo non il pensiero, che è esperienza e tutto il resto. Non è certo la simpatia, la generosità, l’empatia, non lo è il dire: “Sei un tipo simpatico, siamo amici”. Allora l’amore ha … che cosa?
T: La compassione.
K: L’amore, la compassione, giusto. E’ l’unica cosa olistica. Sto giusto scoprendo qualcosa io stesso. Dico: l’amore non è pensiero, l’amore non è piacere. Non limitatevi ad accettarlo, per l’amor del cielo, sarebbe l’ultima cosa da fare. L’amore è del tutto separato dall’odio, dalla gelosia, dall’ira, da tutto questo. L’amore non è assolutamente frazionabile, è realmente integro, e ha la sua intelligenza. La compassione e l’amore hanno la loro intelligenza. Ritorno al “non sapere e sapere”: che cosa significa sapere?
T: E’ amare.
K: Oh, no, signore, lei non sta ascoltando! Conoscere: conosco mia moglie. Si può mai dire di una persona “la conosco”? No.
RH: Conoscere è chiudere, in qualche modo.
K: Sì. Dire “conosco” è una frammentazione. Io parlo degli esseri umani. So che quella è una palma, so che quella è una tigre, ma dire di un essere umano “lo conosco” è una violazione.
T: Capisco. Il cervello è così ottuso. E’ radicato – e rimane radicato – nella conoscenza.
K: Sì, signore. Allora, ho fatto una domanda, che è: posso aiutare lo studente, posso parlargli? Perché so che io sono in frammenti e che lui è in frammenti. E so anche, ne ho il sentore, che l’amore è integro, come la compassione, e hanno la loro intelligenza. Farò in modo che l’intelligenza possa agire. Non so se mi sono spiegato.
JR: Signore, è solo un assunto? Dire che l’amore ha la sua intelligenza, dire che l’amore è olistico, che non è frammentato: è un assunto?
K: No, io parlo di me. Non è un assunto. L’amore non è un assunto, mio dio!
JR: Forse è perché io non lo so.
K: Allora rimanga con questo: lei non lo sa. E aspetti, lo scopra, non risponda. Io non so com’è fatta dentro un’automobile moderna. Non lo so. In verità un’automobile antica l’ho smontata, e so come funziona, ne conosco i congegni; ma un’automobile moderna non la toccherei perché è troppo complicata. E così voglio imparare. Vado da un meccanico e lui mi insegna, perché io voglio sapere come funziona. Mi prendo la pena di farlo, lavoro con lui finché conosco ogni parte dell’automobile. Significa che voglio imparare. Ma non sono sicuro che voi vogliate imparare, come io ho voluto imparare com’è fatta un’automobile. Capite, signori? Non sono affatto sicuro che voi vogliate imparare.
RD: Ma, Krishnaji, ho lavorato molto con lei su questo. Volevo imparare per l’imparare stesso, nel nel modo come comprendiamo la parola imparare. Oggi non voglio imparare nel senso di saperne di più, di conoscere … non lo voglio fare.
K: Aspetti un minuto, signore. Io non so come funzionano quelle telecamere, e lei mi dice:”Impari”. E io divento il suo apprendista, osservo come farle funzionare, e imparo. Poi dico:”So come far funzionare quella telecamera”. Ma gli esseri umani non sono telecamere, sono molto più complicati, è coinvolta la psicologia, e voglio conoscere come funziona il loro cervello. O divento un biologo, o uno specialista del cervello, o studio me stesso, che è molto più eccitante che andare da uno specialista del cervello. Così imparo come funziona il mio cervello. Non c’è nessuno che mi insegna.
RD: Ci potrebbe anche essere.
K: Non mi fido di loro. Non mi fido di nessuno. Tutta la loro conoscenza viene dai libri, o dal loro piccolo sé. Così dico: indagherò tutto il modo di vivere, non solo una parte, ma tutto il modo di vivere.
RD: Signore, ho avuto un insegnante che aveva una straordinaria comprensione della natura degli esseri umani. Io volevo imparare, e con questo insegnante cominciai a imparare. L’insegnante mi indicava la natura del cervello, la natura del sé, e io cominciai a imparare come imparavo qualsiasi altra cosa. Ho cominciato ad accumulare conoscenza, che è quello che in verità significa imparare, imparare come lo conosciamo noi.
K: Imparare come lo conosciamo noi è solo accumulare memoria.
RD: E’ solo imparare a memoria, ma comprende anche l’osservare.
K: Sì, sì, sì, non complichi le cose.
RD: Si osservava, si imparava, si aveva quello che si chiama insight.
K: Oh!
RD: Sì, lo so, quello che chiamiamo insight è qualcosa di nuovo, che non si è conosciuto prima, qualcosa che sembra dare una visione migliore, più vasta e così via. Si arriva a un punto dove si vede che il processo di creare immagini è senza fine e non ha niente a che fare con la cosa reale.
K: E allora? Alla fine che cosa c’è?
RD: Allora che cos’è questo imparare?
K: Io non lo considero imparare. Allora che cos’è imparare? Certo memorizzare non è imparare.
RD: No. non è imparare.
K: Ma è quello che fate. C’è un altro modo di imparare? C’è qualcosa di completamente diverso dall’ordinario imparare?
RD: Non so.
K: Vuole scoprire se c’è un altro modo di imparare, che non sia memorizzare, memorizzare e poi ricordare e agire con abilità? Ora qualcuno viene e mi dice: “Guarda, tutto questo è meccanico.” E mi dice che c’è un altro modo di imparare. Lo ascolterò? Sono ricettivo, ansioso di scoprirlo, voglio scoprirlo, e lui comincia a parlarmene. Sono capace di ascoltare quello che dice? O il mio cervello si ribella, perché è abituato a un certo schema, e rompere quello schema è una reale difficoltà?
RD: E’ inutile cercare di rompere lo schema.
K: Questo crea un altro problema. Io non voglio creare un problema.
RD: Assolutamente no, non lo voglio.
K: Allora per prima cosa mi chiedo:”Voglio veramente imparare?” Continui, signore, non lo chieda a me, io lo chiedo a lei: vuole imparare? O è un altro capitolo da aggiungere alla memoria, un altro libro? Allora torniamo daccapo. Che cosa devo fare o non fare? Oppure la questione è molto più profonda che semplicemente educare un ragazzo o una ragazza? Perciò potrei non aver capito veramente, nemmeno verbalmente, che cosa significa vivere una vita olistica.
RD: Verbalmente e intellettualmente direi di sì.
K: Ne è sicuro? Lei ha usato le parole “sicuro intellettualmente”. Perciò lei ha separato l’intelletto dal tutto. Signore, quando lei dice ‘capisco intellettualmente’, significa che non ha capito un bel nulla. Quando si afferma di capire intellettualmente, non significa assolutamente nulla. Quando dice ‘intellettualmente’, è un altro frammento. Perciò non usi le parole ‘capisco intellettualmente’. Dunque, che cosa devo fare io, che sono un educatore a Rishi Valley? Capisco parzialmente che cosa significa, anche se verbalmente, che cos’è un modo di vivere olistico. E so che sia lo studente che io siamo frammentati.
RD: Non so che dirle.
K:Sì, signore. Io mi trovo a Rishi Valley, un bel posto, qui c’è tutta la bellezza della terra. Mi trovo qui, sono responsabile verso i genitori del ragazzo o della ragazza. Li hanno mandati qui perché noi abbiamo una buona reputazione, ci curiamo di loro, questo lo facciamo. Qualcuno viene e dice: “Tutto questo va bene, ma quello che importa è un modo olistico di vivere”, non riguardo al solo intelletto, ma a tutta la psiche, a tutto l’essere, a tutta l’entità che ora è frammentata; se può essere integra allora avete dato la più straordinaria educazione”. E poi va via e io non so che cosa fare. Capisco il significato verbale di “integro, non frammentato, non a pezzi”; capisco che cos’è dire una cosa e farne un’altra, pensare una cosa e fare l’opposto. Tutto questo è la frammentazione della vita. E io non so che cosa fare, lo intendo veramente, profondamente, seriamente: non so che cosa fare. Mi inganno quando aspetto che me lo dica qualcuno, o qualche libro, o che accada qualcosa per caso che mi dia l’insight – questa sfortunata parola! Io non posso aspettare, perché il ragazzo nel frattempo cresce e se ne va. Allora che cosa farò? Una sola cosa è assolutamente certa: non so niente. Non so. Tutta la mia inventiva, tutti i miei pensieri sono collassati. Non so se anche voi sentite questo. “Non so”. Allora il cervello è pronto per la ricezione. Capite quello che dico? Il cervello era chiuso dalle conclusioni, dalle opinioni, dai giudizi, dai valori, dai problemi: era chiuso. Quando dico che veramente non lo so, ho rotto qualcosa. Da quel punto, comincio a scoprire. Allora scopro che cos’è l’amore, che cos’è la compassione e l’intelligenza che nasce dalla compassione, che non ha niente a che fare con l’intelletto. Ci lavoro sopra. Signori, noi non arriviamo mai al punto in cui diciamo: “Non lo so”. A una domanda su dio, la risposta è immediata. A una domanda sulla chimica, subito la risposta … il rubinetto è aperto. Su qualsiasi dannata cosa, siamo pronti a rispondere. Ci incontreremo di nuovo domani, vero? Spero che possiate sopportarlo. Vedete, io sono uno di quegli idioti che non hanno letto nulla, tranne dei romanzi. E’ una fortuna!
RD:E anche che non pensa.
K:No. Uno strumento a percussione intonato, signore, quando lo si colpisce dà la nota giusta. Spero di non avervi stancato. FINE
DI FRONTE ALLA MINACCIA DI UN TEREMOTO
Di: Rubén Cedeño
New York, 3 Febbraio 2010
NEGATIVITA'
La terra trema a causa di diverse ragioni. Una di queste è perché essa è viva ed in essa tutti gli esseri sono vivi e si muovono. Un altro motivo è la negatività orrenda che i popoli scaricano su di essa attraverso le critiche ingiustificate, odi senza motivi, inversione dei valori come il fare vedere o pensare che l'odio sia amore, e l'amore odio o l'ordine il disordine ed il disordine ordine. Altri motivi sono le ingiustizie che si commettono contro le persone che lavorao per l'espansione della luce, condannandoli senza misericodia, quando in realtà essi stanno solo facendo del bene. Inoltre la criminalità, la corruzione a tutti i livelli, le bugie e tante altre cose. E’ come se ad una persona la si riempisse di terra o di porcherie ed essa si scuotesse per togliersele di dosso. Capite?
ELEMENTALI
Gli elementali della terra sono esseri molto intelligenti e si prendono cura della terra affinchè essa sia luminosa, armoniosa, bella, come si vede in alcune scene del film “Avatar„. Ma, vedendo tanta negatività dell'umanità che contamina il loro ambiente, essi reagiscono, arrabbiandosi e questo fa sì che la terra tremi. Inoltre gli elementali delle onde del mare producono con l'acqua gli tsunami, gli elementari del fuoco risvegliano i vulcani e quelli dell'aria causano gli uragani ed i cicloni.
Un altro motivo che induce la terra a tremare è l'allineamento dell'asse della terra, di cui i Maestri Ascesi hanno parlato e che si sta già producendo, e di cui ora se ne parla anche scientificamente.
Ma non condannate né criticate, non danneggiate alcuna persona, siate nobili di cuore, non parlate né scrivete alcuna condanna, non preoccupatevi se sentite tremare: possedete la forma per proteggervi da qualsiasi catastrofe.
Polaris e Magnus sostengono l'asse della terra e sono Dei potentissimi a cui per incantesimo vitale non costa nulla realizzare istantaneamente una scossa in un luogo a cui loro è chiesto. Non solo anche ai direttori degli elementali della terra, che sono il Sig. Pelleur e la Sig.ra Vergine, non costa nulla arrestare qualsiasi tremore. Essi vivono nel centro della Terra sostenendo la vita che esiste là. Così, tanto Polaris e Magnus come il Sig. Pelleur e la Sig.ra Vergine necessitano solo che glielo si chieda e li si invochi, affinchè manifestino la richiesta. Sapete già che secondo le leggi occulte, è necessario richiedere qualcosa, altrimenti essa non si manifesta. Ricordati che Gesù ha detto: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto „.
Per questo motivo ti dò un’invocazione affinchè tu chieda, cerchi aiuto e chiami prima della minaccia di qualsiasi tremore o terremoto e lo possiate così arrestare.
"AMATA PRESENZA “IO SONO”: NEL TUO NOME INVOCO GLI AMATI POLARIS E MAGNUM, SOSTENITORI DELL’ASSE TERRESTRE, E L’AMATO SIGNOR PELLEUR E LA SIGNORA VERGINE, DIRETTORI DELLA TERRA:
FATE CESSARE QUESTO TREMORE ORA! GRAZIE PADRE PERCHE’ E’GIA' CESSATO!
Se lo farete vedrete i miracoli. Personalmente vi posso testimoniare che in Nicaragua, che ogni tanto trema, vi sono stati alcuni terremoti che non sono passati al peggio grazie a questa invocazione. Qualche anno fa Caracas soffrì di un terremoto e le centinaia di metafisici che vivono in questa città si salvarono. Una volta, il Palazzo degli Azulejos, in città del Messico, cominciò a tremare mentre con un gruppo di metafísici cenavamo dopo una conferenza, e con il fare questa invocazione a voce alta cessò tutto e non vi fu alcun terremoto. Nel famoso terremoto del Messico, di qualche anno fa, dove ci furono molti morti, noi inviammo una foto dove tutta un’area fu distrutta, tranne una casa: era quella di uno degli studenti del nostro gruppo. Usa questa affermazione e non preoccuparti, ricordati che l’unica cosa che devi temere è il timore. E se temi tremori e terremoti li attirerai; e se non li temi essi non arriveranno; e se giungono, li farai cessare. Non credermi, provalo.
SOTTO L'ALBERO DEL PEPE di Ruben Cedeno
Ojai, 1998
Rivisto il 6 Gennaio 2010
(Discorso che Ruben Cedeño comunica sempre ai gruppi di facilitatori e studenti di Metafisica che a volte l’accompagnano sotto l'albero del Pepe, dove si illuminò Krishnamurti nella Valle di Ojai)
PERICOLO DELL'AFFERMARLO
Alcuni esoterici negano o non affermano, l’illuminazione di Krishnamurti e gli erroneamente chiamati “krishnamurtiani”, mai si sente loro parlare di questo. E' azzardato riferirsi a questa questione. Ma quando uno si rende conto di ciò che avvenne sotto l'Albero del Pepe che è in Ojai, non può fare altro che pensare che fu qualcosa di speciale.
Krishnamurti durante tutta la sua vita negò di affermare di essere un illuminato, o scelto, perchè queste affermazioni sono la semente dell'orgoglio. Il considerarsi diverso, scelto, l’unico, il seguace dei Maestri o dei loro insegnamenti genera autoritarismo e conflitto nelle persone che sono vittima di questo. Al dire, “tizio è un illuminato”, “segue gli Insegnamenti dei Maestri”, “è discepolo di tale Maestro” o “appartiene a tale scuola molto avanti”, si sta differenziando da tutti gli altri che non lo sono, e questo è aggressione a coloro che non lo sono. E' orgoglio spirituale che danna, non è amore, per questo terminano distruggendosi le organizzazioni e lottando le une con le altre; perchè dicono: perchè lui deve essere un illuminato, qualcuno di speciale, o un contattato con un essere superiore e io no?" “E’ un seguace dei Maestri Ascesi o un canale o un messaggero diretto”. Questo genera conflitto, superiorità. Se qualcuno è un iniziato, maestro, canale veritiero o non lo è, non deve importare per nulla. Colui che cerca questo sta perseguendo appoggio e autorità esterna.
DAI FRUTTI
Dai frutti si riconosce ciascuno. Se ciò che fa un individuo è spargere bontà, amore, buona volontà, ha un mare di bellezza che lo circonda, è un essere pacifico tutto perdono, aiuta ad alleviare la sofferenza degli altri; non bisogna interrogarsi sul fatto che qualcuno sia un illuminato, maestro o no, questa persona non deve dirlo. Quando qualcuno si autoproclama, illuminato, iniziato, discepolo di qualche maestro speciale, nel cammino della verità, questo solo fatto di affermarsi conduce alla sua negazione, questo non deve dirsi, queste cose si vedono o non si vedono. Ciò che uno è, urla tanto forte, che non si sente ciò che uno dice. Non è necessario vedere l'aura della gente, ciò che la gente è, è descritto in ciò che si vede che è.
PURIFICAZIONE
Il processo di purificazione della mente di Krishnamurti fu molto doloroso; nel 1948, si esprimeva così: «Stanno pulendo il cervello, oh! lo stanno svuotando completamente". Qui Krishnamurti si riferisce senza menzionarlo al Vuoto, che elimina l'“Io personale” perchè la chiarezza possa espandersi in sè. Krishnamurti, riferendosi ai Maestri disse: «Essi mi hanno bruciato affinchè possano avere un vuoto maggiore», «E' questo vuoto ciò che attrae potere»
ARRIVO DI KRISHNAMURTI ALLA VALLE
Alla Valle di Ojai Krishnamurti giunse per la prima volta nel 1922, accompagnato da suo fratello Nitya che si era ammalato a causa della tuberculosi. Furono invitati da Mr.Warrigton, perchè questa valle possedeva una forte radiazione curativa. Dovuta al secco dell'ambiente, era l'ideale per curare persone con l'apparenza di tuberculosi. Quando già Krishnamurti aveva 27 anni, il giorno 20 di agosto, nel mezzo del «processo», successe qualcosa nella Valle di Ojai. Sotto un albero di pepe, visse una esperienza molto particolare.
Krishnamurti, in quei giorni, aveva molto dolore a causa del processo di purificazione della sua mente, attraverso del quale tutta la sua coscienza fu svuotata dai concetti e creazioni umane. La sua sofferenza era molto terribile.
LUCE NELL'ALBERO DI PEPE
Al fine di alleggerire i giorni che Krishnamurti aveva passato nel suo doloroso processo, Mr. Warrington gli suggerì che si sedesse sotto l'Albero del Pepe e lì sotto con il fresco della notte ricevette un poco di consolazione.
Dicono certe persone che assistettero al fatto, che Krishnamurti visse una esperienza molto particolare sotto l'Albero del Pepe. Dissero che una luce molto forte illuminò il luogo. Una musica celestiale cominciò a inondarlo tutto. Krishnamurti stava sotto l'Albero del Pepe nella posizione di Samadhi. Cercando di intonare un mantram. Sotto l'albero cominciò a brillare una stella e apparvero il Signor Gautama, Lord Maitreya e Lord Koot Hoomi. Quattro persone furono testimoni di questo: Mr. Warrington, Nitya, il fratello di Krishnamurti, la Signora Rosalind Williams e il Signor Walton.
