L’eutanasia nella visione metafisica
Solo Dio conosce il giorno della nostra morte, o meglio, il giorno della nostra disincarnazione è segnato da diversi
fattori karmici e dal nostro Piano Divino.
Nei pianeti di Luce, quando una persona ha concluso il proprio ciclo di vita, si dirige in un Tempio del Fuoco Sa-
cro per entrare, consapevolmente, nel Fuoco Sacro e disincarnare coscientemente. Esistono anche Lama, yogi e
discepoli molto evoluti che, quando hanno portato a termine il loro compito previsto per quell’incarnazione, la-
sciano coscientemente il corpo attraverso pratiche meditative profonde. Questo processo non è solo frutto della loro
volontà personale ma deriva dal fatto che essi, essendo in contatto con i piani superiori, sanno che il loro compito in
quella incarnazione è giunto al termine e che devono proseguire il servizio in altri piani di esistenza.
I fratelli minori, o delle ombre, basandosi su queste conoscenze occulte hanno volutamente distorto il messaggio
chiamandolo “diritto di morire”. Ma solo le anime che hanno raggiunto un certo grado evolutivo e che sono in
contatto con il Grande Piano possono concludere l’incarnazione come negli esempi prima citati.
Un essere umano ancora avvolto dal velo di maya e imprigionato nella ruota del samsara (nascita e morte) non ha
ancora sviluppato quello stato di coscienza, dunque forzarlo vorrebbe dire andare contro la Legge Divina e generare
più karma negativo.
L’eutanasia è a tutti gli effetti un suicidio.
Noi incarniamo per realizzare il nostro Piano Divino e per trasmutare il karma negativo di altre vite. A volte il karma
negativo che si è scelto di trasmutare è particolarmente pesante, oppure l’anima ha scelto di trasmutare molto
karma in una sola vita, così, quando le situazioni karmiche si presentano e il dolore è apparentemente troppo da sop-
portare, la personalità vorrebbe che tutto smettesse, perché ha dimenticato che attraverso quelle esperienze dolorose
sta purificando karma e che le ha scelte appositamente per questo.
In sintesi, generalmente l’eutanasia viene praticata a persone malate (fisicamente e/o psicologicamente) sotto il
falso slogan che “ciascuno ha diritto a scegliere la propria morte”, tuttavia, quel “ciascuno” a cui si riferisce questo
slogan è la personalità.
In realtà, invece, il giorno della nostra morte è determinato da diversi fattori, come il percorso della nostra anima che
viene attentamente programmato e scelto insieme ai Signori del Karma sempre per la nostra massima evoluzione
e in accordo al nostro Piano di Vita. Ci sono, infatti, situazioni che dobbiamo necessariamente affrontare perché
proprio attraverso quelle situazioni la nostra evoluzione si accelera e abbiamo la possibilità di smaltire karma negati-
vo e sviluppare le virtù.
Se tali situazioni vengono evase, non incorporiamo quelle esperienze e le dovremo vivere comunque in una vita suc-
cessiva, oltretutto con gli interessi. Quindi, l’atteggiamento corretto è affrontare il karma che ci spetta con il mag-
gior stato di coscienza possibile cercando un modo costruttivo per renderlo più leggero, ad esempio utilizzando
le pratiche spirituali come la meditazione, il pensiero positivo, la preghiera, l’uso delle Fiamme Sacre per alleggerir-
lo e trasmutarlo.
Quindi, l’eutanasia è un’evasione dal nostro Piano di Vita.
E come in tutti i casi, Dio, la Vita, non condanna, non giudica, ma è Misericordia Divina e ci dona sempre una nuo-
va possibilità per rettificare e purificare le energie che abbiamo erroneamente utilizzato in questa vita e nelle altre.

8 risposte
GRAZIE caro Raul sto leggendo ora il tuo libro Sanacion metafisica del lignaggio familiare e veramente grande e
mi sta aiutando tantissimo .Dio ti benedica per questo servizio meraviglioso che ci stai offrendo
Ciao cara Maria, sono felice che ti sia di aiuto…
Grazie per il tuo commento.
RINGRAZIO x questa ulteriore, ennesima opportunità che invita alla RIFLESSIONE, a vedere da un altro punto di vista.
A tal proposito ricordo il semplicissimo, ma estremamente significativo esempio:
“Se sali su una sedia, cosa vedi??
Se sali al settimo piano di un condominio???
Grazie Manuela per la tua condivisione.
Grazie caro Raul per tanta Grazia e saggezza. È proprio così. Ogni respiro è Dono Divino anche nei momenti di prova che noi abbiamo scelto di attraversare, comprendere e poi evolvere. Grazie per il tuo servizio.
Grazie a te carissima Giulia per il tuo servizio alla Vita.
Grazie
Grazie a te Silvia