KRISHNAMURTI SPIEGA CIO' CHE ACCADDE SOTTO L'ALBERO DEL PEPE
"Quando era seduto sotto, ero seduto così durante qualche tempo, ma sentii me stesso uscire dal corpo, e mi vidi seduto con me e vidi me stesso con le foglie tenere e delicate sopra di me. Guardavo l'est. Dietro me stava il mio corpo e sopra la mia testa vidi la Stella, brillante e chiara. Quindi potei sentire le vibrazioni del Signor Buddha; contemplai il Signor Maitreya e il Maestro KH. Rimasi tanto felice, in calma e in pace. Tuttavia potei vedere il mio corpo e me stesso che ero sospeso vicino ad esso. C'era una calma tanto profonda nell'aria come nel mio interiore , la calma del fondo di un lago profondo e insondabile. La Presenza degli Esseri poderosi rimase con me per qualche tempo e poi se ne andò. Io ero talmente sommamente felice, perchè avevo visto. Nulla poteva più essere lo stesso. Avendo bevuto le acque chiare e pure della sorgente della fonte della vita e la mia sete fu saziata... Ho toccato la compassione che cura tutta la pena e la sofferenza; non per me stesso, bensì per il mondo. Sono rimasto in cima alla montagna e ho osservato gli Esseri poderosi... L'Amore in tutta la sua gloria ha impregnato il mio cuore; il mio cuore mai più potrà fermarsi. Ha bevuto nella fonte dell'Allegria e della Bellezza eterna. Sono impregnato di Dio."
Dopo quella notte, Krishnamurti meditava tutte le sere sotto l'albero.
Krishnamurti disse a Leadbeater: "Mi sento di nuovo in contatto con il Signor Maitreya e il Maestro e non c'è altro che non si debba fare oltre a servirli. La mia vita intera, ora è dedicata al lavoro e non è probabile che cambi." Così dissi alla Signora Besant: "Sento come se mi fossi seduto in cima ad una montagna in adorazione e che il Signor Maitreya mi è vicino. Sento come se stesse andando sopra l'aria in modo delicato e profumato. L'orizzonte della mia vita è chiaro, bello e preciso."
CASA Di MARY ZIMBALIST
Ojai Gennaio 6. 2010
Sebbene alla gente della Fondazione Krishnamurti non piaccia il fatto che uno veda con devozione e ammirazione i luoghi dove visse Krishnamurti e le abitazioni dove dormì, uno dei miei desideri più cari era visitare, di fronte all’albero del pepe, la casa di Mary Zimbalist, dove visse Krishnamurti e penetrare nella abitazione dove spirò il suo ultimo alito di vita terrena. Questa casa fu fatta costruire da Mary Zimbalist in un terreno che non era di sua proprietà, bensì della Fondazione Krishnamurti d'America, con la condizione che al suo disincarnare la casa sarebbe passata di proprietà alla Fondazione. La Signora Zimbalist vendette la sua proprietà in Malibu, una paese vicino a Ojai e costruì questa casa.
Nessuno può entrare in questa casa perché lì continuava a vivere la Signora Zimbalist e dato che non la conoscevo era come invadere la sua proprietà. Per molti anni, ogni volta che andavo, giravo intorno immaginando quale finestra fosse stata l’abitazione di Krishnamurti.
Ma in vista del fatto che la Signora Zimbalist disincarnò nel 2009, la casa passò in mano alla Fondazione e fu convertita nella Biblioteca e salone della lettura. Ad andare in Ojai in questo viaggio nel gennaio del 2010 e la prima cosa che volli fu potere entrare in casa di Mary Zimbalist, che era chiusa in quei giorni. Quale sorpresa quando Sebastian Wernicke venne con la chiave della casa che consegnò per tutto il gruppo con cui viaggiavamo, approssimatamente una ventina di persone, ed entrammo all’interno della casa come se fosse nostra.
Con grande reverenza introdussi la chiave ed entrai in quel recinto che non era quello di una casa normale. Il gruppo in silenzio e senza scarpe dietro di me mi seguiva, in modo silenzioso e riverente. Era una di quelle case di milionari come quelle che appaiono nelle riviste “Ricchi e Famosi”. Totalmente fatta con le linee dell’architettura moderna, quasi minimalista e decorata professionalmente con uno dei più squisiti gusti. Tutto il pavimento era fatto di piastrelle bianche con leggeri e piccolissimi petali di fiori per le decorazioni.
Il salone principale era immenso con mobili ampi molto ben illuminati e il tetto, molto alto, con travi decorative molto ben tornite. Qui Krishnamurti, a volte realizzava riunioni informali con le sue famose discussioni. Da un corridoio stretto si arrivava al luogo che più volevo vedere che era la stanza di Krishnamurti. In silenzio, quasi senza calpestare, commosso nel mio più profondo interiore, entrai e vidi la abitazione vuota, senza mobili con solo il tappeto e le pareti bianche. Dove ci fu il suo letto, dove consegnò la sua corrente di Vita, c’erano un paio di cuscini dove meditare. Un balcone con ampie finestre aveva di fronte alla scrivania dove Krishnamurti si sedeva a leggere e a rivedere le trascrizioni delle sue conversazioni. In una biblioteca che era a lato, si potevano vedere i libri di fantascienza e di Cowboys che leggeva. Non c’era un solo libro spirituale. Lì c’erano i suoi immensi armadi che l’immaginazione della mia mente riempì con i suoi vestiti e scarpe di raffinata fattura. Un bagno privato, solo per lui, dove entrando si vedono i suoi cassetti, con il guardaroba e i suoi oggetti per l’igiene.
Dio mio che regalo del cielo, era come stare “Navigando per le Stelle”. Dei venti membri del gruppo, nessuno parlava, tutti erano meditativi, senza parole, era più di ciò che speravano. Girammo per tutta la casa, rientrammo e tornammo, molte volte da tutti i luoghi. Dopo un buon tempo dissi a tutti, andiamo.
Un sole timido, suggestivamente dorato, dava il suo ultimo sguardo in una sera bella quanto nessuna, in un cielo azzurro totalmente sgombero da nubi, con un grande freddo che obbligava a coprirsi. Una collina vicino invitava ad arrampicarsi e così facemmo. Dissi a tutti: meditiamo, restando in silenzio e guardiamo il tramonto. Lontano, sotto tutti, si vedeva l’albero del pepe come un monumento silenzioso e solitario all’”Illuminazione di un Uomo Illustre” a fianco, la casa di Mary Zimbalist, che per me, rimasero i più cari ricordi di Krishnamurti.
Tutto l’insieme di eventi accompagnati dal bel tramonto ci faceva sentire come se stessimo “Navigando per le Stelle”.

La Metafísica è arrivata alle Nazioni Unite. Coloro che sono qui, fanno atto di presenza ad un momento storico, dentro il nostro Insegnamento Spirituale. I Maestri Ascesi, Conny Méndez, coloro che ci hanno anticipato in questo, ci hanno detto che questo è l'insegnamento della Nuova Era, che non è solo per i metafisici, bensì per il mondo. E se è così, dobbiamo vivere in franca espansione, allargando i confini del Regno. Giungere alle Nazioni Unite, come è accaduto, è un passo importante, perchè dal punto di vista energetico e spirituale, da qui, nei piani interni, nell'eterico, emozionale e mentale, irradiamo per la prima volta decreti per la manifestazione del Governo Divino, la Prosperità Mondiale, la Salute Pubblica e la Pace a viva voce. Ci sono condotti eterici in cui circolano questi decreti e come un albero con i suoi rami, vanno irradiando questa energia fino a coprire la Terra. I paesi più sensibili, spirituali e aperti a questo, lo recepiranno in maniera più rapida, quelli che sono più chiusi, che patiscono guerre, fame e tirannìe dovranno attendere un poco di più, ma altrettanto vi giungerà. La radiazione che si respira qui nelle Nazioni Unite è quella del Maestro El Morya, del Raggio Azzurro della Forza, la Fede e la Volontà di Dio.
Rubén Cedeño nella Cappella delle Nazioni UniteCOSA E' REALMENTE LA SPIRITUALITA'?
Cos'è realmente la spiritualità? Cosa effettivamente siamo come persone spirituali? Non è dire che si sta con i Maestri, che si leggono i loro libri, che il Maestro dice questo o l'altro, o ha fatto questo o quel miracolo. La vera spiritualità risiede nell'essere Nobili, vivere coscienti dei nostri movimenti e un aspetto del Primo Raggio che molto pochi credano che lo sia, è la Bontà, l’Essere Buoni, esercitare la “Buona Volonta” e fare compiere la Legge di Buona Volontà che si espone nel libro “Spiritualità Dinamica” che è un testo che deve divenire “cavallo di battaglia”.
BUONA VOLONTA'
I Raggi hanno leggi che alcune persone non conoscono e nella "Spiritualità Dinamica" li si fanno penetrare per la prima volta in essi. La prima Legge del Primo Raggio è la "Legge di Buona Volontà". Sembrerà facile, qualcuno potrebbe dire: “Ah, io già ho Buona Volontà”. Ma se esaminati, quanti di voi hanno e attuano con Buona Volontà con reale Nobiltà d'Anima? Gli studenti Spirituali che sono al Vostro fianco, o i vostri discepoli, attuano con Buona Volontà, e sono completamente Nobili in atti, parole e pensieri?
“Buona Volonta” è essere Nobili, non avere interessi egoistici, è non mostrare a nessuno la spiritualità, successi e miracoli propri, non fare notare l'avanzamento che si ha sul sentiero, è non desiderare dimostrare di stare vicini ai Maestri più degli altri, o fare vedere che a te fanno caso o stanno con te. Tutto questo è offensivo e una mancanza di “Nobiltà" nei confronti di coloro che non lo hanno raggiunto ed è offensività assoluta. Questo fu ciò che realizzò il Maestro Il Morya, un Essere Nobile in essenza.
RAGGIO DEL SEGNOR GAUTAMA
Il Signor Gautama, quasi tutti pensano ingenuamente che sia del Raggio Dorato e da quando è il Signore del Mondo, lavori per il Raggio Azzurro, perchè questo è un incarico del Primo Raggio per eccellenza. Il Signor Gautama è il Primo Essere Nobile e di buona Volontà nel mondo. Il Raggio Azzurro non è solamente avere forza o fede, parlare forte o avere un carattere virile, come si pensa. E' prima di tutto essere“Nobile”nel pensare, sentire e agire per il bene comune. Quando si fa un percorso per le Nazioni Unite si osserva che c'è “Buona Volontà”, affinchè i paesi smettano di combattere e si plachino le guerre, sparisca la fame, gli stermini e le mine antiuomo; c'è interesse affinchè tutto nel mondo si educhi e abbia da mangiare. Ed è altrettanto necessario che il mondo coltivi la Nobiltà e la "Buona Volontà" per avere Bellezza e rendere bello il mondo circostante noi e gli altri, che si perdoni e non ci si divida più.
UNITA'
Mentre c'è divisione, non può esserci Pace. La divisione è la base della guerra. Per questo bisogna lavorare quotidianamente affinchè i gruppi e le masse umane non si dividano. Non siamo una divisione in più nel mondo, integriamoci, non ci si pronunci più come una organizzazione separata, poichè l'insegnamento non è separato, non ha frontiere.
L'Insegnamento che diamo alla gente consiste nel pensare, sentire, parlare e agire positivamente, mettere in pratica i Sette Raggi, e le Leggi, giacchè non solo sono le Leggi di Hermes, bensì le Leggi dell'"Io Sono", sono le leggi dei Raggi. Questo non è proprietà particolare di nessuno, è proprietà del mondo e per questo non stanno sotto l'egida di una organizzazione, nè di un gruppo speciale e per questo si sono fatte azioni legali di liberazione del Diritto di Autore dei nostri libri dell'Insegnamento.
Gruppo alle Nazioni Unite
CRISTO
La parola "Insegnamento Spirituale" è un nome impersonale per l’istruzione, spogliato da dipendenze parziali e gruppali, concetto con il quale noi particolarmente abbiamo fatto progressi a livello mentale, semantico e spirituale come il raggiungimento con la parola "Cristo", riferendoci all'"Essere Interno".
Per fare riferimento alla "Scintilla Divina" si possono usare termini più universali e neutrali per tutte le religioni, spogliando il vocabolario della metafisica di qualsiasi sfumatura o qualsiasi tendenza religiosa che si sia potuto avere. Quando si usa la parola “Cristo”, tutti sappiamo che i giudei ancestralmente non accettano la presenza di Gesù come un Cristo. Non l'accettano perchè essi predicano e sperano in un Messia che non credono sia Gesù. Il grande profeta Isaia fu colui che più parlò del "Messia", parola che significa "Unto dalla Grazia di Dio". La parola "Cristo" fu coniata quando si dovette tradurre dall'ebreo al greco la parola "Messia", e la definirono "Cristo" che significa lo stesso anche in ebreo. Per l’associazione di questa parola come nome proprio di Gesù , alcuni giudei non accettarono questa parola. E perchè noi che siamo Studenti Spirituali della Nuova Era, dovremmo perpetrare pregiudizi, mal intendimenti e comprensioni errate che attraverso gli anni le religioni hanno sostenuto una contro l’altra? Noi non dobbiamo accettare questo perché il nostro insegnamento va oltre i litigi e le differenze religiose, di partito e sociali. Nella Metafisica ci sono praticanti del Giudaismo, dell’Islam, del Buddhadharma e del Cristianesimo e vegliamo affinchè tutti permangano integrati sentendosi bene. Quando parliamo del Cristo o della “Scintilla Divina”, è lo stesso che parlare del Messia, dell’”Illuminazione Interiore” che realizzarono Elia, Mosè, molti profeti nel Giudaismo, Krishna, Ramakrishna e Yogananda nell’ Hinduismo, Gautama, Milarepa, Ananda nel Buddhadharma, Gesù, San Francesco o Madre Teresa di Calcutta per i Cristiani o Krishnamurti che non appartenne né generò alcuna religione.
SIMBOLI RELIGIOSI
Nella cappella delle Nazioni Unite, abbiamo cinque simboli di religioni molto importanti: la Croce, universalmente accettata come simbolo del cristianesimo; a lato abbiamo la “Stella della Vittoria”, che rappresenta il Giudaismo: poi c’è la Mezzaluna che è il simbolo dell’Islam. Poi c’è la Ruota del “Dharma”, che è simbolo del Buddhadharma e racchiude il Nobile Ottuplice Sentiero: e finalmente c’è il simbolo dello Shintoismo, che è la religione che si pratica nel Giappone, della quale talvolta si sa meno, e di cui nel libro “Giappone” ne parliamo estensivamente.
METAFISICA MULTIRELIGIOSA
La Metafísica è un Insegnamento Spirituale Universale e per questo quando dentro di essa facciamo riferimento a religioni, lo facciamo con una connotazione multireligiosa, senza inclinazione fra una tendenza o l’altra, perché se così non fosse, favoriremmo la divisione e la divisione è guerra. Le basi del nostro Insegnamento Metafisico non si contraddicono con nessuna religione. Basicamente, il Cristo è il “Messia Interiore”, il “Buddha Interiore” l’ “Iman Madhi Interiore”. Dio è accettato da tutte le religioni senza problema, sebbene si diffrenzino nella loro concettualizzazione. Se nella Metafisica utilizziamo il nome di Dio, e accettiamo tutti i profeti del Giudaismo senza problemi, credo che i Metafisici Giudaisti possano accettare Gesù. Se non vogliono accettarlo come il Cristo, come figlio di Dio, questo non importa. Credo che non ci siano problemi ad accettare Gesù come un giudeo intelligente che aabia dato grandi insegnamenti, dato che alcuni degli stessi giudei lo definirono un “Rabbì”. Se nella Metafisica si accettano tutti i profeti del Giudaismo, per essi accettare un Maestro, non dovrebbe essere molto difficile. Così manteniamo la Pace. In Metafisica accettiamo tutti i Santi, “Buddha” o “Iluminati” del Buddhismo o del Buddhadharma. I Sette Aspetti di Dio non hanno alcun problema in nessuna religione per essere accettati, poi vi sono le qualità dei Sette Raggi, Le Leggi della Presenza Io Sono. I Sette corpi non vanno contro i principi di nessuna religione. Cosìcchè abbiamo un Insegnamento multiculturale, multinazionale, multireligioso, che senza problemi s può applicare ed espandere a tutti gli esseri della Terra. Se anche fosse che le persone di qualsiasi religione studiando Metafisica non accettino l’esistenza dei Maestri Ascesi, il nostro insegnamento non è basato nell’espandere il fatto che i Maestri esistano, questo non è l’obiettivo. Il nostro obbiettivo è compiere gli insegnamenti dei Maestri, sia che si acetti la loro esistenza o meno. E’ amarsi, perdonarsi, piacersi, sanarsi vivere bene ed con opulenza. Questa è l’essenza del nostro Insegnamento.
FRANCA ESPANSIONE
Ogni giorno questo Insegnamento si pulisce e purificandosi ogni volta di più in termini di concetti che possano essere ostili a membri di qualsiasi religione o tendenza di gruppo particolare. Noi siamo in franca espansione ed evoluzione. Ogni nostro libro che viene alla “Luce” pubblica, ha passi evolutivi più avanzati dei precedenti e questo permette di potere offrirli a diverse organizzazioni di diversa indole, e per supposto nel luogo dove siamo, come le Nazioni Unite.
Quaranta anni fa, sedici persone si riunirono in un salotto nela casa di Conny Méndez, ed ella disse: “Questo si andrà ad espandere per il mondo intero, da tutto il Latinoamerica”. Io guardai le sedici donne che erano lì, più anziane che giovani, essendo una riunione semplicemente domestica di una Signora. Signori, oggi siamo milioni. Coscchè in questo momento, quando ricordiamo quello, e si associa e compara a questo gruppo riunito nella cappella delle Nazioni Unite, si può dire: “Attraverso le Nazioni Unite, la Metafisica continuerà espandendosi, universalizzandosi, a partire da oggi più che mai”. Non so se oggi, o se entro uno, cinque, o dieci anni, non so quanto in tempo, ma lo vedrete. L’inizio di questo congresso Internazionale a New York per ricevere Lo Spirito Avvolgente entrante del Signor Gautama lo stiamo cominciando nelle Nazioni Unite. Come è sopra è sotto, perché il Signor Gautama è il Signore del Mondo di tutte le Nazioni. Infatti l’immagine del Signor Gautama appare con il mondo ai suoi piedi e quello è il logotipo del mondo delle Nazioni Unite. Incluso il fatto che alcuni di noi, portano una maglia delle Nazioni Unite, rappresentativa della “Unità Mondiale e Spirituale Internazionale”. Grazie per essere venuti a New York, e al gruppo Metafisico di Manhattan, insieme a Juan Rodríguez, per avere Organizzato l’incontro in questa cappella.
Mahasamadhi Di Parmahansa Yoganandadi Ruben Cedeno
Hotel Biltmor 5.1.2010 Ero desideroso di conoscere il luogo dove Paramahansa Yogánanda un 7 Marzo del 1952, all'hotel Millenium Biltmor di Los Angeles, California, è entrato nel Mahasamadhi. Il Mahasamadhi è l'abbandono volontario del... corpo senza necessità di passare per il processo chiamato "morte" e raggiungere così il Nirvana. Questa è la negazione assoluta della personalità per il resto delle incarnazioni. Solo i grandi Maestri possono fare questa pratica e disincarnare senza agonia, sofferenza, rapidamente e senza problemi. Sebbene avessi visitato Los Angeles più volte, solo ora nel 2010 decisi di andare al sito dove Yogananda abbandonò la sua“Corrente di Vita”. Raggiunsi l'Hotel confidando in una risposta negativa alla mia domanda di conoscere il posto dove un guru eccentrico dell'India fosse morto, ma al contrario sembrava che Yogananda mi avesse posto di fronte alla persona ideale per darmi tutta l'informazione che necessitavo. Appena entrato alla reception de l'Hotel, uno degli addetti alla mia domanda mi rispose" Fu proprio qui, alla reception, perchè questo luogo negli anni '50 era una salone per banchetti e l'ingresso dell'hotel era dall'altra parte". In questo modo l'uomo mi portò a pochi passi da lì e mi segnalò dove disincarnò Yogananda e mi indicó il parapetto a destra di una fontana realizzata in pietra dove si sedette, scattò la sua ultima foto dove cadde il suo corpo senza vita. Come fenomeno insolito, la fontana, che in maniera naturale per il contatto con l'acqua dovrebbe ammuffirsi, nel luogo che contattò la presenza di Yogánanda permane completamente a secco. Mi dissero che questo fenomeno è studiato da molti curiosi.
Quel giorno all'Hotel Biltmor, alla cena a cui participava Yogananda, c'era una gran accorrere di personalità, tanto dello Stato della California quanto dell'India, tra i quali si incontrava il suo Ambasciatore, il Signor Sen. P...rima di lasciare il Piano Fisico, Yogananda volle scattare una memorabile foto, alla suddetta fonte, in cui riflette una indescrivibile pace e un sorriso più enigmatico di quello della Gioconda, che può assumere chi è tra l'uno e l'altro mondo. Si vede il viso di una persona che mai fu contro nessuno, mai criticò nessuno, una totale inoffensività, qualcuno che si può imitare, un ideale di Corrente di Vita per essere come Lui. E decreto questo per tutti gli studenti di Metafisica: non mettano l'attenzione nelle infermità mentali e con il cuore che insanamente viva manifestando odio, portando solo critiche e condanne a tutti. Questo danneggia e corrode l'anima e fa vedere il più sporco “terrore (NdR "guardiano") della soglia ” di qualcuno. Meditino nell'ultima foto di Yogananda. Ve la metto qui. Non c'è bisogno di studiare sopra di essa, poichè già la sua figura dice chi fosse. Alla fine del pronunciare il suo discorso, Yogananda entrò nel Mahasamadhi e il suo corpo si sdraiò sul pavimento.
Durante i 21 giorni che succedettero fino al momento della sua inumazione, il corpo di Yogananda si mantenne incorrotto. Attualmente, il suo corpo si trova tuttora incorrotto in una cripta con ...una lapide di marmo, con il símbolo di "Self Realization" (NdR Scuola fondata nel 1920 da Paramahansa Yogananda), dentro una specie di cappella gotica bellissima, dove ci sono altre varie cripte una sopra l'altra, nel cimitero monumentale Forest Lawn Memorial Park di Glendale, in California. Quando vado lì, piego la mia testa sulla lapide della cripta nel punto in cui si trovano i suoi piedi, e mentalmente faccio il proposito che Yogananda mi trasmetta qualcosa riguardo alla sua meravigliosa realizzazione e Amore per Dio e la Madre Divina Cosmica, la sua bellezza di vita spirituale, il suo amore e dolcezza per tutti, il suo perdono per coloro che ci offendono ed insultano con le loro parole e scritti, e decreto che trasmetta ciò a me e a tutti coloro che studiano L'Insegnamento Spirituale, insieme a tutte le cose belle che Lui era, che non sarebbe possibile enumerare
LA CHIAVE DELLA FELICITA'

(Tratto da: il Libro d’Oro di Saint Germain)
Tutti cercano la Felicità, a volte chiamata piacere, tuttavia, molti di coloro che la cercano con tanto affanno, proseguono nel loro cammino senza accorgersi che stanno passando davanti proprio alla Chiave di quella Felicità. La semplice chiave della Perfetta Felicità e il Potere inerente che la mantiene costante, è l’autocontrollo e l’autocorrezione. Questo però è facilissimo da ottenere quando si apprende la Verità che l’individuo stesso è la Presenza"IO SONO" e l’Intelligenza che controlla e ordina tutte le cose.
Intorno ad ognuno vi è tutto un mondo di pensieri creati da lui stesso. Dentro questo mondo mentale c’è il seme, la Presenza Divina, l’"IO SONO" che è l’Unica Presenza che agisce nell’Universo e che dirige ogni energia. Questa energia può essere intensificata oltre ogni limite, per mezzo dell’attività cosciente dell’individuo. La Presenza Divina Interiore può essere comparata al nocciolo di una pesca. Il mondo dei pensieri che lo avvolge sembra la polpa. La polpa rappresenta non solo il mondo mentale creato dall’individuo, ma anche la Sostanza Elettronica Universale, sempre in attesa di essere attivata dalla decisione cosciente dell’individuo, per essere precipitata per il suo uso visibile nella forma che a lui più convenga o desidera. Il cammino sicuro verso la comprensione e uso di questo Potere cosciente, ci viene dall’autocontrollo. Che cosa voglio dire con questa parola "autocontrollo"? Primo, il riconoscimento dell’Intelligenza "IO SONO" come Unica Presenza Attiva; secondo, sapendo questo, sappiamo anche che non esistono limiti o limitazioni per il Potere del suo uso; e terzo, che gli umani, avendo ricevuto libero arbitrio, libera scelta e libera azione, creano nel mondo circostante solo ciò in cui fissano la loro attenzione.
È arrivato finalmente il momento in cui tutti devono comprendere che il pensiero e il sentimento formano il Potere Creatore più grande nella Vita e nell’Universo. L’unico modo per usare quel Pieno Potere di pensiero-sentimento, che chiamiamo "DIO IN AZIONE", è impiegando l’autocontrollo e l’autocorrezione, con cui si può rapidamente raggiungere la comprensione, con cui usare e dirigere questo Potere del pensiero, senza alcun limite. Quando ha raggiunto il sufficiente autocontrollo, l’individuo può mantenere il suo pensiero fisso in qualsiasi desiderio, come una fiamma di acetilene che si mantiene immobile su una saldatura. Così quando si mantiene inamovibile la coscienza su qualsiasi desiderio, sapendo che la Presenza "IO SONO" è quella che sta pensando, ovvero Dio in Azione, allora si capirà che è possibile rendere visibile o precipitare, qualsiasi cosa si necessiti o si desideri. Non è che non si possa pensare in un’altra cosa, se così fosse come potremmo realizzare i mille doveri che riempiono i nostri giorni? È che ogni volta che si deve ricordare il punto in questione, ci si deve ricordare invariabilmente che è Dio, o la “Presenza IO SONO” con tutto il suo Potere, quello che sta agendo per precipitare il nostro desiderio.
Ascolta bene, è stato provato ampiamente che l’effetto di un evento non può dare Felicità, bensì la comprensione della causa che opera, fa si che l’individuo sia maestro o padrone del suo mondo. Ogni individuo, sapendo che è il Creatore del proprio mondo e di ciò che desidera manifestare in esso, capirà che non ha né il tempo né il diritto di creare cose discordanti nel mondo di altri. In questo modo l’individuo è libero di trovarsi con l’effetto della sua creazione.
L’autocontrollo si esercita pensando e dicendo immediatamente di fronte a tutta la disarmonia che si presenta: "No signore, questo non può essere verità, perché il mio "IO SONO" è Perfetto. Cancello quindi, tutto ciò che è stato fatto male dalla mia coscienza esteriore e accetto solo la Perfezione manifestata". Che succederà allora? Che avrai aperto le porte a Dio "IO SONO" ed Egli aggiusterà tutta l’esteriorità. Mi rallegro enormemente nel vedere il successo che ogni studente sta ottenendo, sotto questa Radiazione, nel raggiungere la Maestria e il controllo del suo Essere esteriore.
Dice Saint Germain: “Amato studente, se potessi comprendere il Magnifico Splendore che si manifesta in te, quando affermi il tuo autocontrollo sull’attività esteriore, raddoppieresti tutti i tuoi sforzi per raggiungere quell’autocontrollo e maestria su ogni espressione esteriore. Così facendo, si permette alla Magna Presenza “IO SONO” di liberare il suo Grande Potere nella nostra coscienza e uso esteriore”. Togliamo ora dalla mente degli amati studenti, il senso del tempo, dello spazio e della distanza. La chiave per aprire l’entrata a tutte le Sfere Superiori, i Piani Superiori, si trova nella semplicità e fermezza dell’autocontrollo. Ogni studente deve ricordare questa Grande Verità che “Dov’è la tua coscienza, là sei tu” e che l’"IO SONO" è dappertutto.
La coscienza che c’è spazio, distanza e tempo è solo una creazione dell’uomo. Passare attraverso il velo finissimo che separa la coscienza dal suo Pieno Potere e Attività Interiore, è solo un fatto di stato di coscienza, ovvero di pensiero e sentimento. Coloro che si stanno sforzando per raggiungere la Luce, stanno vivendo costantemente in quelle Alte Sfere. La bellezza di queste Sfere oltrepassa ogni immaginazione; quando entri in Esse coscientemente e volontariamente, troverai che tutte le creazioni che sono là sono tangibili come qualsiasi nostro edificio qui. Con l’affermazione "IO SONO il Potere del mio Autocontrollo completo per sempre sostenuto", vi sarà più facile raggiungere questa maestria. Gli studenti devono essere coscienti del fatto che, quando riconoscono l’attività della Presenza "IO SONO" è impos¬sibile che Essa sia interrotta o che La si interferisca in qualche modo. Sapendo che non vi è né tempo, né spazio, si ha a portata di mano la conoscenza dell’Eternità. Per entrare in una Sfera più alta che quella del mondo fisico, pienamente coscienti, bisogna solo calibrare o cambiare la coscienza. Come farlo? Sapendo che già sei là coscientemente.
Afferma spesso: “Per il Potere del Circolo Elettronico che ho creato intorno a me, non posso essere colpito più da dubbi e timori. Io prendo gioioso lo Scettro del mio "IO SONO", e calpesto risolutamente qualsiasi delle Alte Sfere in cui voglio entrare e conservo la chiara e perfetta memoria delle mie attività là”. Con questo esercizio, ti troverai rapidamente a gioire della Libertà Illimitata e della Felicità Perfetta di agire su qualsiasi piano tu scelga.
MAGDA OLIVERO (di Ruben Cedeno)
Milano, 18. 9.2009
Quando ero molto giovane, a Caracas, un giorno apparve uno dei grandi miti dell’opera mondiale, il Gran soprano Magda Olivero, che si esibì nel Teatro Municipale di Caracas. Abituato ad ascoltare soprani nella mia famiglia da quando sono nato, la voce di questa cantante mi sorprese stranamente da quando emise la prima nota interpretando “Malinconia ninfa gentile”, di Vincenzo Bellini, e che alla fine di un concerto che aveva ripercorso la musica di vari autori, concludendo con “Io sono l’umile ancella” dall’opera Adriana Lecouvreur di Cilea. I fanatici dell’opera gridavano brava dopo ogni aria, c’era una commozione insolita nella sala, come mai prima era successo per nessuna delle prime figure della lirica internazionale, che erano solite esibirsi lì frequentemente. Mi chiedevo: Che cosa succede con questa voce? Perché canta così? Nonostante conoscessi il canto, non me lo spiegavo. Magda Olivero era differente, strana, non assomigliava agli altri soprani, c’era qualcosa di straordinario in lei che non sapevo spiegarmi. Non capivo.
La Olivero cantò varie opere a Caracas, come una leggendaria “Manon Lescaut” di Puccini e una “Adriana Lecouvreur” di Cilea. Da allora non mi sono stancato di comprarmi tutti i suoi dischi che apparivano nei negozi di dischi a Caracas e fuori, a New York o in Europa. Sono riuscito ad avere tutta la sua discografia e non l’avevo ancora capita. Avevo compreso tutti i soprani tranne lei. Perché?
CASUALITA’ INSOLITA
Nel Vigesimo sesto Congresso Internazionale di Metafisica realizzato a Cordoba Argentina in Luglio del 2009, ho deciso di offrire alle 800 persone che assistevano alla spiegazione Metafisica dell’aria “Io sono l’umile ancella” dell’opera Adriana Lecouvreur di Cilea, la visione di un video di Magda Oliviero, dove lo interpreta senza orchestra nella versione di concerto, con solo l’accompagnamento del piano. Si è creata un’atmosfera tanto spirituale nella sala che la gente ha cominciato a piangere verso la fine dell’aria e al termine c’è stato un tripudio incredibile di applausi. Improvvisamente è successa una casualità insolita, si è fatto avanti dal pubblico un giovane italiano corpulento, alto, biondo e di bell’aspetto e mi ha detto: “Mi chiamo Olivero, sono un figlioccio di Magda Oliviero e mia madre mi pose questo nome per lei, perché è sua intima amica, quando vieni a Milano te la faccio conoscere”. Sono rimasto più che sorpreso del fatto.
Mesi dopo in Settembre dello stesso anno, mentre stavamo realizzando il secondo Congresso Internazionale di Metafisica a Milano, abbiamo pianificato una mattina di fare una scappata con Oliviero a casa di Magda Olivero. Quasi non lo potevo credere che questo sarebbe diventato una realtà, era troppo bello. Dio ha voluto che così fosse. La notte prima, dopo una succulenta cena, mi dedicai a preparare parlando loro di questa singolare artista, a quelli che mi avrebbero accompagnato il giorno seguente a questa tanto onorabile visita a Magda Oliviero e ho spiegato loro:
CHI E’ MAGDA OLIVERO
Magda Olivero è una dei più grandi soprani del mondo, che nacque il 25 marzo 1910 a Saluzzo, un’antica cittadina e principato in provincia di Cuneo in Piemonte, Italia ed è considerata una delle più grandi cantanti di opera verista della storia e specialmente ricordata come Adriana Lecouvreur nell’opera omonima di Francesco Cilea.
Non c’è dubbio che il “Piano Divino di Perfezione” di Magda Olivero era essere cantante, poiché cominciò a cantare debuttando a due anni con la canzone napoletana “Torna a Surriento” di Ernesto de Curtis, dove c’è il suono del “Sole” che è l’Angelo Protettore della cittadina di Sorrento a sud d’Italia. Questo l’ha fatto dalla finestra della sua casa paterna ai passanti della strada e questi non potevano credere che una voce tanto potente uscisse da una bambina così piccola.
Contrariamente alla sua carriera di famosa cantante, un esperto del conservatorio, al quale fece la sua audizione, la trovò non idonea, senza voce, senza musicalità, disse testualmente, “senza niente di niente, che non venga qui a perdere il tempo” e la rimandò indietro. Ma lei continuò e trionfò. Così si deve fare: insistere in ciò che di buono e di costruttivo ci si propone di fare nella vita. Magda Olivero debuttò nel 1932 nella radio di Torino. E’ stata la migliore interprete di Adriana Lecouvreur; proprio così, al punto che quando lei si ritirò dalle scene per dieci anni per la perdita di un figlio a causa della guerra, Cilea, l’autore di quest’opera che era un ammalato terminale, la supplicò che gliela cantasse di nuovo prima di morire e così fu, lei ritornò alle scene.
Magda Oliviero ha ora 99 anni e tuttavia non si è ancora ritirata. E’ un caso insolito nella storia del canto, e probabilmente è la cantante lirica che ha cantato più a lungo nella sua vita e senza perdere la voce a un’età tanto avanzata.
La Olivero ha cantato nei teatri d’opera di tutte le parti del mondo e con i migliori e più leggendari tenori come Beniamino Gigli, Mario del Monaco, Alfredo Kraus e Placido Domingo tra gli altri. Magda Olivero cantava ogni volta con più passione, espressione e voce più potente. Tra le sue migliori interpretazioni, oltre la sua famosa Adriana, ci sono: Iris, Fedora, La Boheme, La Fanciulla del West, La Traviata, Madama Butterfly, Manon, Francesca da Rimini, Mefistofele e la Turandot. Cantò Medea di Luigi Cherubini a Dallas nel 1967, che è uno dei ruoli più difficili ed esigenti per un soprano, tanto vocalmente che drammaticamente. Nel 1975, a 65 anni dopo quarantadue di carriera brillante, fece il suo debutto al Metropolitan Opera Hause con una sensazionale Tosca che fu applaudita con un’ovazione di più di venti minuti, che solo Caruso e la Callas hanno ottenuto. Ha continuato poi cantando musica religiosa a livello locale, di cui si conservano alcuni dischi amatoriali. Esistono sue registrazioni di opere complete, così come di arie e scene complete di molte opere.
DECIFRANDO MAGDA OLIVERO
Ascoltare Magda Olivero per tutta la mia vita, ha risposto ai miei interrogativi sulla sua voce. Mi sono reso conto che si esprime con la musica più che cantare, è una forza divina più in là dei ricorsi tecnici vocali, si occupa più che altro dell’interpretazione espressa col suono, del contenuto di ogni parola, ciò che essa significa, lo fa con la grande compostezza tecnica di una voce forte, potente, esplicita, ricca e non so se si può dire bella, perché la sua bellezza è nascosta dietro il potere Divino che contiene. Possiede la capacità di fondere il dramma con il significato di ogni parola, sentimento, voce, tecnica vocale e musica in un’unità inseparabile. La Olivero non sempre riesce a emettere suoni convenzionalmente belli, né possedere una linea di canto definita. Lì si trova l’enigma della Olivero. Scoprii che la sua grandezza è essere ciò che dice nel suo canto. L’espressività fu sempre il suo capolavoro e col passar del tempo questa espressività s’incrementò sempre di più. Impressiona la capacità che ha di trasmettere agli ascoltatori ogni emozione contenuta in ogni frase del suo canto, dando ad ogni parola l’intensità particolare che dovrebbe avere e che nelle partiture non si può scrivere. Ella ha modulato il suo timbro, la dinamica, la velocità e il tono a seconda del significato che il testo esprime. Il suo stile come attrice è ugualmente intenso come la drammaticità della sua voce e musicalità.
Nella storia della musica e del canto ci sono stati pochi soprani come Magda Olivero, e comunque i confronti non esistono perché ognuno è unico e la Oliviero è come nessuno. Credo che la possano uguagliare solo poche, come Maria Callas e Leyla Gencer che sono state le più grandi cantanti di sempre.
Tra le sue registrazioni di studio si trovano la sua interpretazione della Liu in Turandot, di Fedora con Mario del Monaco e Tito Gobbi e frammenti di Francesca da Rimini con Mario del Monaco.
LA SUA CASA
Abbiamo comperato a Magda Oliviero rose bianche e un’ottima torta alla frutta nello stile milanese e siamo andati a casa sua in Corso Magenta che curiosamente vuole dire “Viola”, come il Raggio Divino di Amore Compassionevole, e la sua casa è al numero 77, due volte sette che è il numero della perfezione per la Terra, perché tutto ciò che è perfetto è sette, come le sette note e i sette colori. Magda vive in una delle zone più distinte di Milano. Quando siamo arrivati all’entrata del suo portone, ella personalmente ci stava aspettando, il volto sorridente e in piedi senza che nessuno la sostenesse. Entrammo in un appartamento che dal pavimento al soffitto ed ogni luogo era pieno di ornamenti, ricordi foto di lei, premi e riconoscimenti. Tutto il salone era pieno di finissimi mobili, sedie dappertutto, tappeti in ogni luogo, di modo che bisognava avanzare con attenzione per non far cadere una delle tante belle reliquie ornamentali della casa. Nella parete vicino al pianoforte c’era il famoso dipinto che la raffigura, bella nei suoi anni di gioventù, pittura che appare nella maggioranza dei suoi dischi. Sul piano si trovava una scultura del suo viso veramente bella, che si distingueva tra i busti dei grandi musicisti, il più noto dei quali, un corpo completo di Puccini, del quale lei è stata una grande interprete.
I SUOI DIALOGHI
La Olivero si sedette in una poltrona e tutti noi intorno a lei. Per un’ora non smise di parlare, era inutile che intervenissimo, i suoi dialoghi erano come la voce sacra della quale non si poteva perdere neanche una parola. Per i suoi 99 anni la sua lucidità, coordinazione, memoria e ricordi erano impeccabili, sembrava una ragazza emozionata che umilmente, come una grande scoperta raccontava ai suoi amici, le sue prime esperienze con il canto. Magda Olivero ci spiegò che in alcuni momenti cruciali della sua vita udì una voce che le impediva di continuare a cantare. In altri momenti, questa stessa voce le ispirava di offrire a Dio la sua voce. Ci narrò le sue estasi mistiche, le sue preghiere, i suoi sogni nei quali le hanno indicato cosa cantare in certi concerti. Tutto un mondo interiore, ricco e meraviglioso. Abbiamo fatto fotografie e filmati con Magda Olivero, abbiamo condiviso con essa tutto ciò che abbiamo voluto ed è sempre stata disponibile e attenta. Alla fine le abbiamo regalato la versione italiana dei Pilastri della Metafisica.
E’ stata una giornata indimenticabile della storia della nostra vita. Non tutti gli esseri umani hanno la fortuna di essere a tu per tu con una grande tra le grandi come Magda Olivero e condividere con lei le sue più care esperienze.
IO SONO
1° I Maestri decisero di dare all’essere umano una mappa di quello che è, perché si sappia qual'è il sentiero da seguire per arrivare dentro sé stessi.
2° Gli Essere di Luce , perché l' “ IO SONO “sia più facile da capire, ci hanno dato quello che si chiama “ L’ ILLUSTRAZIONE DELLA MAGICA PRESENZA IO SONO”, perché siamo tutti daccordo che non esiste niente nella vita di più importante di incontrare DIO dentro di noi.
3° Questa mappa esiste da tanti secoli, però era tenuta nascosta; solo i Grandi Illuminati potevano vederla, perché il solo vederla costituiva un'iniziazione.
4° Purtroppo arrivò un momento di crisi nel quale l’umanità si sarebbe auto distrutta per colpa della negatività, così I Maestri decisero di darci vari consigli per aiutarci; il primo fu “IL PRINCIPIO DEL MENTALISMO”. Più tardi dopo essersi accorti che l’umanità era pronta per ricevere più consigli I Maestri insegnarono più cose, fino a quando desidero di darci una mappa per guidarci alla scoperta della verità.
5°”L’ILLUSTRAZIONE DELL'IO SONO” è la presenza fisica di come siamo realmente, dell’ esistenza di DIO dentro di noi, il quale è l’Essere Superiore in cui si sommano e sintetizzano tutti gli Esseri.
6° Questa illustrazione è composta da tre parti che rappresentano l’essere umano come una Trinità: Spirito, Anima e Corpo.
7° LO SPIRITO è la figura superiore,che sta sopra e che riempie con il suo corpo di Luce tutto il disegno, perché lo Spirito è tutto. E il tuo “Io Superiore”,conosciuto con il nome di “Essere” come dire “Il Padre nel Cielo” il suo corpo è di fuoco elettronico, e la Legge Cosmica che lo governa è la Sintesi, perché Lo Spirito sintetizza tutto e non esiste niente fuori dal suo essere. Dio vede tutto per questo è disegnato con gli occhi grandi e luminosi perché è L’Essere che controlla tutta la attività del Cosmo. LO SPIRITO vive nel piano più alto della manifestazione e fu creato dallo stesso SPIRITO, perché L’Essere è una auto creazione Divina. Dalla fronte esce una fiamma di tre colori Azzurra Dorata e Rosa, e rappresenta i tre principali aspetti di Dio: Volontà- Sapienza-Amore. Sempre sulla fronte si trova il cerchio con il punto che è il simbolo del Cosmo (Universo), del quale se ne parla nell’ vangelo di San Giovani: “nel principio era il verbo, IO SONO”.
8° La Presenza si espande verso L’Essere umano che si trova nella parte inferiore del disegno chiamato corpo o personalità.
9° L’Anima si trova nel centro del disegno rappresentata dalla triplice fiamma o Il Cristo. L’Anima è l’intermediaria tra La Presenza “IO SONO” o “DIO” e la personalità. I sette cerchi che circondano Il Cristo Interiore rappresentano il Corpo Causale dov’è registrata la Sapienza accumulata da un Essere. Il suo nome è “IO SONO QUELLO CHE SONO” che si deve dire per chiamare Cristo all’azione.
10° La personalità è rappresentata dall’essere in basso, l'io inferiore o il quaternario inferiore che è composto dai corpi: Fisico, Eterico, Astrale e Mentale inferiore. Questi quattro veicoli inferiori in equilibrio, sono rappresentati da un quadrato che forma la Croce di Malta, modello elettronico del Maestro Saint Germain e dell’Era del Raggio Violetto; nel centro della croce si trova un cuore con la Fiamma divisa in tre, questo è il riflesso di Cristo che vive nel cuore di ogni essere umano, manifestando attraverso la Fiamma Triplice i tre aspetti di Dio, che sono l'essenza dell'”IO SONO” e del Cristo.
11° Il raggio di luce che unisce l’essere inferiore con Il Cristo e con La Presenza “IO SONO” è il cordone argentato attraverso il quale la vita della personalità, il Cristo e il “IO SONO” comunicano durante i periodi di incarnazione. Il tubo Violetto che circonda il corpo inferiore è la colonna di fuoco Violetto consumatrice che circonda tutti gli studenti nel sentiero dell’Ascensione, per proteggere e purificare la loro naturalezza inferiore.
12° La colonna di Luce Bianca che circonda la colonna Violetta è La Fiamma dell’Ascensione che rappresenta la vittoria alla fine del cerchio della vita, l'unificazione dell’Essere inferiore con IL CRISTO ITERNO e La Presenza “IO SONO” momento detto Illuminazione e di conseguenza L’Ascensione.
LA FIAMMA VIOLETTA
Il Fuoco Violetto è una corrente d'energia che è stata qualificata per catturare l'energia imperfetta e dissolverla, così da poterla caricare ancora una volta con perfezione. E' un'attività d'Amore, Misericordia e Compassione che può dissolvere le cause stabilite dall'umanità, i cui effetti potrebbero essere molto dannosi.
Se l'umanità non entrerà nella comprensione e nell'uso di questo Fuoco Violetto coscientemente, dovrà inciampare nelle cause che portano tante sofferenze nel mondo. Questo è quello che sta succedendo ora in tutto il mondo.
Fino a poco tempo fa la conoscenza di questo Fuoco Sacro era conosciuta e insegnata nel mondo, unicamente nei Ritiri dei Maestri Ascesi; però a causa della brevità dei tempi in cui certe cose si dovranno ottenere, questo è stato portato a conoscenza del mondo esterno, in modo che chiunque può conoscerlo, usarlo e sperimentare la Liberazione che Esso porta.
SAINT GERMAIN
Saint Germain è un Maestro Asceso, membro della Gerarchia Spirituale di Shamballa. Il 1° maggio 1954 fu incoronato Re dell'Età Dorata e Avatar dell'Era dell'Acquario dal Logos Planetario Sanat Kumara. Egli è l'ispiratore di tutti gli attuali gruppi di Metafisica e della Nuova Era.
I Suoi insegnamenti si trovano oltre che nella Santissima Trinosofia, in sette libri che sono: Il Libro d'Oro, Istruzione di un Maestro Asceso, L'Amato Saint Germain parla, Gli uomini del minuto, Il Settimo Raggio, Il Diario di Saint Germain e Fiamma Violetta serie III.
Il Modello Elettronico del Maestro Saint Germain è la Croce di Malta, la Sua chiave tonale è nel secondo movimento del Concerto di Aranjuez di Joaquin Rodrigo e il Suo Raggio è il Fuoco Violetto Trasmutatore.
KOOT HOOMI
L'AMATO MAESTRO ASCESO KOOT HOOMI, ISTRUTTORE MONDIALE E CRISTO PLANETARIO
Dice così: "Amati aspiranti", non fate grandi sforzi per incontrare la PRESENZA di DIO. Rilassatevi ed incontratela nella pace del vostro mondo emozionale sereno e tranquillo. Svegliatevi dal torpore spirituale; comprendete infine che il Maestoso Potere di Dio si trova nel pulsare dei vostri propri cuori. Permettete che questa Divina Natura, dal vostro cuore, splenda attraverso di voi come testimone della Presenza Divina ancorata nel vostro luogo più intimo e segreto; splenda come testimone dell'ONNIPOTENTE POTERE ED AMORE della Presenza di Dio.
I MAESTRI ASCESI
I Maestri Ascesi sono anime passate attraverso tutte le esperienze di vita sulla terra. Essi si trovano su piani superiori al nostro perché hanno sviluppato le Sette Qualità dei Sette Raggi, hanno il perfetto dominio dei Sette Principi Universali, hanno risvegliato la loro Coscienza Cristica, si sono liberati della ruota delle reincarnazioni e ora ci stanno aiutando ad evolvere. Essi hanno raggiunto piani d’evoluzione molto alti e invece di continuare ad ascendere hanno deciso, per amore e compassione infinita, di tornare sulla terra ad aiutare le persone che stanno in livelli evolutivi inferiori e di lavorare con le caratteristiche di uno dei Sette Raggi, con una qualità di Dio. Molte religioni assegnano loro il nome di Santi, Maestri, Mahatma, Adepti o Illuminati.
LUCE
(Saint Germain)
Ricordate che i Maestri Ascesi non usano mai una camera oscura per produrre ciò che desiderano dalla Sostanza Universale.
Qualsiasi cosa che non resista alla Luce, "non è Cristico", e dovrebbe essere scartato!!.
Le persone che servono la Luce non possono sedersi in camere oscure cercando di produrre fenomeni. Colui che è nella Luce lavora sempre nella Luce, ma colui che non può resisterle, sicuramente non serve al Sentiero Costruttivo o al Cammino della Perfezione. Tutto ciò che necessita di luoghi oscuri per produrre fenomeni appartiene al piano fisico e prima o poi, verrà tratto in inganno nella rette della miseria e della distruzione che esiste nell'oscurità . Se voi seguirete gli insegnamenti che vi saranno dati di volta in volta, avrete di che gioire per tutta l'Eternità .
ANGELO MICAH - COSCIENZA PROIETTATA
Ascendiamo lentamente in coscienza ai Piani Eterici, sopra i nostri corpi fisici. Incontrandoci fuori del Tempo, dello Spazio, nell’Eterno Ora, in forma immediata, senza fare nessuno sforzo, cominciamo ad incontrare moltitudini di persone che si dirigono devotamente verso un posto determinato con candele accese. Queste hanno fiamme di diverse intensità che non sono altro che la proiezione esterna delle loro Fiamme Cristiche. Cantano con voce dolce una melodia simile a “Cantiamo all’Amore degli Amori”. In ogni posto della Terra dove esiste un monumento importante al Maestro Gesù, c’è una replica del suo Ritiro Eterico. Seguiamo questa massa di pellegrini e vedremo che appare una fiamma su di un cero nelle nostre mani, proiezione della nostra Luce Interiore. Più piccola è la Fiamma, minore è l’espansione che abbiamo fatto di questi insegnamenti con gli altri. Più questa Fiamma è ampia e brillante, tanto più abbiamo condiviso la Sapienza del Cristo con gli altri compagni del cammino. Vediamo dall’alto di una soave e bella collina, il Tempio dell’Unità Celestiale, immenso, di dimensioni incommensurabili. Il pavimento e le pareti formano una grandissima Croce Greca con le quattro braccia uguali. L’edificio è di una bella ed armonica mescolanza di stili, dove si osservano quello rinascimentale, moderno e neogotico. Ha quattro porte immense, con atrio, colonne doriche, e frontoni con scene in altorilievo, allusive all’unità in tutte le sue manifestazioni, che sono dirette verso i quattro punti cardinali. Attraverso di esse masse di gente entrano in modo silenzioso e reverente. Il tempio è di un materiale simile al marmo, di tono azzurro celeste, con lievi venature nei delicati e soavi toni dei Sette Raggi. Nel centro di esso si trova una gigantesca cupola come mai occhi umani hanno visto, che sostiene una grandiosa immagine del Maestro Gesù in oro con le braccia aperte, somigliante a quella che esiste nel Tibidabo, ma con immense ali che si aprono ai quattro venti e una strana particolarità per cui attraverso qualunque lato del tempio si contempli questa figura del Maestro Gesù, la si vedrà di fronte. All’interno, nella cornice che borda la cupola, si possono osservare medaglioni architettonici, che in mosaici policromi hanno le insegne delle più grandi religioni e gruppi spirituali, che hanno marcato profondamente la coscienza dell’umanità. Tra queste s’incontrano il simbolo del Cristianesimo, del Buddismo, dell’Islam, dell’Induismo, dei Sik e dell’Ebraismo; tra le scuole spirituali possiamo vedere quello della Teosofia, dei Rosacrociani, di Unity, del Ponte alla Libertà, dell’I Am Activity, del Self Realization, degli Ermetici, etc. In questo luogo assistono membri di tutte le religioni e gruppi spirituali di diversa indole. Non ci sono saloni intorno alla sala Maggiore, come in altri templi, e nemmeno gradini per avvicinarsi al podio. Nel centro arde una gigantesca Fiamma Azzurro Cielo, che splende e proietta in tutte le direzioni soavi tonalità quasi impercettibili dei Sette Raggi. Ad un certo momento, le trombe degli Angeli annunciano che è vicino l’istante in cui apparirà il Maestro Gesù. L’Intermezzo dell’Opera “Notre Dame” comincia ad udirsi e lentamente la Fiamma Azzurra Cielo che arde nel centro, si comincia a trasformare fino che si vede molto chiaramente la figura del Maestro Gesù con le sue ali aperte come Angelo Micah dell’Unità. Egli con un gesto sorridente e dolce come se guardasse ciascuno dei presenti in particolare, si dirige verso di loro. Gli assistenti, aspettando con lo sguardo fisso nella fiamma, senza nessun tipo di distrazione, si dispongono ad ascoltare con la loro massima attenzione:
“Mi rende molto felice vedervi qui insieme. Tutte le volte che vi riunite sono gioioso tra voi ed il Mio Cuore trabocca di Luce. Riunirvi e condividere insieme a voi è la mia ragion d’essere e rimanere sulla Terra. Ogni volta che c’è separazione e divisione si rattrista il mio cuore e si corona di spine, come lo avete visto rappresentato in alcuni templi della cristianità. Non recate più danno al Mio Sacro Cuore che pulsa ad ogni istante per l’unità tra tutti. In ciascuno dei battiti del mio Cuore faccio voti affinché vi unifichiate alla Sacra Fiamma della Coscienza Cristica, che arde nei vostri esseri e che è la stessa della Mia. Mi occupo che vi uniate all’essere umano che avete di fianco a voi. Quando, duemila anni fa, alla fine del mio ministero, vivendo la quarta iniziazione sul Calvario, dissi a Dimas, che è conosciuto come il “Buon Ladrone”: “Di certo ti affermo che oggi sarai con me in paradiso”, a lui mi stavo riferendo come a tutte le condizioni nelle quali si possa trovare una “Corrente di Vita” che evolve sulla Terra, dalla più sottile, all’apparenza esterna più obbrobriosa. Essi sono già con Me in Paradiso, che è il Mio Regno, dove le porte si aprono di volta in volta affinché tutti entrino, come le porte dei veri templi cattolici, che sono aperti tutto il giorno e nessuno impone condizioni di alcun genere per entrare. Così sono i templi dove esiste la Mia Radiazione di Unità. Volete che le vostre riunioni, gruppi spirituali, partiti politici, abbiano la mia benedizione? Aprite le porte a tutti senza discriminazione di nessun tipo, riconoscete in voi e negli altri la “Legge dell’Uno”, che è la ragion d’essere della mia carica come Angelo Micah dell’Unità. Vedendo la perfezione che si ancora nel Cuore di ogni “Presenza Vitale” che porta il mio palpito di Unità, uniamoci a tutta la Vita dicendo: “Io Sono Uno con te”.
ATLANTIDE
(Tratto del Libro Il Cielo, prossima pubblicazione)
Quando l’oscurità inondò la coscienza della grande maggioranza degli Atlantidei, coloro che disobbedirono alle Leggi Divine e seguirono il cammino ribelle, il modo insubordinato dell’uso distruttivo del “Libero Arbitrio, la Legge Cosmica decretò che Atlantide non giustificava più la sua esistenza e con diversi cataclismi, il continente fu affondato.
Vi erano, in Atlantide persone con abiti tessuti in oro, decorati con ametiste, compromessa con pratiche tanto nefaste che diedero origine ai “maghi neri”. Vi erano anche sacerdoti sensibili, dell’Ordine Bianco, vestiti di semplici tuniche lisce, di tela.
I sacerdoti e le sacerdotesse dei Templi, che avevano mantenuto il contatto tanto con il loro proprio Cristo, quanto con i Maestri Ascesi, furono avvertiti del cataclisma vari anni prima, e presero la decisione di ancorare, nella fiamma dei loro cuori, la “Fiamma Cosmica” che avevano custodito e protetto durante secoli e trasportarla verso altri luoghi della terra, che sarebbero sopravvissuti dopo l’affondamento.
L’affondamento di Atlantide iniziò con la separazione dell’Europa e del Nord America, che diventarono continenti separati. Sorse lo Stato del Texas, che era sommerso dalle acque. Rimase solamente l’isola di Poseidone, che era vicina alla Groenlandia e alle Azzorre.
Quando la gloriosa Civilità di Atlantide iniziò a declinare e i poteri d’invocazione furono usati per propositi egoistici e di crescita della personalità, la Grande Fratellanza Bianca fece dei piani per assicurare questi centri della Fiamma nella parte della superficie asciutta della terra, che era destinata a rimanere al di sopra della purificazione dell’acqua.
I tesori, gli archivi di contenuto spirituale e le Fiamme Vive che rappresentavano le Virtù di Dio, furono portati da Atlantide, nelle differenti parti del Globo, come l’Egitto, il Tibet, la Cina ed altri luoghi del lontano Oriente. Certi archivi furono trasportati alla biblioteca di Alessandria, dove la maggior parte di essi presero fuoco; quelli che non furono portati lì, sono rimasti intatti e appariranno in futuro, quando l’umanità tornerà a vivere in accordo con il proprio Piano Divino di Perfezione.
Dieci delle navi che lasciarono Poseidone, comandate dai Maestri Ascesi, raggiunsero in salvo la loro destinazione, portando bracieri con la Coscienza della Fiamma che custodivano nel continente ormai scomparso, per instaurarla nelle nuove Terre che sorgevano tanto in Europa come in America.
Gli Atlantidei si comportarono così male che ad alcuni la pelle diventò delllo stesso colore di ciò che stavano facendo: si bruciarono, diventando neri come il carbone, e iniziarono a vivere come ritardatari, in un continente che si chiama Africa, dove vive la Quarta Razza Radice. Gli abitanti di Atlantide utilizzarono la conoscenza dell’”IO SONO” negativamente. Ci fu uno di loro, molto avanzato, che nell’andare in Africa, costruì le piramidi d’Egitto, che sono opere di Atlantide. Ed altri di loro molto cattivi se li portarono alla luna.
Tutti i maghi neri che ci sono attualmente nelle Antille, sono residui di questa Quarta Razza Radice Atlantidea. Alcuni di loro arrivarono nell’America centrale e costruirono piramidi come quelle di Teotihuacan e Tenochtitlan. Però non tutti erano cattivi; c’erano anche Esseri di Luce e furono alcuni di loro che si collocarono nella zona dello Yucatan, vicino a Merida, e arrivarono a Luzar, come Kenich Ahan, fondando il Tempio di Uxmal; altri se ne andarono per Mitla.
MAGGIO MESE SANTO
(Tratto del Libro Il Cielo, prossima pubblicazione)
Quando l’oscurità inondò la coscienza della grande maggioranza degli Atlantidei, coloro che disobbedirono alle Leggi Divine e seguirono il cammino ribelle, il modo insubordinato dell’uso distruttivo del “Libero Arbitrio, la Legge Cosmica decretò che Atlantide non giustificava più la sua esistenza e con diversi cataclismi, il continente fu affondato.
Vi erano, in Atlantide persone con abiti tessuti in oro, decorati con ametiste, compromessa con pratiche tanto nefaste che diedero origine ai “maghi neri”. Vi erano anche sacerdoti sensibili, dell’Ordine Bianco, vestiti di semplici tuniche lisce, di tela.
I sacerdoti e le sacerdotesse dei Templi, che avevano mantenuto il contatto tanto con il loro proprio Cristo, quanto con i Maestri Ascesi, furono avvertiti del cataclisma vari anni prima, e presero la decisione di ancorare, nella fiamma dei loro cuori, la “Fiamma Cosmica” che avevano custodito e protetto durante secoli e trasportarla verso altri luoghi della terra, che sarebbero sopravvissuti dopo l’affondamento.
L’affondamento di Atlantide iniziò con la separazione dell’Europa e del Nord America, che diventarono continenti separati. Sorse lo Stato del Texas, che era sommerso dalle acque. Rimase solamente l’isola di Poseidone, che era vicina alla Groenlandia e alle Azzorre.
Quando la gloriosa Civilità di Atlantide iniziò a declinare e i poteri d’invocazione furono usati per propositi egoistici e di crescita della personalità, la Grande Fratellanza Bianca fece dei piani per assicurare questi centri della Fiamma nella parte della superficie asciutta della terra, che era destinata a rimanere al di sopra della purificazione dell’acqua.
I tesori, gli archivi di contenuto spirituale e le Fiamme Vive che rappresentavano le Virtù di Dio, furono portati da Atlantide, nelle differenti parti del Globo, come l’Egitto, il Tibet, la Cina ed altri luoghi del lontano Oriente. Certi archivi furono trasportati alla biblioteca di Alessandria, dove la maggior parte di essi presero fuoco; quelli che non furono portati lì, sono rimasti intatti e appariranno in futuro, quando l’umanità tornerà a vivere in accordo con il proprio Piano Divino di Perfezione.
Dieci delle navi che lasciarono Poseidone, comandate dai Maestri Ascesi, raggiunsero in salvo la loro destinazione, portando bracieri con la Coscienza della Fiamma che custodivano nel continente ormai scomparso, per instaurarla nelle nuove Terre che sorgevano tanto in Europa come in America.
Gli Atlantidei si comportarono così male che ad alcuni la pelle diventò delllo stesso colore di ciò che stavano facendo: si bruciarono, diventando neri come il carbone, e iniziarono a vivere come ritardatari, in un continente che si chiama Africa, dove vive la Quarta Razza Radice. Gli abitanti di Atlantide utilizzarono la conoscenza dell’”IO SONO” negativamente. Ci fu uno di loro, molto avanzato, che nell’andare in Africa, costruì le piramidi d’Egitto, che sono opere di Atlantide. Ed altri di loro molto cattivi se li portarono alla luna.
Tutti i maghi neri che ci sono attualmente nelle Antille, sono residui di questa Quarta Razza Radice Atlantidea. Alcuni di loro arrivarono nell’America centrale e costruirono piramidi come quelle di Teotihuacan e Tenochtitlan. Però non tutti erano cattivi; c’erano anche Esseri di Luce e furono alcuni di loro che si collocarono nella zona dello Yucatan, vicino a Merida, e arrivarono a Luzar, come Kenich Ahan, fondando il Tempio di Uxmal; altri se ne andarono per Mitla.
di Raul Micieli
Aprile 2006
Maggio è il mese più spirituale dell’anno. In questo mese ci sono diversi avvenimenti Spirituali molto importanti:
1°- Maggio vuol dire Maya: Maya è il nome della Madre Divina Cosmica, perciò maggio è il mese della Madre Divina Cosmica e la seconda domenica di maggio si commemora il giorno della mamma.
2°- Maggio è intimamente relazionato con il Maestro Saint Germain, il Maestro nella sua ultima incarnazione nacque nel mese di maggio, ascende nel mese di maggio, e il 1° Maggio 1954 la Gerarchia Spirituale di Shamballa dà inizio alla Nuova Era dell’Acquario, con la Cerimonia dell’Incoronazione del Maestro Saint Germain come Avatar e Re della Nuova Era. Quindi il 1° Maggio è il giorno del Maestro Saint Germain…
3°- La Luna Piena di maggio è la luna piena più importante dell’anno conosciuta come il Festival dell’Illuminazione o Wesak. Il Signor Gautama Budda, nacque, s’Illuminò ed Ascese durante la Luna Piena di Maggio, e per una Dispensazione Cosmica nella Luna Piena di Maggio il Signor Gautama Budda dà la Sua Radiazione al Pianeta Luce Terra, nella Cerimonia del Wesak in una valle misteriosa nei Himmalaya.
Quindi Maggio è il mese con più radiazione spirituale dell’anno e i gruppi spirituali del mondo si trovano a celebrare questi grandiosi avvenimenti.
CONTEMPLAZIONE DELLA MADRE MARIA
Ascendiamo in coscienza al Ritiro Eterico del “Sacro Cuore” dove vive la Madre Maria. Fermiamoci davanti alla porta del Tempio e chiediamo il permesso per entrare. Nell’entrare vediamo la Madre Maria circondata da migliaia di Angeli, perchè Lei è la Regina degli Angeli in quanto è il più eccelso essere Angelico. Gli Angeli sono sempre intorno a Lei gustando la fraganza della Sua Presenza. Non c’è nessun velo fra il Regno Angelico e la Presenza di Maria.
Per mezzo della devozione alla Madre Maria entriamo in contatto con la radiazione Angelica, le Fate e gli Spiriti Elementali. Gli Angeli si avvicinano all’aura di quelli che vivono e dimorano in permanente stato di amore e lì vi abitano. Qui, incontriamo la Madre Maria che crea il Modello Perfetto di ogni Cuore Umano dove sarà depositata la “La Triplice Fiamma Immortale” quando ogni corrente di vita si reincarna. Ripetete :Il mio cuore perfetto è stato fatto dalle mani amorose della Madre Maria. (2 volte) “ Io Sono” uno con l’Amore del Cuore Coronato di Rose della Madre Maria (2 volte).
Vediamo con i nostri occhi spirituali la Madre Maria che istruisce il Regno Elementale come creare fiori e piante, specialmente Rose Bianche che sono il Simbolo Elettronico della Madre Maria. Ripetete devotamente: Una Rosa Bianca d’Amore a Maria fiorisce nel Roseto del mio Cuore (2 volte)
Portiamo ora la nostra attenzione al momento in cui la Madre Maria prima di nascere, comparì davanti ai Signori del Karma, dove fù provata nella sua mente a sostenere il “Concetto Immacolato”, di una piccola copia del sole nella sua fronte. Mentre forti tempeste la minacciavano, Lei per tre orenon si lasciò mai distrarre e alla fine trionfò. Allo stesso modo, Maria sostenne a Gesù il suo “Concetto Immacolato” sul Calvario durante le tre ore della crocifissione e il terzo giorno resuscitò per dopo Ascendere. Ripetete: Io Sono il sostenimento del Concetto Immacolato (2 volte) Concetto imperturbabile di tutte le cose buone che siano necessarie. (2 volte)
Visualizziamo la Madre Maria a tre anni, mentre sale da sola le scale del Tempio di Gerusalemme, nel suo periodo di prepa-razione, dove malgrado fosse sola, si mantenne con integrità e forza. Ripetete: Io Sono l’integrità e la forza nella solitudine del mio apprendimento terreno (2 volte).
PARTE II
(Shepherds Music Christmas, Oratorio di Bach)
Trasferiamoci adesso nella piccola casa di pietra di Nazareth dove, in mezzo a una lieve salita di una collina, c’è la casa dove viveva la Madre Maria e lì percepiamo il momento in cui l’Arcangelo Gabriele si presentò dinanzi a Maria per ricordarle il suo “Piano Divino di Perfezione” sulla Terra, mentre Maria rimaneva in stato di “Grazia Ascoltante”.
La “Grazia Ascoltante” è quel divino stato di silenzio interiore e fisico in cui uno è raccolto interiormente, senza muoversi, osservando profondamente le cose, imparando da esse il massimo. Maria stava in stato di osservazione dinanzi l’annunciazione dell’Arcangelo Gabriele, Arcangelo della Visitazione. Maria è la “Madre della Grazia”, ed è piena di Grazia. Dobbiamo vivere in Stato di “Grazia Ascoltante” perché non sappiamo quando arriva “La Visitazione”. Questo stato di “Grazia Ascoltante” fù quello che permise a Maria di ascoltare l’Annunciazione e a Giuseppe di sapere che doveva fuggire in Egitto con la Sacra Famiglia. Ripetete a voce alta: “Io Sono il Silenzio Interiore della Grazia Ascoltante” (2 volte)
PARTE III
(Magnificat di Bach)
Mentalmente ascendiamo per la strada della verde collina di “Ein Karen” vicino a Gerusalemme contornata da alti cipressi e a metà della montagna fermiamoci a contemplare il posto dove la Madre Maria recitò il Magnificat a sua cugina Santa Elisabetta. Diciamo insieme: Solamente la mia Anima Magnifica la Presenza di Dio dentro il mio cuore. (2 volte) Il mio Spirito si esalta nel salutare la Presenza di Dio. (2 volte) Io Sono il servo del Signore. (2 volte) Io Sono Benedetto per tutte le Generazioni. (2 volte) Il Signore fà in me meraviglie. (2 volte) Io rispetto l’uso del Santo Nome di Dio. (2 volte) L’Amore compassione-vole mi accompagna per sempre. (2 volte) La Potenza del Braccio di Dio confonde il cuore e il pensiero degli orgogliosi. (2 volte) Dio abbassa coloro che si fanno grandi ed esalta gli umili. (2 volte) Dio riempie di beni quelli che credono di non avere niente e toglie a quelli che pensano di avere tutto. (2 volte) Dio mi accoglie perché è Misericordioso ed Egli così ha promesso ai nostri antenati per sempre e in eterno. (2 volte
PARTE IV
(“Stabat Mater” di Pergolessi)
Ascendiamo in coscienza insieme alla Madre Maria, sulla piccola colina del Calvario e rimaniamo accanto a Lei insieme alla croce sostenendo per tre ore il “Concetto Immacolato” del corpo del Maestro Gesù completamente radiante, bello, immacolato, che resuscita dentro il nostro petto dicendo:
“Io Sono la Risurrezione e la vita” (2 volte). Il Concetto Immacolato è un stato di coscienza che fù sviluppato da Maria secolo dopo secolo, dedicando il suo spirito in lealtà e autocoscienza verso Dio. Durante la vita di Gesù, Maria si dedicò completamente a sostenere il Suo “Concetto Immacolato” contemplando la Sua umanità Divina. Sentiamo adesso quando Gesù ha detto a Maria ed a Giovani l’Amato: “ Madre è lì tuo figlio, Figlio è lì tua Madre” e vediamo come in questo momento Maria inizia a irradiare bagliori luminosi e diventa una “Madre Divina di tutta l’Umanità, Regina del Cielo”
PARTE V
(Ave Maria di Caccini)
Vediamo la Madre Maria che porta il Santo Calice in Egitto al Tempio di Luxor, dopo all’isola di Creta, che naviga per il mare Mediterraneo fino ad arrivare a Fatima dove ha stabilito il centro della Sua radiazione che ancora pulsa in questo luogo. Vediamo la Madre Maria a Saragozza che riposa seduta appoggiata al pilastro che dopo ha dato origine alla “Madonna del Pilar”. Trasferiamoci mentalmente al Ritiro Eterico de Lourdes e assorbiamo il centro Radiante della Salute della Madre che lì arde e al Tempio del Sacro Cuore in Innsbruck. Finalmente vediamo con reverenza la spiaggia dove la Madre Maria sbarcò a Tintagel ed ha fatto per prima volta Il Servizio del Santo Calice alzando il Calice e spargendo infinite benedizioni per tutta la vita della terra, per finalmente depositarlo in Glastonbury dove c’è il Ritiro Eterico del Santo Calice. Ripetiamo: “Io Sono il Sacro Calice dal quale tutti gli Assetati possono bere”. (2 volte)
PARTE VI
(L’estasi della Vierge ”La Vierge”. Massenet.)
Andiamo adesso a Gerusalemme alla collina di Sion dove viveva la Madre Maria e vediamo come viene trasferito il corpo senza vita di Maria, portato dagli apostoli fino al Torrente del Cedron e depositato in un sarcofago di pietra. Lì il corpo di Maria inizia a diventare Luce ed è Assunta in cielo e il posto rimane impregnato di Rose Bianche che spargono un profumo squisito. Rivolgiamo lo sguardo al cielo, agli Eteri più sottili e vediamo come scende una magnifica corona di Luce e Maria viene incoronata come Regina degli Angeli e degli Uomini. L’ ambiente inizia a inondarsi di un’aroma di Rose e una pioggia di petali di Rose Bianche discende adesso nel posto dove siamo riuniti.
PARTE VII
(“Ave Maria” di Franz Schubert)
Forma Pensiero
UN SACRO CUORE ROSATO CORONATO DI ROSE IMMACOLATAMENTE BIANCHE E BRILLANTI DAL CUI APICE NASCE L’IMMORTALE TRIPLICE FIAMMA IRRADIANDO INTORNO A SE’ MILIARDI DI BAGLIORI VERDI DI GUARIGIONE
Tema dell’Anno
“IO SONO IL CUORE IMMACOLATO DI MARIA CORONATO DI ROSE BIANCHE , CHE IRRADIA GUARIGIONE” (2 volte)
Santo Alito
Io Sono/ colui che inspira/ del cuore/ di Maria/ il Concetto/ Immacolato/ della Presenza/ IO SONO.
Io Sono/ colui che assorbe/ del Cuore/ di Maria/ il Concetto/ Immacolato/ della Presenza/ IO SONO.
Io Sono/ colui che espande/ del Cuore/ di Maria/ il Concetto/ Immacolato/ della Presenza/ IO SONO.
Io Sono/ colui che progetta/ del Cuore/ di Maria/ il Concetto/ Immacolato/ della Presenza/ IO SONO.
PARTE VIII
(Christmas Lullaby john Rutter)
Vediamo Maria che si presenta nel cielo di questo luogo e ci espone con le sue mani dinanzi ai nostri sguardi il suo “Sacro Cuore Rosato Coronato di Rose Immacolatamente Bianche e Brillanti” dal cui apice nasce l’Immortale Fiamma Triplice che irradia intorno a sè milioni di bagliori Verdi di Guarigione che arrivano fino a questo posto, Sanando X3. Abbellendo X3. Benedicendo X3. Abbellendo X3. Ascendendo X3.
Ripetete ad alta voce: Io Amo la Madre Maria (2 volte) La Madre Maria sta con me adesso e sempre (2 volte) Madre Maria mia Dolce Compagnia che non mi abbandoni nè di notte nè di giorno (2 volte)
FINE
PENTECOSTE
diTHOMAS PRINTZ Maggio 1952
Questo grande giorno di festa di pentecoste è celebrato con l'assistenza di esseri Ascesi e non ascesi, che si uniscono per intensificare la " Fiamma dello Spirito Santo " e per la prima volta nella storia del pianeta, esseri non ascesi si stanno convertendo in fattori contribuenti all'intensificazione di questa Fiamma, affinché la espandano dentro la loro sfera di influenza. Tutta la Fratellanza viene vestita di bianco, e di bianco sono foderati i corpi interni di quelli che dirigono la sua attenzione al Ritiro per aiutare servendo. La stessa fiamma dentro il cuore del Santuario si eleva come una colonna bianca, e su un piedistallo elevato si mettono in piedi i quattro Mahá Chohanes, i primi tre ed il grande Mahá Chohán il Santo Aeolus e la Signora Pallas Atenea.
Ad un segnale, ogni membro scintilla la luce della sua propria energia dentro la Fiamma, ed attraverso l'incorporazione di questa carica, si inizia un'espansione che copre la maggiora parte dell'Emisfero Orientale e poi è diretta all'Emisfero Occidentale per mezzo di punti di espansione coscienti.
Questa scarica è una grazia che soddisfa la "fame di sete e giustizia" nei sentimenti della gente della terra. L'attività continua per ventiquattro ore, dalla mezzanotte che precede il giorno di Pentecoste, fino alla mezzanotte seguente, ogni Chohán succede all'anteriore come Maestro ufficiante, dirigendo, mettendo a fuoco e poi espandendo la Fiamma. Quando c'è una rappresentazione di carattere Cristica, ed ogni volta che è possibile, i primi esseri che occuparono anticamente le loro posizioni, prendono il loro posto durante la rappresentazione, e quando i compiti spirituali li fanno allontanare dal Conclave, i loro posti sono occupati dai rappresentanti appropriati.
Lo stesso Maestro Gesù prepara la presentazione di Pentecoste, che è un'effusione che da ai discepoli la capacità di realizzare un servizio molto importante; e centinaia di migliaia di persone che lo testimoniano nei loro corpi interni, ricevono il sentimento del quale furono carichi i beneficiari originali che presero parte a questo primo servizio.
Tra le altre cose è rappresentato l'incontro del Santo Graal per i Cavalieri di Re Artu, che è la coscienza del Cristo, attraverso il potere dello Spirito Santo e sono anche rappresentati molti conseguimenti ed attività dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Molti di loro sono oggi incarnati, ed ogni volta che è possibile, assumono lo stesso ruolo che assunsero nei fatti di cronaca originale. La bella scena che rappresenta l'intervento spirituale della Terza Persona della Trinità in Lemuria e Atlantide, e nelle prime Età Dorate, è rappresentata per caricare il mondo emozionale della gente che non ottenne l'ascensione in quella occasione e di chi dimenticò la sua partecipazione in un momento di santa irradiazione.
Al termine di questa serie di rappresentazioni, il Santo Aeolus e Pallas Atenea, sua Divina Consorte agiscono nel ruolo del Primo Spirito Santo quando al principio dei tempi ricevettero dal Sole la Fiamma dello Spirito Santo, ancorandola nei loro propri cuori, e poi la fecero scendere per stabilirla.
Quando concludono le rappresentazioni si impartisce un corso di allenamento intensivo sui regali che giacciono nell'amabilità, l'innocuità, l'umiltà e il distacco. Questi incontri sono a cura dei quattro Mahá Chohanes assistiti dai "Sette Chohanes dei Raggi", così come per i fratelli che appartengono a questi ritiri. A tutti gli aspiranti si chiede di dirigere la loro coscienza a questo ritiro, non solo prima di ritirarsi a dormire, ma anche durante il giorno e per i giorni che restano del conclave. Le attività future saranno ottenute in un "bollettino" successivo.
Nota esplicativa: Si ricorda al gentile lettore che tutte le dottrine e credi religiosi sono basati nelle scoperte di individui con facoltà altamente sviluppate e purificate; con esaltata visione e consapevolezza elevata, che vi permette di percepire e tradurre la verità per esseri umani di minore intendimento. Gli articoli e settore di queste " Lettere di Shamballa " hanno il proposito di stimolare lo sviluppo e destrezza delle facoltà e discernimento del lettore, spingendolo a viaggiare in consapevolezza, affinché sperimenti la realtà spirituale lì sviluppata, confermando così la verità mediante la sua propria visione indipendente ed elevata.
INVOCAZIONI PER LE RIUNIONI DI GUARIGIONE
• “IO SONO quello che IO SONO” in noi e in tutti nostri fratelli e sorelle della famiglia Umana.
• “IO SONO” la Presenza della Guarigione del nostro Dio Padre-Madre agendo qui e ora, e che non tollera la sofferenza e la malattia dove naturalmente dovrebbero essere Corpi di Luce Auto-luminosi.
• “IO SONO” il Principio Divino in autorità, rappresentando la Gerarchia Spirituale, che demanda che la Coscienza Cristica si manifesti ora attraverso i corpi fisici dell’umanità. “IO SONO” qui nel Nome della Potente Presenza “IO SONO” e del Santo Essere Cristico di ogni anima appartenente alla Terra, che come una potente voce comanda “La Tua Volontà, Oh Dio Padre-Madre, sia fatta ora attraverso questi veicoli fisici.
• Nel Nome della Presenza “IO SONO”, Io invito e invoco i Potenti Raggi di Luce dei Maestri Ascesi e la propria sostanza della Coscienza Maestra Ascesa dall’Amato Helios, il più grande Potere guaritore di questo Universo; dell’Amata Signore Vesta, Madre per questo Universo; dell’Amata Madre Maria, Madre per le anime sulla Terra; dell’Amata Meta, della Madre Kwan Yin e di tutte le Signore della Guarigione e della Compassione; Dell’Amato Hilarion e da tutti i Fratelli e le Sorelle dei Templi della Guarigione; dell’Amato Arcangelo Raffaele, dell’Amato Vista e della Signora Cristallo e di tutti i Loro Angeli della Guarigione, affinché siano con noi ora.
• Che si manifesti ora, attraverso di noi, la coscienza della Salute e dell’Armonia Perfetta. Questo sarà perché “IO SONO TUTTO LUCE E LA LUCE DI DIO NON FALISCE MAI”. Cosi sia, Amato “IO SONO”.
QUINDICI PUNTI PER SAPERE SE STO DAVVERO CAMMINANDO SUL SENTIERO
di:CONNY MENDEZ
1- Se cerco sempre il bene, in ogni situazione, in ogni persona e in ogni cosa.
2- Se con decisione volgo le spalle al passato, buono o cattivo, e vivo unicamente nel presente e nel futuro.
3- Se perdono tutti senza eccezione, qualunque cosa essi abbiano fatto e poi perdono me stesso con tutto il cuore.
4- Se considero il mio lavoro o il mio compito quotidiano come una cosa sacra, cercando di realizzarla nel migliore modo possibile (che mi piaccia o no).
5- Se faccio tutto ciò che è in mio potere per manifestare un corpo sano e un ambiente armonioso in torno a me.
6- Se cerco di rendere servizio a tutti gli altri, senza farlo in modo fastidioso o appariscente.
7- Se traggo profitto di ogni condizione appropriata per far conoscere agli altri la Verità, in forma saggia e discreta.
8- Se evito decisamente la critica, rifiutandomi di ascoltarla e di appoggiarla.
9- Se dedico per lo meno mezz’ora al giorno alla meditazione e alla preghiera.
10- Se leggo ogni giorno almeno sette versetti della Bibbia oppure un capitolo di un qualche libro che insegna la verità per questa Nuova Era.
11- Se faccio ogni giorno un trattamento speciale per chiedere o dimostrare la Comprensione (bisogna affermarla sapendo che Dio è con noi o chiedere alla Signora Maestra Ascesa Nada, del Raggio Oro Rubino, cosi come alle Schiere del Raggio Dorato)
12- Se mi addestro a rivolgere a Dio il mio primo pensiero, appena sveglio.
13- Se pronuncio il Verbo per il mondo intero tutti i giorni, oppure nei nostri esercizi quotidiani, oppure, diciamo a mezzogiorno.
14- Se pratico la Regola d’Oro di Gesù, e non mi limito solamente ad ammirarla. Egli disse: “Fai agli altri ciò che desideri che sia fatto a te”. La cosa importante della Regola d’Oro è che la dobbiamo mettere in pratica anche se gli altri non lo fanno verso noi. D’altra parte non c’è regola che non abbia il suo opposto e pertanto non permettere che altri ti facciano ciò che tu saresti incapace di fare a loro.
15- Se mi rendo perfettamente conto che ciò che io vedo non è che un riflesso e che mi è possibile trasformarlo per mezzo dell’Orazione Scientifica.
Per potere dimostrare armonia e perfezione in ogni aspetto della tua vita, chiediti una volta alla settimana se stai osservando tutti questi punti.
Dovunque venga richiesto il perdono, si può praticare l’Orazione della Fiamma Violetta: “IO SONO la Legge del Perdono e la Fiamma Trasmutatrice di tutti gli errori commessi da me e da tutta l’umanità” Naturalmente questo è per gli studenti che conoscono già le Fiamme.
PIANO DIVINO ANNUALE DI SHAMBALLA ANNO 2008
SPIRITO AVVOLGENTE MAESTRO GESU’ ANGELO MICAH DELL’UNITA’
RITIRI: PALAZZO DEL PROPOSITO DELL’UOMO - CARACAS VENEZUELA * CRISTO DELLE ANDE - CILE-ARGENTINA * TERRA SANTA
CHIAVI TONALI: Pie Jesu dal “Requiem” di Andrew Lloyd-Weber; Intermezzo di Notre Dame di Smith; Joy to The World
PADRINI DEL ANNO: Madre Maria - Giovanni l’Amato - Lord Koot Hoomi - Santa Carmelitas - Stella Segreta dell’Amore.
RITIRI APERTI OGNI MESE - ANNO 2008
GENNAIO
MAESTRO GESU’ ANGELO MICAH DELL’ UNITA’
RITIRI: PALAZZO DEL PROPOSITO DEL UOMO Monte Ávila Caracas -Venezuela *
CRISTO REDENTORE DELLE ANDE Frontiera Cile - Argentina * TERRA SANTA
FEBBRAIO
Tempio della Libertà - RITIRO DELL’AMORE Marsiglia - Francia
LADY ROWENA CHOHÁN DEL TERZO RAGGIO-ROSA Complemento Divino dell’Amato Poderoso Víctory.
Attività: Liberazione - Amore Fraterno e Perfetto Amore Divino.
Chiave Tonale: Romanza (2º Movimiento) del Concerto per Piano e Orchestra Nº 1 in mi minore, di Frederich Chopin
MARZO
TEMPIO DELLA RESURREZZIONE
Arcangelo Gabriele e la Madre Maria
Terra Santa
APRILE
CITTA’ ETERICHE DEL DESERTO DI ARIZONA
GIOVANNI L’AMATO
Chiave Tonale Deep River
MAGGIO
MADRE MARIA RITIRO DEL SACRO CUORE
Terra Santa – Innsbruck – Lourdes - Fátima
Chiave Tonale Ave Maria di Schubert
GIUGNO
RITIRO DEL ROYAL TETON MAESTRO CONFUCIO
LUGLIO
PALAZZO DEL PROPOSITO DELL’ UOMO
MAESTRO SAINT GERMAIN Monte Ávila Caracas - Venezuela
Monte Shasta California
AGOSTO
Tempio della Saggezza e della Conoscenza Kashmir, India MAESTRO KOOT HOOMI ISTRUTTORE MONDIALE - BO DDHISATTWA- CRISTO PLANETARIO Atività Speciale: Bambini e la Gioventù. Chiave Tonale: Kashmir Song (Indian Love Lyrics N° 4 – “Pale hands I loved”), di Amy Woodforde-Finden. Signore Fammi uno strumento della Tua Pace; Fratello Sole Sorella Luna di Riz Ortoloni.
SETTEMBRE
Tempio della Fede Illuminata e Protezione Lake Louise, Banff, Canadá
ARCANGELO MICHELE ARCANGELO DEL PRIMO RAGGIO-AZZURRO Príncipe degli Arcángeli PRINCIPE DELLE SCHIERE ANGELICHE
Complemento Divino: la Signora Fede Attività: Fede in Dio - Difensore della Luce Spirituale dentro i cuori dell’umanità. Gerarca del Ritiro di Banff. Chiave Tonale: Coro dei Soldati della Ópera “Faust”, di Charles Gounod
OTTOBRE
Temio della Trasfigurazione - Monte Meru, Kilimanjaro-Tanzania- África LADY NADA MESSAGGERA DEGLI DEI MERÚ Membro del Tribunale Kármico Precedente Chohán del Sesto Raggio-Oro/Rubíno Ativittà: Puro Amore Divino. Chiavi Tonale: Lara’s Theme (“Doctor Zhivago”), di Maurice Jarre – My Hero (Opereta “Chocolate Soldier” di Oscar Strauss – Adagio (2° Movimiento) (Violin Concerto N° 1 en sol menor, Opus 26), di Max Bruch
NOVEMBRE
Tempio del Signore del Mondo – Shamballa,
Long Island, N.Y., USA
SIGNOR GAUTAMA Logos planetario, Signore del mondo, Precedente Buddha della terra. Chiave Tonal: “Canción della India” de la Ópera “Sadko”, de Nikolai Rimsky-Korsakov – relacionada con el Señor Gautama: “Moonlight and Roses”, de Edwin Lemare.
DICEMBRE
GERARCA DEL RITIRO DELLE MONTAGNE ROCCIOSE Royal Tetón, WY, USA MAESTRO CONFUCIO Pecedente Chohán del Secondo Raggio-Dorato Chiave Tonale: “The Lark Ascending” di Ralph Vaughan-Willia
GIORNO DELL'AMORE DIVINO
Di:Ruben Cedeño
Il giorno 14 di febbraio è stato qualificato come " il giorno degli innamorati ", ma questo è discriminatorio in quanto i single non lo possono celebrare. Esiste gente che non è innamorata di una persona, ma è innamorata della vita, la letteratura, l'acqua, la pittura, il fuoco, la città, i Maestri Ascesi, la Madre Divina, o semplicemente Dio. Anche queste persone hanno diritto di celebrare il giorno degli innamorati. Perciò invece di chiamare questa festività il " giorno degli innamorati ", in Metafisica viene qualificata come il giorno dell'Amore in modo da poterlo celebrare tutti.
Il 14 di febbraio è un giorno propizio per comunicare con tutto il mondo e dirgli: ti voglio bene ! Niente di più di questo, così stai ottenendo quello che di più grande si può fare, oltre a dare regali d’amore, dare cose belle capaci, di rallegrare la vita di quello che le riceve. Una persona può essere innamorata delle sue posate, le sue opere, i suoi studenti, la metafisica, il suo istruttore, il suo televisore, il vestito che si mette, del Sacro Libro dell'Io Sono e celebrare con tutti loro, " il Giorno dell'Amore ".
Essere innamorato di qualcosa non è essere attaccato a ciò. Uno può " amare senza attaccarsi ", e nel momento in cui dobbiamo rinunciare, possiamo farlo senza nessuna sofferenza. Questo è amore intelligente, è quello che raccomandiamo in Metafisica affinché la gente sia felice, perché quando uno si attacca a qualcosa e la credi eterna si soffre molto quando la si perde.
Gli amori smisurati senza consapevolezza e logica, conducono sempre a grandi tragedie, e molte volte, persino alla morte. Comunque si potrebbe pensare che morire per amore non deve essere tanto brutto. Quando nelle opere vedi morti per amore come Mario e Tosca, Othello e Desdémona, Manón e dai Grieux-, ci si emoziona e cadono le lacrime. Tutta questa passione, sebbene sia emozionante, non è più bella dell'Amore Divino che conduce alla felicità ed al cielo come, per esempio di Margherita e Fausto, Isabel di Valois e Don Carlos, Adina e Nemorino. Il vero Amore è contenuto nel Fuoco Frizionale della Fiamma Rosa ed è quello che genera azione, dalla coesione di un atomo fino alla creazione della più gigantesca galassia. Questo Fuoco ardendo nel nostro corpo è quello che ci spinge verso l'amore umano, comunque positivo. Guardate quante storie d’amore sono state scritte, incluso da Maestri Ascesi, come Romeo e Giulietta, scritto proprio dal maestro Saint Germain quando fu Francis Bacon firmato " Shakespeare ".
Il vero amore si esprime per mezzo dell'adempimento della Terza Legge Cosmica, riguardo L’Economia, e dice che " tutto ha bisogno di tutto ". Per esempio, se hai appetito è perché esistono ristoranti dove puoi mangiare e ci sono ristoranti perché ci sono delle pietanze da portare ed esiste cibo perché ci sono campi seminati che lo producono; i campi seminati esistono perché il Sole li alimenta ed il Sole sta lì perché Dio lo sostiene. Vedi che semplice é tutto questo?
L'Amore Divino è l'aspetto di Spirito Santo dentro la Santissima Trinità. Perciò, chi pecca contro lo Spirito Santo non ha perdono, perché pecca contro l'amore.
La massima espressione d’Amore sta nel tuo petto, dentro il tuo cuore, nella Fiamma Rosa che si trova nel lato sinistro del tuo cuore. Da lì puoi proiettare la tua Fiamma Rosa affinché si espanda verso tutto quello che vuoi, uomo o donna; cane o gatto ; pietra o sole o semplicemente Dio.
La Madre Divina è tutto l'amore Divino Cosmico in una persona sola, Lei si è espressa attraverso la Vergine María, Kwan -Yin, Sengen Sama, Tara, la Coromoto, Lujan, Caacupé, Tonantzin e tutte le Madri Divine conosciute e non. Per questo motivo uno ama tanto la sua Vergine. Ho una statua della Coromoto e la vedo tanto bella che parlo con lei, e gli dico: "Che bella sei !", e si sente contenta perché lei è amore e del migliore, perché è sincero nell'anima, Amore davvero.
Non saprei come spiegare l'Amore per Dio, ma posso dire che è il più grande di tutti. Amando Dio si ama tutto; dalle amebe di una cisterna fino ai più complessi organismi cosmici. Amiamo Dio quando compriamo al mercato, ascoltiamo un’opera, mangiamo il pane, facciamo un rinfresco, ascoltiamo David Bisbal o Renee Fleming. Dio lo possiamo amare tutti i giorni in qualsiasi luogo, e non importa la situazione o quello che stiamo facendo. Voglio finire con le parole dell'essere che più ha amato l'umanità : l’Amato Gesù: "Amavi gli uni e gli altri ". Lui non disse chi con chi ma che si amarono gli uni con gli altri.. Vi voglio bene.
TRATTAMENTO PER SVILUPPARE L’AMORE DIVINO
La mia anima è colma di Amore Divino. Io sono circondato dall’Amore Divino. Io irradio Amore Divino e Pace a tutto il mondo. Io sono cosciente dell’Amore Divino. Dio è amore e non esiste nella Creazione altra cosa che Dio e la Sua Espressione. Tutti gli Esseri Umani sono espressioni dell’Amore Divino pertanto io non posso imbattermi in nulla che non sia espressione dell’Amore Divino.
Tutto ciò è la Verità adesso. Questa verità è l’attuale stato delle cose. Io non ho bisogno di sforzarmi per vederne la realizzazione, la posso osservare in questo momento. L’Amore Divino è la natura dell’Essere. Non esiste che l’Amore Divino ed io lo so.
Io comprendo perfettamente cosa sia l’Amore Divino. Io realizzo coscientemente l’Amore Divino. L’Amore di Dio arde in me verso tutta l’umanità IO SONO una lampadina di Dio che irradia Amore Divino verso tutti coloro che io incontro, verso tutti coloro ai quali io penso.
Io perdono tutti, assolutamente tutti coloro che hanno bisogno del mio perdono. L’Amore Divino colma il mio cuore e tutto è perfetto. Adesso irradio Amore a tutto l’Universo, senza nessuna eccezione. Io provo Amore Divino. Io manifesto Amore Divino. Rendo grazie a Dio per questo.
(Le due chiavi dell’inferno sono la critica e il risentimento, comunemente detto rancore. Queste possono essere distrutte in modo definitivo dal trattamento che vi abbiamo appena esposto)
Valentino il Santo dell’Amore
Milano 12/02/2007
Di:Raul Micieli
Qualche mese fa, una amica mi regalò un’immagine di San Valentino e mi raccontò che era stata nella città dove aveva vissuto il Santo; da quel momento ho sempre desiderato di andare a visitare quella città e ogni tanto davo amore alla sua immagine e non vedevo l’ora di essere nella sua città.
Terni è la città del Santo, si trova nella regione dell’Umbria a un’ora da Roma; quel fine settimana avevo delle conferenze nel sud dell’Italia e decisi di tenermi un giorno libero per andare a visitarla.
Viaggiando in treno da Bari verso Roma, guardavo la mia carissima immagine del Santo che mi aveva regalato la mia amica, e una signora che era seduta di fronte a me, mi domanda che Santo era. Le risposi: San Valentino, il Santo dell’Amore, dicendole che il giorno seguente sarei andato a Terni a visitarlo; mi chiese l’immagine per vederla e mentre la guardava diceva: Che bello che è!!!!.... e pensare che tu domani a Terni potrai averne quante ne vorrai….. capii il suo desiderio di averla e gliela regalai con molto amore. Il suo viso si illuminò e mi ringraziò con tutto il cuore.
Si dice che l’origine della festa degli innamorati: “Il Giorno di San Valentino” fu creato della chiesa Cattolica per mettere fine ad una popolare festa pagana della Fertilità; per gli antichi romani il mese di febbraio era considerato il periodo in cui si aspettava l’arrivo della Primavera, si facevano riti di purificazione della casa spargendo una specie di sale farinaceo, e a metà del mese di febbraio si celebrava la Lupercalia (rituali offerti agli dei che allontanavano ai lupi delle campagne).
I Luperici erano i sacerdoti che praticavano il culto, andavano alla grotta dove si diceva che la lupa aveva allattato a Romolo e Remo, e facevano sacrifici di animali e spargevano il sangue nelle strade della città, simboleggiando la fertilità.
La principale cerimonia consisteva in una specie di lotteria dell’Amore, dove i nomi delle donne e degli uomini che adoravano questi dei, scritti sopra un pezzo carta venivano messi in un’urna e mescolati, dove poi un bambino con gli occhi chiusi li prendeva formando così le coppie, che per un anno avrebbero vissuto in intimità, con la finalità di compiere il rito della fertilità.
Sembra che Papa Galesio I non fosse molto daccordo con questa religione e nell’anno 496, la volle sostituire con un Santo degli Innamorati, istaurando il 14 febbraio la Festa di San Valentino.
San Valentino
San Valentino nacque a Terni nell’anno 175 e diventò il Patrono dell’Amore Divino e protettore degl’innamorati di tutto il mondo; San Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana di Terni quando i cristiani ancora erano perseguitati dai romani.
Nel 197 il Papa San Feliciano lo nominò Vescovo di Terni, ed è considerato il patrono degl’innamorati, perché fu il primo a sposare un legionario romano con una fanciulla cristiana.
La storia dice che fu imprigionato dall’imperatore romano, flagellato e decapitato nella via Flaminia il 14 febbraio dell’anno 273 a 98 anni di età.
Leggenda di San Valentino
Si dice che quando era imprigionato si innamorò della figlia cieca del guardiano Asterius e grazie alla Fede e all’Amore di San Valentino le tornò miracolosamente la vista. Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d’addio che si concludeva con “ dal vostro Valentino”. Frase che con il tempo e diventata sinonimo di Vero Amore.
Sabino e Serapia
Sabino era un legionario romano, che passando per la piazza di Terni si innamorò della bella fanciulla Serapia; andò a parlare con i genitori della giovane chiedendola in sposa, ma dato che i genitori erano cristiani e il giovane un romano pagano, non gli diedero la loro figlia in moglie; Serapia suggerisce al suo amato di andare a parlare con il Vescovo Valentino per farsi battezzare e in nome dell’Amore Sabino accettò.
Sfortunatamente mentre si apprestavano a battezzare Sabino, per dopo celebrare il matrimonio, Serapia si ammalò gravemente; allora Sabino supplicò al Santo che non permettesse la loro separazione, giacché la sua vita senza di lei sarebbe stata solo sofferenza; allora San Valentino battezzò Sabino e lo unì in matrimonio e mentre alzava le mani in alto per la benedizione, un sonno benedetto avvolsi i due cuori per l’eternità.
La Rosa della Conciliazione
Un giorno il Santo era nel suo giardino quando sentì una giovane coppia litigare, si avvicinò a loro e con una rosa nella mano, chiede a loro di prendere la rosa e pregare l’ Eterno Dio di mantenere vivo per sempre il loro amore. Tempo dopo la stessa copia si recò dal Santo a chiedergli di unirli in matrimonio. Quel fatto diventò talmente popolare che tutte le coppie della zona si recavano del Vescovo affinché desse loro la sua Benedizione.
Questa abitudine continua sino al giorno d’oggi, e la prima domenica di Febbraio mille di coppie vanno a chiedere la Benedizione al Vescovo di Terni.
LO SPIRITO DEL NATALE
Lo Spirito del Natale è un Angelo Solare, poiché la sua esistenzaè dovuta al movimento dell’energia del Sole. E’ una radiazione immensaconosciuta con diversi nomi e uno di questi è Natività.
Il suosplendore è tanto grande che è rappresentato con una Stella a novepunte con radiazioni Verde, Bianca e Rubino. Scende il 21 Dicembre,il giorno del Solstizio d’inverno per l’emisfero nord.
Lo Spirito del Natale come ogni Angelo, esiste per chi lo sente elo pensa e in questa maniera lo attrae.
Lo Spirito del Natale emana tre brillanti radiazioni.
La prima dicolore Rubino produce prosperità, desiderio di regalare, uscire a farcompere, preparare cibi, fare grandi cene, arredare, andare ai centricommerciali.
La seconda radiazione, di colore Verde è allegria edentusiasmo, porta il desiderio di uscire cantando per le strade percelebrare il Santo Natale.
La terza e ultima radiazione, di coloreBianco, irradia purezza, bellezza, pace ed estasi facendoci desideraredi andare al tempio, vivere in pace, meditare e a volte dandociun po’ di mistica nostalgia, cercando di stare in famiglia.
Sorridi è Natale. Canta è Natale. Riempi il tuo cuore ed il mondo con il tuo canto, è Natale. Lascia che lo Spirito del Natale ti ubriachi e quando sei arrivato all’estasi dell’allegria e piangendo di gioia, estendi il tuo cuore a tutti gli esseri del pianeta Terra, a tutti gli Angeli, Maestri ed Esseri di Luce, ripeti contutti: E’ Natale! Pace, Pace, Pace.
Salvare il Santo Natale
Milano dicembre 2006
di Raul Micieli
Un altro Santo Natale è arrivato con tutta la magia e l’incanto che portano queste Benedette Feste, le strade si riempiono di luce la gente inizia a pensare ai regali, tutto si accellera con l’arrivo delle Feste.
Ma perché tanti dicono che il Natale è in pericolo e che deve essere Salvato? (persino dal vecchio classico di Charles Dickens, il film ELF e tanti ultimi film che sono usciti, parlano del pericolo che minaccia il Natale)
Il pericolo che minaccia il Santo Natale è dentro di noi:
Il Natale rappresenta la nascita di Gesù Bambino, ma quel Gesù Bambino è dentro di noi è il nostro Santo Cristo Interiore, che in ogni Natale abbiamo la opportunità di fare uscire nella Sua Grande Pienezza, praticando l’Insegnamento che l’Amato Maestro Gesù ci ha dato, Amando il prossimo come noi stessi, donando regali tanto fisici quanto spirituali e perdonando ai nostri nemici e dimenticando per sempre il negativo che ci possanoaver fatto nel passato….
Il Natale è in pericolo, quando noi non pratichiamo questo di tutto cuore, e apparentemente perdoniamo i nostri parenti, amici e compagni di lavoro o spirituali e facciamo finta che tutto va bene per passare una festa in pace, ma in fondo lasciamo dentro ancora quei rancori che ci amareggiano la vita; il Natale è in pericolo quando noi non ringraziamo di tutto cuore quelle persone che ci hanno dato e che ci danno le cose fondamentale per la nostra esistenza, come i nostri genitori che ci hanno donato la vita, il nostro capo del lavoro che ci da l’opportunità di guadagnare il nostro sostentamento e il nostro istruttore di Metafisica o amicospirituale che ci da l’opportunità di sviluppare più velocemente il nostro Cristo Interiore…
Il Natale è in pericolo quando in tutte queste persone vediamo più i difetti della loro personalità e non le cose fondamentali che ci donano….
Allora Salviamo il Natale!!! Ringraziamo chi dobbiamo ringraziare!!! Perdoniamo chi dobbiamo perdonare!! Ed amiamo tutti…!!!
Ma perché questo Natale, è il tuo Natale, il Gesù Bambino (Il Cristo Interiore) deve nascere in te ed attraverso di te….
Vi invito a tutti fare la Lettera allo Spirito del Natale e il Perdono di fine anno, che ci ha donato il nostro carissimo Ruben Cedeño
Buon Natale a tutti con amore. Raul
Lettera allo Spirito del Natale
Di Rubén Cedeño
Tra i bambini esiste l’abitudine di scrivere una lettera a Babbo Natale o (Santa Claus) chiedendogli regali, ma anche gli adulti la scrivono allo Spirito del Natale, ed ha molto effetto quando la si fa con fede.
“IO SONO” invocando la DIVINA PRESENZA DI DIO in me e l’Amato Spirito del Natale della Prosperità, Allegria e Pace perché in Armonia con tutto il mondo, sotto la Grazia e in maniera perfetta si manifesti in me questo regalo di Natale:____________(scrivere il desiderio)_____________Grazie Spirito del Natale, perché mi hai gia dato questo regalo per far felice me e tutti l’altri.
Questa richiesta si può cominciare a fare dopo del giorno del Ringraziamento in Novembre o qualsiasi giorno del mese di Dicembre e leggerla ogni giorno fino all’arrivo dello Spirito del Natale. Questa lettera dovrà essere bruciata dicendo: “Grazie Spirito del Natale perché questo si è già compiuto”
Il Perdono di Fine anno
Alcuni minuti prima della finire dell’anno, è necessario perdonare, trasmutare e dissolvere tutto il negativo dell’anno che sta terminando.
Se si celebra le festività senza sciogliere le cose negative come: odi, rancori, situazioni difficili che abbiamo vissuto, quella allegria si dissolve facilmente. Lo Spirito del Natale è un’energia di mente e di sentimento tanto delicata che può sfumare con la nostra negatività, per questo è tanto necessario l’uso del Perdono di fine d’anno.
Le persone che si riuniscono nell’anno vecchio per ricevere lo Spirito Avvolgente dell’anno che sta per iniziare e vogliono fare, insieme l’ invocazione de “Il Perdono di fine d’anno”, lo possono fare cosi:
Il Perdono di fine anno
1- Io, cosciente del mio agire e assumendo il controllo di tutto ciò che “IO SONO”, cancello dal mio subcosciente e dal registro eterico, tutte le memorie di ogni situazione discordante che abbia vissuto in questo anno.
2- Perdono di tutto cuore e dimentico per sempre, tutto il disgusto, il danno, il debito, il disamore, l’irritabilità, l’aggressione, il tradimento, la maldicenza e l’odio che mi abbia causato qualsiasi essere umano, situazione o cosa.
3- A tutti quelli che siano andati via del mio per un altro gruppo, lavoro, partito o circolo d’amicizia, dico loro che li lascio andare senza reclamare niente, dandogli la pienezza del mio amore e la mia benedizione perché possano prosperare ovunque siano andati.
4- Rinuncio con tutta l’interezza del mio essere ad ogni attaccamento ad oggetti, situazioni ed innanzitutto, persone. Dichiaro che niente e nessuno mi legga, IO SONO libero, completamente e assolutamente libero, per consegnarmi e rifugiarmi in Dio, per sempre.
5- Cancello, cancello e cancello tutto quello che mi è successo in questo anno, che non sia un gradino dentro il mio processo d’ascensione e faccio sparire della mia vita tutti gli ostacoli che mi impediscono di volare verso la libertà, che è lo stato naturale del mio essere.
6- Copro ogni secondo, minuto, ora, giorno, settimana e mese di questo anno che si conclude con la folgorante e risplendente sostanza della Fiamma Violetta per cancellare tutta l’energia qualificata negativamente, e adesso avvolgo tutto con la incandescente brillantezza del Fuoco Bianco dell’Ascensione.
7- Libero da personalità, ego, passato, memoria e karma negativo, consegno la mia Corrente di Vita al Servizio Unico della Luce, perché d’ora in poi, oda solo la Luce, senta la Luce, veda la Luce, assapori la Luce, odori la Luce e pensi la Luce, fino a raggiungere l’eternità.
Interviste Della Rivista Anima A Raul Micieli Aprirsi al Bene
di Redazione - Camilla Ripani
13/03/2008
Ascoltare l'inconscio e allinearsi con gli aspetti più profondi dell'essere. Raul Micieli, direttore del Gruppo Metafisico d'Italia, ce ne parla in questa intervista.
- Ascoltare l'inconscio, sintonizzarsi con l'aspetto di sé più profondo... quanto è importante?
L'inconscio è una parte della mente che registra tutte le informazioni che vediamo, sentiamo, e che riceviamo con i nostri sensi. Addirittura, contiene anche informazioni di altre vite... L'inconscio influenza moltissimo la nostra vita quotidiana: i suoi "contenuti" si manifestano nelle nostre attitudini e nelle nostre scelte, di successo o meno, che effettuiamo nella vita quotidiana. Per migliorare la nostra qualità di vita, dobbiamo lavorare molto su questi strati della mente, a partire dal subcosciente, che va "caricato" con la Verità. Moltissime informazioni che risiedono a livello del subconscio, non sono la Verità, e proprio questo è la causa dei nostri problemi e delle nostre sofferenze.
- Cosa si deve fare?
Prima di tutto occorre conoscere la Verità. Gesù affermava che conoscere la Verità rende liberi. Ma qual è la Verità? La prima verità è semplicemente che la vita è la causa di tutto. Che la si chiami vita, Dio, origine universale...questa è il bene. Ed io preferisco chiamarla Dio. Dio ha fatto l'universo, lo ha fatto nel bene, e per questo la Verità di tutto è il bene. La Verità è amore, felicità, salute, prosperità... ed esiste di per sé stessa.
Quello che si contrappone alla nostra salute, alla felicità, all'amore e alla pace sono le creazioni della mente umana, che ha una vita propria. E' quindi importante riempire e riprogrammare il nostro subcosciente con la Verità. Quindi, se stiamo vivendo una situazione di tristezza, occorre sapere che quella non è la Verità di Dio per noi, perché Dio vuole che siamo felici; la tristezza è una creazione della mente, dovuta a diverse programmazioni, instaurate anche durante i vari insuccessi che abbiamo vissuto. Ma Dio non ci ha inviato qui per soffrire.
- Ad esempio, una persona che sta male, da dove può cominciare per riuscire a realizzare quello che ha appena descritto?
Come dicevo, come prima cosa bisogna partire dal fatto che la Verità è il bene: tutto è creato per il bene. Quotidianamente, riceviamo moltissime informazioni dalle persone che ci circondano, dai quotidiani, dalla televisione... e in genere si tratta di contenuti di carattere negativo, per es. riguardanti la guerra, la malattia, le crisi economiche, i conflitti etc. Occorre riuscire ad andare oltre tutto questo e sentire, sapere che la Verità di Dio per l'umanità e per te, proprio per te, è la felicità, la pace e la prosperità.
Un modo è quello di opporci alle informazioni negative non lasciando che ci sovrastino. Possiamo rispondere loro affermando "non ti accetto, non ti voglio", consci che questa non è la Verità. La Verità di Dio è la pace e la felicità. La chiave si trova nella nostra volontà, nell' "io voglio". Con l' "io voglio", si aprono le porte del subcosciente e si fanno entrare le informazioni che vogliamo noi. Se è Dio che vogliamo, sarà questo ad entrare nel subcosciente e sarà questo che manifesteremo con quello che siamo. Se accettiamo con la mente subcosciente emozioni come la tristezza, questa entrerà fin nel profondo della mente stessa e sarà poi quanto manifesteremo.
Ansia, buio dell'anima
di Redazione - Camilla Ripani
18/03/2008
Colui che vive nel momento presente, e che ha la consapevolezza di Dio e della sua benevolenza, non conosce ansia né teme il futuro. In questa intervista, Raul Micieli espone le sue considerazioni in merito.
- Cosa può dirci sull'ansia, e su questo malessere di cui soffrono molte persone?
L'ansia è una manifestazione di insicurezza, e quest'ultima è la causa del non avere fede. Avere fede non significa solo andare in qualche chiesa o tempio a pregare, ma è sapere che tutto quello che succederà è il bene. Dio è il bene e quando sai che Dio vuole per te il bene, allora sai che niente di negativo può accadere nella tua vita. Una persona che soffre per l'ansia, ha perso quella consapevolezza, quella maniera di vivere. Occorre tornare alla fede, aspettarci sempre il meglio: questo ci dà una sicurezza interiore che libera dell'ansia.
- Una sorta di fiducia?
Si tratta proprio di una sicurezza , più che di fiducia. Sei sicuro che Dio ha in serbo per te il bene. Che timore puoi provare, di quale paura puoi soffrire se Dio ha per te in serbo il meglio? Allora, la paura viene sradicata via dalla tua vita.
- L'ansia è spesso incapacità di essere nel momento presente. Come inserisco questo aspetto all'interno di un contesto religioso di fede? E qual è il punto di vista della metafisica?
Ci tengo a precisare che la metafisica non è una religione ma una filosofia di vita pratica. Quanto all'ansia, certamente questa porta a non stare nel "qui e ora". Infatti l'ansia ti proietta, mediante il timore, verso un futuro incerto. Ti fa vivere con questo timore di fondo nel subcosciente, che ti proietta di continuo nel futuro; non sai quello che ti accadrà ma poiché ti aspetti qualcosa di negativo, hai paura e proprio per questo non riesci a vivere nel momento presente.
L'"io sono" è il nome di Dio. E' la prima persona del verbo "essere". L'essere di tutto è dio. "Io sono" è vivere il presente, e si vive con Dio quando si vive nel presente. Tu vivi la felicità quando vivi nel presente. E questo è l'"io sono", non "io sarò", "io ero"... Secondo questo insegnamento metafisico, che indica la via per la felicità dell'uomo, per imparare ad essere felici, dobbiamo imparare a vivere il presente in ogni momento. E possiamo farlo sempre, quando facciamo una qualunque cosa: ad esempio, dedicandoci ad essa senza pensare ad altro.
GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO
Questa storica tradizione cristiana risale all'anno 1623. Quando fu effettuato il raccolto nel novembre 1623 William Bredford, Governatore della Colonia fondata dai Padri Pellegrini, Playmouth, nel Massachusetts, emise l'ordine:
"Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina... per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni."
I Padri pellegrini, a bordo della Mayflower, erano arrivati sulle coste americane nel 1620 dopo un duro viaggio attraverso l'Atlantico in cui erano periti molti dei 102 pionieri imbarcati. Con l'inverno ormai alle porte, si erano trovati di fronte a un territorio selvatico e inospitale, fino ad allora abitato solo da poche centinaia di nativi americani. Il primo anno fu molto duro. I Pellegrini vivevano in ripari di emergenza, il cibo scarseggiava e quasi la metà di loro non sopravvisse al rigido inverno. Con l'arrivo della primavera del 1621 la situazione migliorò. Per l'inverno i coloni riuscirono a mettere sotto sale del pesce e ad affumicare della carne.
Dopo il duro lavoro degli inizi il governatore William Bradford indisse un giorno di ringraziamento a Dio per l'abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del primo raccolto. Alla festa i coloni invitarono anche gli indigeni. Nel menù di quel primo Ringraziamento americano ci furono delle pietanze che divennero tradizione per le feste - in particolare il tacchino e la zucca - insieme ad altre carni bianche, carne di cervo, ostriche , molluschi, pesci, torte di cereali, frutta secca e noccioline.
Il 29 giugno 1676 Edward Rawson redasse una proclamazione ufficiale di Thanksgiving per conto del governatore della contea di Charleston, in Massachusetts, che aveva deciso di indire un giorno di ringraziamento per la buona sorte di cui godeva la comunità e per celebrare la vittoria contro gli "indigeni pagani", cioè gli stessi indiani che avevano accolto e condiviso il territorio con Bradford e gli altri fondatori della colonia di Playmouth. Nei secoli successivi la tradizione del Giorno del Ringraziamento si estese a tutto il Paese.
Le tredici colonie (i primi stati americani) non celebrarono contemporaneamente il Giorno del ringraziamento fino all'ottobre del 1777, quando ne fu indetto uno per festeggiare la vittoria contro gli inglesi a Saratoga nella guerra per l'indipendenza. Fu George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti d’America, a dichiarare la festa per tutti gli stati nel 1789 proclamando una giornata nazionale di ringraziamento. Molti risero dell'idea, a cominciare da Thomas Jefferson, che da presidente non vi diede alcun seguito. Ma a metà del XIX secolo il Giorno del Ringraziamento era diffuso nella maggior parte del territorio americano e osservato da tutti gli strati sociali, dai ricchi ai meno abbienti.
Il Congresso delle colonie ribelli alla Corona d'Inghilterra fece una prima Proclamazione nazionale del Giorno del Ringraziamento nel novembre 1777, in piena Guerra d’Indipendenza americana. Una seconda Proclamazione fu emessa nel 1791. Nei primi trent’anni di vita della Costituzione, furono sei i discorsi solenni pronunciati dai vari Presidenti degli Stati Uniti in occasione della Festa del ringraziamento.
La tradizione interrotta fu ripresa nel 1862 e nel 1863 dal presidente Abraham Lincoln, il quale collocò la festa nel calendario al quarto giovedì di novembre, data che da quel momento è rimasta sempre uguale. Nessuno dei presidenti in carica dai tempi di Lincoln ha più omesso di emettere il proclama annuale di ringraziamento. Dietro la decisione del presidente di riprendere la tradizione dei proclami ufficiali interrotta dopo Madison ci fu la scrittrice Sarah Josepha Hale, una delle donne più importanti, benché poco riconosciuta, della storia americana, la quale influenzò il presidente a proclamare ufficialmente un giorno di ringraziamento, convinta che osservarlo avrebbe unito il Paese e lo avrebbe riappacificato, durante il periodo difficile della Guerra di Secessione. Nel 1941, infine, il Congresso degli Stati Uniti la proclamò festa ufficiale.
E’ importante manifestare il proprio ringraziamento per un beneficio ricevuto. Se vogliamo godere di tutti i doni di Dio, viviamo ringraziandolo per tutto ciò che ci dà dicendo costantemente:GRAZIE PADRE.
Il Giorno del Ringraziamento è abitudine portare degli alimenti, disporli su di un tavolo, ringraziare e benedirli offrendoli a Dio e quindi con sumarli insieme in “comunione”. Questo porterà prosperità per gli anni a venire.
PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO
Grazie Padre per la mia vita, che é la Tua e quella di tutti gli altri. Grazie per la Luce e le ombre, che mi fanno vedere la Tua Immensitá.
Grazie Padre per la Terra, iI Fuoco, l'Aria e il Mare. Grazie per l'Amore e per Amare, per sapere ed avere Volontà, per un amico e per l'umanità, per il sorriso del bambino, per mio padre e mia madre.
Grazie Padre per i negri e per i bianchi, per gli indigeni, i meticci e i mulatti, per le pietre e le piante, gli animali e i santi, per i Troni, i Serafini e gli Arcangeli, per la Fede, la Speranza e la Carità, per dare e perdonare, per la sfida e per la Pace.
Grazie Padre per le parole, l’espressione e la capacità di parlare, per la pittura e le lettere, la musica, la scultura, il dramma e l’architettura.
Grazie Padre per le scienze, la medicina, l’elettricità, per la fisica e per la chimica, l’alchimia e la biologia. Grazie per la “Verità”.
Grazie Padre per essere cristiano, rosacroce o induista, ebreo, massone o mussulmano, metafisico o buddista. Grazie Padre perché sappiamo che esisti e in molti modi Ti possiamo raggiungere.
Grazie di tutto, per il granello di sabbia fino al Sistema Solare, per tutte le Galassie, per sentire, pensare e poter creare.
Grazie per il momento nel quale posso meditare, vedendoTi in ogni luogo del mio quotidiano andare. Grazie, per poterti ringraziare per tutto ciò che mi dai.

I RISCHI DEL MANGIARE CARNE
Dottor George Clements – “Scienza & Salute”, giugno 1989
“Io non mangerò mai più carne finché il mondo esiste”. I Cor. 8:13. "L'estrema avversione che alcuni adulti e molti bambini mostrano nei confronti della carne di ogni tipo, è attribuita da Fitch ad una tendenza atavica, cioè alla sopravvivenza dell'istinto primitivo dei nostri antenati preistorici che non mangiavano carne” - (J. H. Kellog, M.D., editore Buona Saluto). "E' stata notata l'enorme quantità di morti in America dovuta al morbo di Bright. Non ho più dubbi che la dieta ricca di carne rovini i reni, specialmente considerando gli esperimenti dei dr. Newburgh, i quali provano che possiamo, con certezza matematica, produrre il morbo di Bright anche nei topi, mettendoli a dieta con molta carne” - (M. Hindhede, M.D., Commissario della Sanità in Danimarca), La carne è stata a lungo sospettata di essere un cibo povero. Un'ampia esperienza sta provando che il sospetto è fondato. L'avvertimento di solito era: mangia meno carne. Ora è: non mangiare la carne. Gli uomini un tempo credevano che la carne fosse necessaria per produrre sangue. Ora è noto che la frutta fresca, le bacche e le verdure forniscono il corpo di materiale migliore di quello che danno le migliori bistecche. Il brodo di manzo è stato a lungo considerato un valido tonico e stimolante, quasi indispensabile per i malati deboli. Ora è noto che è vero il contrario. Secondo un eminente medico francese, il brodo di manzo è una «vera soluzione di veleni». Il dottor Austin Flint, dei Bellevue Hospital College, uno dei più importanti medici d'America, fece un'analisi chimica dei brodo di manzo, e scoprì che il risultato era praticamente lo stesso di un'analisi dell'urina.
E' inevitabile che sia così, perchè il brodo di manzo, il brodo di carne, il brodo di pollo, il bollito e gli estratti di carne di tutti i tipi sono dei veri e propri tessuti disintegrati, preparati artificialmente, proprio come l'urina, che è composta da tessuti disintegrati, prodotti dal metabolismo dei corpo. Il brodo di manzo, perciò, è un veleno che intossica. Non ha proprietà nutritive; il suo uso non è mai indicato; né ha la capacità di aiutare i malati deboli o i convalescenti. Bouchard scoprì che aggiungendo la carne nel regime dietetico, la tossicità dell'urina aumentava del 50%, e se la dieta consisteva interamente di carne, la tossicità aumentava dei 400%. Sterling scoprì che mangiare carne aumentava il contenuto di acido urico dell’urina da tre a dieci volte. Alla luce di questo, è da ricordare che l'acido urico, in combinazione con altre tossine, è considerato da molti ricercatori il più attivo di tutte le sostanze che producono le malattie. Un tempo si supponeva che la carne fosse particolarmente salutare nella cura della tisi. Qualche anno fa un tedesco entusiasta fondò un'istituzione col proposito di nutrire i tisici esclusivamente con la carne, usando principalmente carne cruda. L'iniziativa fallì in sei mesi. La carne si decompone nel tratto digestivo; il veleno risultante viene assorbito e il sangue contaminato, con risultati disastrosi. Questa è la principale causa che predispone al cancro, alla tisi e ad altri tipi di anormalità. Gli esami post mortem, fatti in centinaia di casi al Phipps Institute di Philadelphia, hanno dimostrato che l'86% di tutti i malati di tisi avevano anche i reni malati, e in uno stadio abbastanza avanzato. L'indebolimento dei reni è, infatti, fra la cause più comuni di morte nella tubercolosi polmonare. Ed è sempre la carne ad essere in genere responsabile dei morbo di Bright e di altre disfunzioni renali. "Nella dieta di frutta, noci e verdure, i malati di cancro hanno nelle loro mani i mezzi per liberarsi largamente, se non interamente, dalla paura che accompagna questa terribile malattia. lo l'ho verificato molte volte nella mia esperienza, e nella cura di questa malattia mi si è aperta una porta ancora più ampia da quando ho conosciuto il valore di una dieta simile". (George Biack, M.D.). “Il cibo animale, l'abuso del quale si fa ogni giorno più grande, non è un cibo in nessun senso, ma un veleno continuo". (Prof. Dr. Huchard).
“Se non fosse per la carne, noi dottori avremmo poco da fare. - (Dr. Allison, esperto in alimentazione). Per più di un centinaio di anni, i medici ostinatamente sostennero che una dieta composta principalmente di carne, era essenziale per la cura vittoriosa dei diabete. Di questa assurda teoria Trall osserva: “Io non posso qui fare a meno di alludere ad un perfezionato regime dietetico che è stato recentemente proposto dall'Accademia francese di Medicina, e discusso nel giornali di medicina di questo paese, per la cura della malattia chiamata diabete. Questo miglioramento consiste nel nutrire il paziente con la carne di animali carnivori - gatti, cani, volpi, ecc.. E allo stesso scopo di vincere il pregiudizio che la mente o il palato dei paziente potrebbero avere contro l'alimentazione al sangue, si propone poi di condirla abbondantemente con brandy e spezie. Tali scoperte nella scienza medica hanno il potere di portarci indietro nel Medio Evo, piuttosto che condurci a dei risultati utili nel futuro". - (Il corretto cibo dell'uomo).
Ancora abbastanza recentemente era usuale per i medici nutrire i diabetici quasi esclusivamente con la carne. Questa è una ragione per cui questi malati non guariscono mai. I dottori "senza farmaci" hanno provato che, una dieta di carne peggiora la malattia, aumenta la presenza di zucchero nell'urina e, comunque, peggiora lo stato del paziente. Una dieta di carne magra è stata a lungo considerata benefica nel casi di obesità. Ora è noto che in simili casi di anormalità c'è una tendenza a sviluppare il diabete, e questo aumenta mangiando la carne. Commentando i pericoli nel mangiare la carne magra, Hindhede disse: “Noi abbiamo provato anche a vivere di sola carne. Ma dopo esserci nutriti di carne magra, cotta o arrostita, tre volte al giorno, In soli tre giorni stavamo così male che nessuno di noi volle continuare. Quale fu la causa? Dunque, quando gli intestini sono pieni di carne magra, il risultato è la putrefazione, che si manifesta in diarrea e feci maleodoranti. Attraverso questo processo sono probabilmente prodotte delle tossine, che una volta assorbite, causano un avvelenamento. Una dieta di sola carne magra è velenose per l'uomo, non ci sono dubbi su questo". Hindhede ha condannato anche le uova e il latte con queste parole: “ClO' CHE E' STATO DETTO SULLA CARNE E'VALIDO PER LE UOVA E IN PARTE PER IL LATTE”.
Il beri-beri, lo scorbuto, il rachitismo e la pellagra sono malattie da deficienza, e spesso risultano dal mangiare troppa carne. Tutti i tipi di carne mancano di molti elementi che il corpo deve avere per costruire dei tessuti sani. La carne è molto carente di vitamine e di sali di calce. D'altra parte, la frutta fresca le bacche e le verdure sono ricche sia di vitamine che di sali, e mangiandole si assumono tutte le vitamine e i sali di cui il corpo ha bisogno. Qualche anno fa uno specialista dello stomaco fece trasalire il mondo della medicina affermando che "l'ulcera dello stomaco è una malattia di chi mangia la carne”. Il cancro dello stomaco e degli intestini ha origine dalla stessa causa - quando non è prodotto dalla vaccinazione o dalla inoculazione. “Il 75% delle malattie più terribili di cui soffriamo, sono in pratica avvelenamenti causati da cibi non naturali. La natura dice, in un modo che non può essere frainteso, che l'uomo è un animale frugivoro e non carnivoro". - (Alexander Haig M.A.,F.R.C.P.). Quei mangiatori di carne, che sono troppo deboli per abbandonarne l'abitudine, e quelli i cui dividendi dipendono dall'industria che inscatola la carne, sono sempre pronti a fare una grande pubblicità ad ogni informazione che sembra aiutare la loro causa. Molte persone credono che per avere forza e vigore è necessario mangiare carne rossa. Sembrano dimenticare che i buoi e gli elefanti prendono la loro grande forza e il sangue dall'erba e dalle foglie, ricche di vitamine, di calcio, di ferro e di altri sali minerali. I deboli, i magri e gli anemici, invece di nutrirsi di fegato di vitello e di olio di fegato di merluzzo, dovrebbero trovare i cibi vitali nel regno vegetale, per la mancanza dei quali il loro sangue sta morendo di fame e il loro corpo si sta ammalando. Le informazioni relative al rischi nel mangiare la carne, dovrebbero essere sufficienti a ridurre di molto il consumo della carne. Ma se i rischi si limitassero solo a quanto scritto sopra, l'argomento sarebbe di così poca importanza da ricevere poca attenzione da parte nostra. E' stato recentemente dimostrato da Moore, nei laboratori di Fisiologia di Harvard, che una dieta di carne causa un'accelerazione dei battito cardiaco sorprendente per velocità e durata. Dopo un pasto di carne, l'aumento dei battiti cardiaci va regolarmente dal 25 al 50% sopra il livello rispetto al digiuno, e persiste, in soggetti sperimentali, da 15 a 20 ore, raggiungendo un totale di molte migliaia di battiti in più.
Moore mostrò che un pasto di proteine causa un sovraccarico di lavoro per il cuore, che è paragonabile, in estensione, all'attività totale del cuore di due o tre ore; ciò ha portato Moore ad affermare che una dieta con molte proteine è incompatibile coi riposo cardiaco. La carne, scendendo nello stomaco e nelle budella dell'uomo, è come se giacesse sotto il sole estivo al margine della strada, e ciò di certo causa danni maggiori di quanto sia mai stato detto o scoperto. Uno dei prodotti della carne decomposta è l'urina, e non ha importanza se la carne si è decomposta nello stomaco, nella pentola o dal macellaio. I prodotti secondari della carne decomposta passano nel sangue dei consumatori di carne, e devono essere filtrati ed eliminati dai reni come uno scarto velenoso, che serve solo ad indebolire il corpo e a logorare i reni, portando al morbo di Bright e ad altre malattie renali. La carne, scendendo nel tratto digestivo che è di una bellezza teatrale, dipinto con tutti i colori di una bambola di cera, forma uno dei veleni più mortali che i chimici abbiano mai conosciuto, e dà al respiro un odore nauseante che si tenta di correggere masticando caramelle e gomme profumato. Il dentista dica che il cattivo odore proviene dal denti malati, mostrando quanto abbia ancora da imparare. Quando il sangue diventa così contaminato da questi veleni, la pelle viene in suo soccorso e, in un processo di emergenza, crea un'eruzione; i dottori possono definirla morbillo, varicella, eczema, e così via, e cercano di "curare la malattia” con altri veleni sottotorma di farmaci e sieri. Non c'è da stupirsi se il grande Metchnikoff, dopo una vita di studi sull'argomento, abbia dichiarato che la putrefazione alimentare sia responsabile della morte prematura, che è causa di tutte le malattie, perchè questi pericolosi veleni passano dal canale alimentare nella linfa e nel sangue, e da questi sono condotti in tutto le parti dei corpo - il fegato, i polmoni, i reni, il cuore e il cervello. L'origine di tutte le malattie giace nella putrefazione alimentare, disse Metchnikoff. Qual è il rimedio sicuro? La rimozione della causa, non l'uso di farmaci, sieri e bisturi. Molti studi sperimentali hanno indicato che mangiare carne causa la nefrite cronica. Il professor Newburg, dell'università dei Michigan, ha dichiarato che una piccola porzione di proteine della carne, come il 20%, porta ad un logoramento dei reni.
Le esigenze dell'ultima guerra sono servito a dimostrare il valore di una dieta poco proteica. Maiali e bestiame furono uccisi in Europa con lo scopo di conservare le provviste di cibo, e le popolazioni si nutrirono per un certo periodo soprattutto di frutta e verdura. Il risultato fu una riduzione di un terzo della mortalità, oltre a una grande riduzione delle malattie. Alcune malattie come il diabete, l'obesità, la gotta, i disturbi digestivi, i problemi dei fegato e dei reni e altre malattie dei l'alimentazione sparirono quasi completamente. La gente rovina la propria salute mangiando carne, poi paga i dottori per farsi curare i sintomi che provengono da questo abuso. Molti medici ignorano la causa che si nasconde dietro i sintomi di alcune malattie, perché anche loro mangiano liberamente la carne come molti dei loro pazienti, e soffrono e muoiono prematuramente per la stessa "malattia”.
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SEMINARIO INTERNAZIONALE PER FACILITATORI
Nella città di Milano nei giorni 24, 25 e 26 di Aprile si è tenuto un Seminario per qualificare Facilitatori di Metafisica, tenuto da Raul Micieli, con la partecipazione di studenti di metafisica e facilitatori di diverse città dell’Italia, (Milano, Torino, Roma, Bologna, Forlimpopoli, Perugia, Padova, Bergamo e Monza), gruppi di studenti e facilitatori della Svizzera e del Brasile.
Il Seminario ha dato immediatamente i suoi frutti col formarsi di nuovi gruppi nelle città di Roma, Bologna, Padova e Perugia. In Svizzera si é formato il nuovo gruppo in lingua tedesca nella città di Berna. In Brasile è sorto un gruppo nella città di Salvador.
Ringraziamo l’Amato Maestro Koot Hoomi per la Sua costante Assistenza e Radiazione che ci ha donato in questi tre giorni.
















